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CNA: “I MUNICIPI NON SONO CANCELLABILI PER DECRETO”

MA PER LA CATEGORIA E' STATO UN ERRORE SCARTARE L'UNIONE DEI COMUNI

CNA: "I MUNICIPI NON SONO CANCELLABILI PER DECRETO"

Per la Cna la proposta dell’Unione dei Comuni doveva essere accettata. Così, secondo la Confederazione delle imprese artigiane “dopo il voto contrario dei Consigli comunali di Rio Marina, Porto Azzurro, Marciana, Marciana Marina il quadro istituzionale locale si presenta ancora più fragile”. A proposito di Comunità dell’Arcipelago e Circondario, la categoria valuta che “le proposte alternative che hanno ricominciato a circolare non sembrano essere di realizzazione immediata”, e che “per ora il risultato ottenuto è il prolungamento del periodo di commissariamento”.

Perché secondo la Cna i Comuni avrebbero dovuto dire “sì’ all’Unione dei Comuni: “Si trattava di un anno di sperimentazione senza oneri per i Comuni con una sola funzione delegata, oltre alle competenze già assegnate con le gestioni associate. Poteva essere una ‘palestra a tempo’ per passare in tempi ragionevoli ad una forma successiva, e rispondente già ora ai bisogni del territorio, di integrazione politico – amministrativa. In altri termini, da una parte si lasciava impregiudicata la successiva scelta di una Comunità di Arcipelago – per come è descritta dal Testo unico degli enti locali e con i finanziamenti previsti per questi territori – dall’altra si poteva avviare una verifica della volontà di costruzione delle condizioni culturali e istituzionali per un eventuale passaggio al Comune unico”.

La Cna inoltre, sembra scettica sul Comune unico: “Crediamo – dice – anche noi che il senso di appartenenza municipale non possa essere cancellato per decreto; tuttavia, riteniamo anche che il mantenimento di punti di riferimento municipali nell’ambito di un assetto istituzionale unificato possa soddisfare questa esigenza. La Cna ha assunto questa posizione già nella fase di consultazione delle forze sociali”.

Per il futuro, l’invito ai Comuni è ad andare oltre le formule, per parlare anche dei contenuti comprensoriali: “A questo punto, non possiamo che auspicare che i sindaci e le forze politiche presenti nelle assemblee elettive dedichino il loro impegno a risolvere una situazione di empasse i cui effetti dannosi – in termini di scarsa collaborazione istituzionale, di minore fiducia dei cittadini nelle istituzioni, di gestione inefficace ed inefficiente dei servizi, tra le altre cose – possono propagarsi oltre l’orizzonte immediato. Per questo vorremmo che si evitassero i continui rilanci e gli irrigidimenti su posizioni preconcette, ma si tenesse la barra del governo del territorio ferma sulla indispensabilità di politiche e gestioni comuni. Ci interessano, di sicuro, i contenuti delle politiche comprensoriali. Di questi, invece, ultimamente non si parla, o si parla pochissimo. Ma con che cosa ci si rapporta, allora, ai livelli di governo sussidiari? Quali progetti portiamo in Regione per poter ‘alzare la voce’ ed ottenere riconoscimenti e finanziamenti?”.