Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

“UN MUSEO CARCERARIO, E PIU’ TURISTI A PIANOSA”

E' UNO DEI PUNTI DEL PROGRAMMA AMMINISTRATIVO DI "PAESEMODERNO", GRUPPO CIVICO CAMPESE, FRA I PUNTI ANCHE IL COMUNE UNICO ELBANO

"UN MUSEO CARCERARIO, E PIU' TURISTI A PIANOSA"

Da Paesemoderno, gruppo civico nato a Campo in vista delle prossime elezioni aministrative, riceviamo:

“Paesemoderno presenta i suoi dieci punti cardine. Non si tratta ancora di un programma vero e proprio, sappiamo benissimo che molte questioni importanti rimaste per ora escluse, come ad esempio l’adeguatezza dei servizi sanitari per i Cittadini, andranno prese in debita considerazione. Ma per noi questa è solo una base di partenza, la ricerca di un metodo e di obiettivi che riportino la Politica fra i Cittadini. Il nostro scopo è dar vita ad un autentico laboratorio, in grado di mettere in risalto tutte quelle scelte che riteniamo condivisibili da gran parte della popolazione, in un progetto politico volto ad aggregare e non a dividere e che richiede solo una cosa: la condivisione del nostro metodo, che non si fonda su appartenze politiche, nomi o convenienze di qualsivoglia natura, ma su valori imprescindibili e programmi concretamente realizzabili.
Verrà il momento di selezionare i canditati, meglio se attraverso strumenti popolari e democratici. Verrà il momento di programmare singole scelte che risolvano nella pratica i numerosi problemi esistenti. Per adesso, ci accontentiamo di sottoporre il nostro pensiero alle valutazioni dei concittadini, aperti ad ogni confronto con chiunque vorrà incontrarci per discutere nell’interesse della collettività e del futuro della nostra isola; auspicando che alcuni principi generali, che riteniamo validi ovunque, vengano presi nella giusta considerazione anche al di fuori del Comune di Campo nell’Elba.

1 – TRASPARENZA NELLA GESTIONE ECONOMICA

Per definizione, i denari che entrano ed escono dalle casse comunali appartengono a tutti, ed è indispensabile che chi ha il compito di gestirli ed amministrarli ne renda conto, fino all’ultimo centesimo, ai legittimi proprietari.
Compatibilmente con le Leggi vigenti, specie in materia di privacy, è quindi necessaria la pubblicazione on line, in tempo reale, di tutti i dati economici, sia nella canonica forma burocratico-ufficiale, quanto in una versione semplificata e schematica, in modo che risultino comprensibili anche al comune Cittadino: a partire dal bilancio, e a seguire con bandi e gare d’appalto, stipendi, assunzioni e impiego del personale dipendente, partecipazione a gestioni associate, incarichi o consulenze esterne, acquisti, cessioni e costi di mantenimento di beni mobili e immobili. Proponiamo inoltre che un inventario aggiornato dei beni comunali sia reso disponibile e consultabile, poiché consentirebbe a ciascuno di noi di conoscere la consistenza dei mezzi di cui possiamo effettivamente disporre, stimolando la nascita di nuove idee per ottimizzare i costi ed apportare benefici a tutta la comunità.

2 – TRASPARENZA NELLA GESTIONE POLITICA

Il Sindaco e il Consiglio Comunale vengono eletti sulla base di precisi programmi.
Il rispetto degli accordi presi con i Cittadini deve essere garantito da una costante informazione sulle attività istituzionali svolte.
Oggi, internet rappresenta il più veloce ed economico strumento di informazione. Spedire 1.000 lettere costa 600 euro, spedire 1.000 e-mail costa solo “un click”.
Creare un database con gli indirizzi elettronici dei residenti, ma anche delle ditte e dei privati operanti nel territorio comunale, o dei proprietari di immobili o terreni, consentirebbe l’invio simultaneo di ogni genere di comunicazione, praticamente a costo zero.
Naturalmente, serve una adeguata campagna di sviluppo della rete web, anche favorendo e incentivando l’utilizzo di tecnologie wireless o di internet point pubblici, permettendo così di raggiungere direttamente la gran parte della popolazione.
E a questo punto, un sistema misto di “bacheca telematica”, mailing-list, nonché un semplice forum con registrazione obbligatoria permetterebbero al Sindaco, alla Giunta e ai singoli Consiglieri un contatto diretto e immediato con i Cittadini, rendendo effettivamente “pubblico” e sottoposto al vaglio degli elettori ogni singolo atto amministrativo.

