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LA SENTENZA: RIMBORSARE CHI NON HA IL DEPURATORE

LA CORTE COSTITUZIONALE RICONOSCE CHE IL PAGAMENTO DELLA TARIFFA DI DEPURAZIONE NON E' DOVUTO DAI CITTADINI NON ALLACCIATI. LA REGIONE: GIUSTO APPLICARE LA DECISIONE, SENZA PREGIUDICARE GLI INVESTIMENTI

LA SENTENZA: RIMBORSARE CHI NON HA IL DEPURATORE

Molti cittadini elbani potranno chiedere il rimborso di quanto pagato per la depurazione. Una sentenza della Corte Costituzionale ha dichiarato non dovuto il pagamento della tariffa di depurazione da parte di quei cittadini che non sono allacciati ad alcun depuratore.

La sentenza interessa moltissimi contribuenti elbani che vivono in Comuni o zone non servite da depuratori, e ora è all’esame degli uffici regionali e la giunta regionale ne discuterà nella sua seduta di lunedì prossimo. “Il nostro intendimento – spiega l’assessore alle Risorse idriche, Marco Betti – è quello di convocate gli Ambiti territoriali ottimali e i gestori per chiedere loro non soltanto di applicare la sentenza e quindi di predisporre piani economici coerenti per restituire i soldi ai cittadini che li hanno ingiustamente versati, ma di valutare attentamente quali conseguenze tutto ciò avrà sui piani di ambito e sugli investimenti già programmati. L’obiettivo è infatti quello di non mettere in crisi un sistema che negli ultimi anni ci ha permesso di cogliere risultati davvero straordinari”.

Gli introiti che derivano dalle tariffe vengono infatti integralmente reinvestiti nell’ampliamento della rete fognaria, nella realizzazione di nuovi impianti di depurazione o nell’adeguamento di quelli esistenti. “Basti considerare – precisa l’assessore Betti – che ogni anno in Italia si investe 1 miliardo di euro in depurazione. Di questi ben 200 milioni rappresentano la quota della sola Toscana, che viaggia dunque a velocità tripla rispetto al resto della Penisola. E noi abbiamo sia il dovere di rimborsare i cittadini che quello di continuare ad investire per salvaguardare l’ambiente e la qualità delle nostre acque. Anche di questo e di come garantire gli investimenti in programma in Toscana, parleremo con Ato e gestori”.

L’assessore traccia infine un quadro della situazione regionale. “Ciò che mi preme sottolineare – conclude l’assessore Betti – è che ad oggi i toscani allacciati all’acquedotto sono il 96%, quelli collegati alle fognature sono l’86%, mentre oltre 3 toscani su 4 (il 77%) sono collegati ad impianti di depurazione. Siamo cioè in una situazione che vede da una parte un carico inquinante nel settore civile di 3,4 milioni di abitanti equivalenti e in quello industriale di 6,1 milioni di abitanti equivalenti, cioè un carico inquinante totale di 9,5 milioni di abitanti equivalenti, dall’altro la capacità di depurazione totale dei nostri depuratori è di 9 milioni di abitanti equivalenti. Il che dimostra che il divario da colmare non è enorme. Da qui occorre proseguire, facendo in modo che la sentenza della Corte costituzionale sia applicata, ma che ciò non metta in crisi un sistema che ha permesso di raggiungere questi importanti risultati nella tutela delle nostre acque”.