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IL VOLONTARIATO MINACCIATO DAI TAGLI DEL GOVERNO

di Dario BALLINI (segretario del Pd di Rio Marina)

IL VOLONTARIATO MINACCIATO DAI TAGLI DEL GOVERNO

Come volontario-soccorritore di un associazione (la Pubblica assistenza) sono molto preoccupato per come si sta muovendo il governo. Nello specifico ci sono tre provvedimenti che causeranno, se non la chiusura, problemi strutturali al mondo del volontariato e soprattutto nel settore sanitario e dei servizi sociali. In primo luogo il taglio dei fondi alle regioni per la sanità si ripercuoterà giocoforza sulle convenzioni e sui trattamenti economici che percepiscono le associazioni per offrire alla popolazione servizi indispensabili come quello di 118.

In secondo luogo assistiamo, alla distrazione di ulteriori fondi per finanziare il decreto salva-banche. Infatti per la copertura finanziaria di questo provvedimento verranno usate gran parte delle risorse cinque per mille che i cittadini hanno donato volontariamente alle associazioni. Fu già un errore del governo Prodi porre un tetto al cinque per mille adesso invece assistiamo alla mutilazione di queste risorse. Il terzo problema è legato al Servizio civile nazionale. Il governo, tramite la finanziaria infatti ha pronto un taglio di 78 milioni di euro per il 2009, altri 44 milioni in meno per il 2011.

Le associazioni di volontariato si affidano sempre di più ai ragazzi del Scn che prestano servizio in cambio di una paga minima di 433 euro. Con i tagli apportati dal governo si riuscirà a malapena a pagare quelli che concluderanno la loro esperienza in estate e in seguito il rischio di chiusura definitiva del Servizio civile è una probabilità sempre più certa. A conti fatti si avrà un crollo dei giovani impiegati in questo servizio, da 50 mila del 2007 a un massimo di 15 mila nel prossimo anno. Le prime vittime dei tagli saranno gli enti ospitanti, già in difficoltà, e la qualità del servizio, quindi la collettività. Ancora una volta il governo Berlusconi se la prende con le fasce di popolazione più svantaggiate e più bisognose. Come possiamo definire l’insieme di questi provvedimenti se non “macelleria sociale”?