3 – COINVOLGIMENTO DIRETTO DEI CITTADINI NELLE SCELTE

Il Sindaco e la Giunta hanno certamente il diritto-dovere di compiere delle scelte autonome, compatibili con i limiti del loro mandato, nell’interesse generale della comunità. Come abbiamo visto ai punti 1 e 2, tale prerogativa non può prescindere da un’assoluta trasparenza, ma in qualche caso può essere opportuno che la popolazione esprima in maniera diretta il suo pensiero, specialmente quando si presenta la necessità di operare scelte “di fondo” che andranno ad influenzare in modo significativo il futuro della comunità.
Le decisioni “importanti”, le “grandi opere” o semplicemente quelle scelte, come ad esempio l’istituzione o meno di una AMP, che non rientrano nelle deleghe concesse con la sottoscrizione di un programma elettorale, devono essere di volta in volta sottoposte al giudizio vincolante dei Cittadini. La Giunta deve pertanto impegnarsi, sfruttando al meglio e nella maniera più estesa possibile le opportunità concesse dalle leggi vigenti, ad utilizzare ogni qual volta sia opportuno l’istituto del “referendum consultivo”, promuovendolo se del caso essa stessa, e considerando vincolanti i risultati anche in caso di mancato raggiungimento del poco democratico quorum del 50%+1, che toglie inopportunamente valore al sacrosanto diritto all’astensione.
Presupposto necessario ad un consapevole utilizzo di tale strumento è la preventiva comunicazione alla Cittadinanza, con adeguato anticipo, di ogni possibile “novità” di rilievo, indipendentemente che provenga da idee interne al Consiglio Comunale, da possibili modifiche a leggi europee, nazionali o regionali o da possibili accordi o ingerenze di altri Enti, quali ad esempio il Parco Nazionale o una qualche riedizione della defunta Comunità Montana.
La solerte convocazione di pubbliche assemblee, la concessione di tutti gli spazi comunali disponibili ad Associazioni, Comitati organizzati o spontanei di Cittadini e l’agevolazione di qualsiasi confronto di idee è preciso dovere dell’Amministrazione, che deve rendersi disponibile al dibattito e alla massima diffusione di una corretta informazione.

4 – SUPERAMENTO DELLE BARRIERE IDEOLOGICHE E PARTITICHE

La libera appartenenza ad un orientamento politico o ad un credo religioso è garantita dagli stessi Principi Fondamentali della Costituzione. Ma nell’ambito ristretto di un piccolo Comune, o di una piccola Isola, i differenti modi di interpretare le grandi tematiche filosofiche, politiche o sociali non dovrebbero rappresentare quasi mai un ostacolo verso la ricerca di soluzioni unitarie volte a rendere la vita quotidiana quanto migliore sia possibile.
Scuole, servizi sociali, difesa dell’ambiente e del territorio, trasporti pubblici, diffusione della cultura, lotta alla criminalità, salute pubblica… non hanno e non possono avere un colore politico. Chi amministra deve dar prova di competenza specifica, non di appartenenza partitica. Per la politica, ci sono apposta le elezioni “politiche”.

5 – UNA SOLA ISOLA, MILLE PICCOLE REALTA’:

