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“L’ULTIMA MOSSA PER RIDURRE I FLUSSI TURISTICI”

ELBA 2000: "CON APT VA AVANTI IL TEMUTO PIANO DI COLONIZZAZIONE"

"L'ULTIMA MOSSA PER RIDURRE I FLUSSI TURISTICI"

Da anni scriviamo che esiste un piano che mira a ridimensionare l’industria turistica elbana, contenendone progressivamente le presenze, e, contestualmente, a riciclare l’economia della Val di Cornia, trasformandola da economia fondata sulla siderurgia a economia turistica e di servizi.

A ulteriore conferma di questo oltre che della considerazione che i centri decisionali del continente hanno dei nostri problemi economici e degli elbani in generale, riteniamo opportuno portare all’attenzione dell’opinione pubblica una vicenda di questi giorni.

Da qualche tempo la locale Azienda di Promozione Turistica (Apt dell’Arcipelago Toscano) è stata trasferita nei locali di via Carducci, a Portoferraio, dove, fino a qualche anno fa, si trovavano gli uffici del vecchio consorzio acquedotti. Difficilmente un turista sprovvisto di radar o di navigatore satellitare riuscirà a scovare la nuova sede dell’Apt che, oltretutto, ci risulta non sia molto dignitosa, considerato che si tratta dell’ufficio di rappresentanza di un’industria turistico-balneare tra le più affermate d’Europa.

Quindi, riassumendo, in un momento di grave crisi economica in cui sarebbe necessario più che mai ideare iniziative che possano rilanciare il nostro turismo, migliorandone l’immagine, cosa fa la nostra Provincia? Esattamente il contrario: caccia il personale dipendente dell’Apt dalla sede storica (ex Eve) di Calata Italia e lo manda in locali nascosti e poco dignitosi. Perché lo fa? Molto semplicemente, per vendersi i locali.

Qualcuno dirà: sì, ma in realtà la Provincia (che agisce su delega della Regione, la quale, dunque, è altrettanto responsabile) ha deciso di realizzare la nuova sede dell’Apt alla Gattaia. Sennonché ci risulta che i lavori alla Gattaia, nell’ipotesi più favorevole, avranno inizio a primavera 2010. Conoscendo come vanno le cose nel nostro paese, siamo sicuri che questa scadenza slitterà (e anche di parecchio).

Così, ancora una volta, una delle più importanti stazioni turistiche-balneari d’Europa, per anni, dovrà subire un danno d’immagine considerevole per decisioni prese sul continente. Delle due l’una: o la decisione è stata presa coscientemente e rientra nel piano “ridurre il turismo elbano e lanciare quello della Val di Cornia” (il turismo elbano è un frutto maturo; gli elbani sono tutti, più o meno, ricchi e per diventarlo hanno bruciato gran parte delle loro risorse ambientali; invece, è necessario trasformare gli operai siderurgici della Val di Cornia in operatori turistici); oppure, si tratta di una decisione presa con estrema leggerezza, che evidentemente non tiene affatto conto degli interessi veri della nostra comunità. Che dovrebbero essere espressi, in primis, dai sindaci.
Già, i sindaci, e loro cosa dicono? Nulla, come sempre. Calma piatta. Loro non sono attratti dai problemi reali. Loro si preoccupano solo di “traguardare”, “costruire percorsi che possano essere standardizzati” e “quant’altro”, individuare “contenitori”, convocare tavoli di concertazione ed eseguire, obbedienti, gli ordini che vengono dai palazzi del potere continentali.

E’ evidente che hanno perso il contatto con i cittadini. E non ci stancheremo mai di ripetere che l’inadeguatezza e l’inettitudine di molti di loro pongono sempre di più, e in modo drammatico, il problema della selezione della classe dirigente.

Elba 2000