Le dimensioni stesse dell’Isola d’Elba impongono una precisa scelta di campo: sufficientemente piccola per necessitare di una gestione unitaria, sufficientemente grande per presentare migliaia di piccoli problemi da risolvere localmente.
Noi non abbiamo nessuna preclusione a valutare l’ipotesi di una Provincia Autonoma dell’Arcipelago, perquanto ci sembri assolutamente remota, e ovviamente caldeggiamo una partecipazione attiva dell’amministrazione campese in tutte le possibili forme di aggregazione o confronto con gli altri Comuni Elbani.
Ma riteniamo necessario prendere un deciso e concreto impegno per arrivare, fermo restando il mantenimento degli otto Municipi, a una sola Giunta e ad un unico Sindaco.
Chi teme che i singoli, piccoli ma grandi problemi delle frazioni più sperdute possano passare in secondo o terzo piano, o che l’identità storica e culturale dei “campanili” possa andare perduta deve essere adeguatamente rassicurato, o, meglio, garantito: i problemi del traffico o dei parcheggi a Portoferraio sono problemi di tutti, e non è difficile capirlo, ma la stessa attenzione deve essere rivolta anche alla manutenzione della piazza di Sant’Ilario o della strada del Volterraio.
Per capirci: nessuno toglierà mai a Capoliveri la Festa dell’Uva, e un ritrovato carnevale di Porto Azzurro sarebbe una risorsa in più per tutta l’isola. Vogliamo che l’Elba riesca ad esaltare la ricchezza delle diversità e la forza dell’unità.
Anche volendo trascurare il potenziale risparmio, ma soprattutto il possibile migliore utilizzo del denaro pubblico, è indiscutibile che solo con la forza di un unico referente politico, che affronti e risolva i grandi problemi di tutti gli Elbani, si potrà davvero sperare in una corretta gestione del territorio e del mare nel loro insieme, nella continuità territoriale, in trasporti pubblici, servizi sociali, scolastici o sanitari adeguati alle reali esigenze della popolazione residente, ma anche di quell’indispensabile risorsa rappresentata dalle centinaia di migliaia di Ospiti temporanei che sostentano in maniera quasi esclusiva la nostra economia.
Naturalmente, fedeli ai principi espressi precedentemente, è condicio sine qua non una preventiva consultazione referendaria, preceduta da una completa campagna di informazione consapevole.

6 – AMBIENTE, CURA E CONSERVAZIONE DEL TERRITORIO

Alla base di qualunque politica di sviluppo economico e sociale va posta la tutela del territorio.
Un ambiente corrotto e degradato non potrà mai fornire continuità di risorse, mentre al contrario un “orticello” ben curato e amorevolmente accudito continuerà a dare frutti senza limiti temporali.
Data la complessità dell’argomento, ci limiteremo ad una schematizzazione di massima, in ordine sparso:
– Energie alternative: creazione di uno sportello comunale volto all’informazione, all’agevolazione delle pratiche burocratiche, alla concertazione preventiva con gli altri Enti (vedi Soprintendenza), in pratica preposto a rendere fattibile, in tempi brevi e senza oneri aggiuntivi, la massima espansione possibile di impianti fotovoltaici, mini-eolici, di solare termico, trasporti elettrici, ecc. ecc.
– Raccolta rifiuti: il Comune di Campo è attualmente leader elbano per la raccolta differenziata. Ciononostante, supera di poco la metà di quanto necessario per considerarsi un Comune “civile”. L’obiettivo da raggiungere, possibilmente di concerto con gli altri Comuni, non dev’essere solo quello di “rientrare fra i virtuosi, in serie A o B”: è necessario, e assolutamente possibile, puntare molto più in alto. Dobbiamo entrare… in “Champions League”: un grande sforzo di civiltà, che avrebbe il vantaggio di unire l’utile al dilettevole. Potersi presentare ai turisti come “uno fra i Comuni più virtuosi d’Italia” renderebbe tantissimo in ritorno d’immagine, ci darebbe soddisfazione pratica e morale, ridurrebbe notevolmente l’alleggerimento progressivo e sistematico dei nostri portafogli. Informazione dei Cittadini, adeguamenti tecnici e strutturali, se necessario anche premi ai virtuosi e sanzioni agli indisciplinati. E, in aggiunta ad un’ottima raccolta differenziata, la realizzazione di un efficiente sito di conferimento per tutti quei rifiuti “ingombranti” che oggi vengono, inevitabilmente, data l’assoluta mancanza di alternative legali, abbandonati, se va bene, “a fianco dei cassonetti”. Calcinacci, materassi, divani, sedie di plastica, pneumatici… inutile multare o protestare: serve fornire un’alternativa logica, legale, e, soprattutto, economica. Altrimenti, la tentazione allo scarico illegale sarà sempre troppo forte e difficile da eradicare.
– Fogne e depuratori: gli scarichi a mare devono essere adeguatamente dimensionati e depurati. Non è poi possibile che, come successo quest’anno, gli spurghi dei pozzi neri di tutta l’isola debbano gravare sulla sola Marina di Campo. Concertazione con gli altri Sindaci, sempre nel segno di una fattiva collaborazione e di una visione unitaria, ma anche, se necessario, non avendo paura di fare la voce grossa. Ricercare, con tutte le forze e con tutti i mezzi, i fondi necessari per rendere l’intera Isola un modello di depurazione delle acque. Serve all’immagine turistica, ma soprattutto è indispensabile a noi e ai nostri figli.
– Coste e spiagge: pulizia e manutenzione sistematica degli arenili, compatibilmente con le variabili climatiche e le stagionalità. Galenzana, Fonza o il Colle, tanto quanto Cavoli o Campo. Sostegno tecnico ed economico alle Associazioni e al volontariato per un’adeguata cura e pulizia dei tratti di costa meno facilmente accessibili. Dotare le spiagge di posacenere e bidoni per l’immondizia in numero adeguato e convenientemente ripuliti, anche con passaggi plurigionalieri in alta stagione. Effettuare, se necessario, i ripascimenti tenendo conto dei tempi di riequilibrio biologico, specie in funzione della stagione balneare.
– Mare e attività connesse: lo scorso anno, oltre 1.000 Campesi hanno chiaramente espresso la loro contrarietà all’istituzione di un’AMP così come prospettata dal Ministero. La stragrande maggioranza degli stessi ha però contemporaneamente dimostrato piena disponibilità verso forme alternative di tutela, come espresse nella “controproposta” di Tiberto. In questa situazione, riteniamo che qualunque decisione al riguardo da parte dell’Amministrazione dovrà essere rigidamente vincolata ai risultati di uno specifico referendum, da indire possibilmente di concerto con tutti gli altri Comuni dell’isola, alla ricerca di una soluzione condivisa per un’efficace difesa dell’ambiente marino e un’oculata gestione delle risorse, evitando l’imposizione di divieti assurdi o l’ingabbiamento in soffocanti pastoie burocratiche.
– Decoro e verde urbano: razionalizzazione dei costi volta ad una globale riqualificazione di tutto il territorio comunale. E’ inutile pavimentare uno stradello in marmo di Carrara decorato a mano e poi lasciare fango e buche nella strada a fianco…. Basta con i progetti faraonici, se non ce li possiamo permettere: interventi semplici ed economici, con un preciso programma di manutenzione costante e realizzabile.
– Decoro e verde extraurbano: i terreni incolti e abbandonati, le baracche rugginose, i depositi di rottami, per non parlare della pulizia dei fossi, tanto d’attualità in questi giorni… Per una grande campagna di recupero del verde suburbano ed extraurbano non servono probabilmente molti soldi: basterebbe che il Comune garantisse la semplificazione e l’economicità degli adempimenti burocratici necessari alla riqualificazione. Favorire il ritorno ad un’agricoltura “famigliare”, fatta di orti e piccoli frutteti, di ulivi e vigne, di pollai all’aperto… Basterebbe forse poter disporre di permessi ragionevolmente rapidi per recinzioni, indispensabili anche solo contro gli onnipresenti cinghiali, per la realizzazione di piccoli pergolati ordinati, per la sostituzione delle vecchie baracche in lamiera con casotti in legno assai più decorativi e utili, laddove le leggi lo permettano e senza beninteso consentire che in nessun modo un “deposito degli attrezzi” si trasformi in “villa con piscina”. Fatto questo, si può anche pensare a qualche ordinanza che comunque obblighi i proprietari dei terreni incolti al mantenimento di un minimo di pulizia e decenza.
– Boschi, macchia, terrazzamenti e sentieri: Parco e ZPS permettendo, è indispensabile la valorizzazione almeno parziale delle aree un tempo dedicate all’agricoltura, conservando la memoria storica ed impedendo che quella che può sembrare una “rinaturalizzazione” benefica si trasformi in un’impoverente perdita di biodiversità. I terrazzamenti, i muretti a secco, i fontanili, i caprili… è necessario che vengano curati e tenuti puliti con costanza e metodo. La manutenzione della rete dei sentieri, della cartellonistica, la valorizzazione di ogni piccolo manufatto storico, di ogni possibile punto panoramico, di un masso dalla forma particolare, devono rappresentare un preciso dovere dell’Amministrazione, se necessario anche intervenendo con decisione presso gli altri Enti eventualmente competenti.
– Viabilità, indicazioni stradali, illuminazione, parcheggi e trasporti pubblici: per il comune Cittadino è quasi impossibile capire a chi compete l’organizzazione di quanto sopra. Comune, Provincia, Regione… eppure, proprio la carenza di parcheggi e le cattive condizioni delle strade sono rispettivamente al primo e al secondo posto fra i problemi segnalati dai turisti. Ne consegue che, fra i tanti compiti della futura Amministrazione, un posto in prima fila deve essere assegnato, se non alla risoluzione, almeno al miglioramento della pessima situazione esistente. La pressione sulla Provincia deve essere costante e “grintosa”, e per quanto di stretta competenza comunale è indispensabile un impegno concreto e l’impiego di tutte le risorse umane ed economiche possibili. Strade perlomeno sicure, se non belle e nuove: senza buche, adeguatamente illuminate, dotate di indicazioni visibili e razionali. In questo senso, sarebbe auspicabile che un apposito sportello comunale si occupasse di riorganizzare la cartellonistica, raccogliendo anche le richieste dei privati e facendo da tramite per il rapido ottenimento dei permessi in maniera conforme alle norme provinciali e al codice della strada. Quanto ai parcheggi, è evidente che non è più possibile sottostare al salasso dei parcometri, tra l’altro sovente assai poco rispettosi delle leggi che imporrebbero un’uguale disponibilità di posti gratuiti nelle immediate vicinanze. E se quindi un riordino è indispensabile, si tenga conto che qualche volta è meglio la gallina domani rispetto all’uovo oggi… un turista spennato oltremodo si trasforma in un turista perso, a volte per sempre. Senza contare che anche per noi residenti, che pure magari conosciamo qualche “trucchetto” in più, è diventato davvero impossibile pensare di farci un bagnetto a Cavoli durante la pausa pranzo. In conclusione: aumento dei posteggi liberi, riduzione dei prezzi, sostituzione dei parcometri con zone a disco orario… e soprattutto, un concreto impegno per potenziare i trasporti pubblici, vera chiave di volta specialmente nel periodo estivo.
– Piano regolatore, edilizia pubblica e privata: stop all’edilizia speculativa, via libera all’edilizia sociale, all’ammodernamento funzionale, al recupero dell’esistente. Non è possibile che, mentre si costruiscono centinaia di appartamenti che tutti sappiamo essere solo in minima parte effettivamente destinati a chi ne avrebbe sacrosanto diritto, qualunque altra pratica risulti nei fatti ferma e bloccata. Salvaguardiamo quindi il diritto alla prima casa, ma fermiamo subito e in ogni modo la moltiplicazione all’infinito dei “posti letto”, inesorabilmente destinati, fra l’altro, a restare sempre più vuoti e a perdere costantemente di valore (pur consentendo, ove giusto e possibile, l’aumento delle camere a quelle strutture palesemente sottodimensionate e pertanto economicamente poco gestibili). E rilanciamo al contempo il rinnovamento edilizio, recuperando e ristrutturando l’esistente, possibilmente all’insegna della bio-edilizia, e adeguando a standard moderni il nostro patrimonio immobiliare e le nostre strutture turistiche.

7 – GIOVANI E ANZIANI: SCUOLA, SPORT, CULTURA, AGGREGAZIONE SOCIALE

La scuola vive un momento di grande confusione, fra riforme e controriforme, tagli e incertezze. Noi non vogliamo scendere nel dibattito politico: pensiamo però che il Comune, indipendentemente dai cambi di leggi e di governi, debba compiere, per quel che gli compete, il massimo sforzo possibile per agevolare e rendere sempre più ricca e completa possibile l’istruzione dei suoi ragazzi. Pensiamo ad un unico polo scolastico moderno e funzionale, ad un Centro Giovani, ad una biblioteca che diventi centro di cultura classica, moderna e contemporanea e magari anche fulcro per il recupero dell’enorme patrimonio storico e culturale locale. I giovani sono i perni su cui si basa il futuro: non serve un genio a capirlo. Campo, oggi, non offre molto ai ragazzi: fatta salva la buona volontà dei soliti singoli, manca praticamente tutto. Gli spazi all’aperto, le varie “pinetine” , non sembrano nelle migliori condizioni. Le possibilità di sport sono ridotte a pochissime alternative. L’importanza dello sport giovanile “di base”, anche come distrazione da altri, alquanto pericolosi, interessi alternativi, è secondo noi indiscutibile e sempre attuale. Il campo sportivo è scomparso, e va ripristinato. Una piscina è auspicabile. Una palestra servirebbe tanto ai giovani quanto ai meno giovani. Perché se i giovani sono il futuro, è anche vero che l’importanza sociale degli anziani, o meglio, di anziani attivi e vitali, è altrettanto basilare. Non può bastare il Circolo dei pensionati. Servono iniziative culturali, serve ridare unità e umanità al Paese per uscire dal terrificante mortorio invernale degli ultimi anni. Servono spazi a disposizione gratuita o quasi: se non bastano le strutture pubbliche, basta accordarsi con quelle private, che nei periodi in cui sono inutilizzate potrebbero essere disponibili al puro “prezzo di costo”. In tutto questo, la funzione principale del Comune è di fornire il supporto e l’assistenza necessaria: troppo spesso le idee ci sono, ma vengono bloccate da stupidi cavilli burocratici o da litigi da cortile. Serve un Sindaco di tutti, garante e promotore attivo dello sviluppo culturale e sociale di tutta la comunità.

8 – PORTO E AEROPORTO

Il porto di Campo è da sempre al centro delle più accese discussioni. Abbiamo sentito decine di versioni contrastanti, tutte apparentemente supportate da autorevolissimi pareri tecnici.
La realtà è che oggi Campo ha un porto-jungla, senza regole precise, poco attrezzato e decisamente insicuro. I progetti eco-distruttivi su Galenzana sembrerebbero fortunatamente tramontati, ma c’è sempre il rischio che chiusa una porta si spalanchi un portone… sull’inferno, in questo caso.
Cosa serve a Campo? Non un mega porto, sia ben chiaro: la nostra forza è la spiaggia, e le due cose sono incompatibili. Non a caso, non esiste nessuna località marittima famosa al contempo per le spiagge e per il porto: basta restare sull’isola, dove Campo rappresenta già il massimo della convivenza. Lacona, Cavoli, Fetovaia, Procchio, Biodola e le calette del capoliverese sono spiagge. Porto Azzurro, Rio, Cavo, Portoferraio e Marciana Marina sono porti.
Con quel che ne consegue per l’attrattiva turistica.
Noi pensiamo che non sia impossibile recuperare in qualche modo la porzione di “spiaggia”, perennemente puzzolente e sudicia, che va dal fosso del Club del Mare fino alla metà della piazza. Forse un moletto di chiusura consentirebbe quello che ci serve: qualche decina di posti barca in più, necessari anche ai soli residenti, una ristrutturazione dell’area destinata ai pescherecci e alle barche da lavoro, con posti fissi in base alle dimensioni, e un’area turistica, magari piccola ma ben attrezzata.
Una regolamentazione della sosta in rada sarebbe auspicabile, e il posizionamento di boe fisse (non c’è alcun bisogno che siano intelligenti, vanno bene anche stupide…) magari aiuterebbe a salvaguardare la Posidonia di Galenzana… del resto il turismo nautico è importante, ma non si può neanche venire solo sommersi da schiume e liquami senza porre dei limiti e delle condizioni.

Per l’aeroporto, un potenziamento, indubbiamente indispensabile, dovrà passare attraverso accordi sovracomunali, ma il Comune di Campo deve avere ben chiaro che non siamo disposti a rinunciare alla tranquillità nostra e dei nostri Ospiti. Un aeroporto valido è una ricchezza, ma non possiamo permettere che La Pila diventi la Malpensa: gli aeroporti di riferimento devono restare Pisa e Firenze, così come Atene lo è per le isole greche, e gli investimenti vanno fatti per aumentare i collegamenti con aerei di dimensioni accettabili e dalla rumorosità tollerabile.
Insomma, chi di voi vorrebbe vivere o fare le vacanze a Somma Lombardo o a Lonate Pozzolo?

9 – SVILUPPO TURISTICO

Nei punti precedenti sono già impliciti i risvolti positivi per lo sviluppo turistico: è evidente che un Paese (il termine “Paese” va inteso come “territorio comunale” e, ovviamente, si riferisce anche a tutte le frazioni) in cui i residenti vivono bene, quasi automaticamente diventa un posto apprezzabile anche dagli Ospiti. Strettamente legate al turismo sono invece alcune piccole opere pubbliche indispensabili: in primo luogo, le spiagge devono essere dotate di servizi igienici e soprattutto di docce pubbliche. Non è necessario che siano totalmente gratuite: con un piccolo ticket, si pagherebbero da sole e soddisferebbero una richiesta davvero sentita.
Il chiosco ligneo in piazza, adibito ad “ufficio informazioni” dovrebbe essere ripristinato e funzionante, e un banale casottino prima dell’ingresso in Paese (diciamo in zona aeroporto, per intenderci) sarebbe ben più visibile e funzionale dell’attuale, serminascosto, ufficio APT.
Il Comune dovrebbe poi favorire, coordinare e incentivare tutte quelle possibili iniziative che, a seguito anche di una migliore aggregazione sociale come detto al punto 7, possano ridare al Paese quel clima “festoso e paesano” che tanto viene apprezzato da chi è costretto a vivere nell’impersonalità di una grande città. Spesso, val più una corsa nei sacchi che un costoso concerto.
Rilancio delle tradizioni e della “vita di paese”: la globalizzazione ormai ha stufato, e a poco servono i mercatini “dell’artigianato” se si espongono solo elefantini fatti dai bimbi di Bali…

10 – PIANOSA… COMUNE DI CAMPO NELL’ELBA.

L’Isola Piatta, l’Isola del Diavolo… una risorsa dal valore inestimabile lasciata da anni a marcire.
Tanto da permettere che ogni tanto rispuntino idee inaccettabili come il ritorno del carcere.
Eppure è territorio nostro. E’ difficile stabilire di chi siano le maggiori colpe, in quel marasma di competenze e interessi contrastanti che vede Parco, Ministeri vari, Demanio, Soprintendenza, Regione, Provincia e lo stesso nostro Comune accapigliarsi in una sorta di “tutti contro tutti” che sembra basato sul classico principio di automutilarsi pur di far dispetto alla consorte.
La verità è che Pianosa potrebbe, con pochi soldi e un po’ di buona volontà, diventare una delle maggiori attrattive turistiche di tutto il Mediterraneo. Qualitativamente, ovvio: nessuno può pensare a “riminizzare” un’isola che deve rimanere, o meglio, ritornare ad essere un piccolo gioiello.
Alcatraz, che pure è Parco, attira 1.500.000 di turisti all’anno. Senza pretendere tanto, vorremmo semplicemente “riportare alla vita” un’isola che da troppo tempo appare in coma: un piccolo nucleo di abitanti stabili, coltivazioni biologiche tipiche, un polo museale e scientifico che partendo da un Museo Carcerario di enorme attrattiva popolare funga da supporto per la valorizzazione tanto delle bellezze naturali quanto di quelle storico-archeologiche, creando le condizioni per un turismo assolutamente eco-compatibile. Certo, il limite giornaliero andrebbe aumentato a una cifra ragionevole, e bisognerebbe decidersi a realizzare finalmente quella fruibilità subacquea regolamentata che niente toglierebbe alle ricchezze dei fondali dell’isola, ma, anzi, aiuterebbe a difendere dalla pesca illegale.
Un potenziale enorme, proprio perché ridotto nei numeri, e quindi appetibile anche in bassa e bassissima stagione.
Serve che il Comune affronti il problema con grande autorità, se del caso senza avere paura di lanciare una grande campagna mediatica, anche affrontando senza timori e a viso aperto chi da anni rema contro, solo per difendere interessi corporativi o per spianare la strada a speculazioni sempre, ahimé, possibili. Un impegno deciso e concreto, con il coinvolgimento diretto di tutta la popolazione: Pianosa è nostra, e spetta a tutti noi difenderla.