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“PER IL PD I PICCOLI COMUNI ERANO RICCHEZZA: ERANO”

LA LETTERA: "MISTERO DEMOCRATICO, PERCHE' ORA VOGLIONO SOPPRIMERLI"

"PER IL PD I PICCOLI COMUNI ERANO RICCHEZZA: ERANO"

Pur non essendo un grande estimatore della politica comprensoriale elbana -chiunque l’abbia gestita negli ultimi decenni – mi sembra giusto ristabilire un minimo di verità sulle recenti vicende politiche isolane, terminate con la bocciatura dell’Unione dei Comuni. Quando il governo Prodi dette mandato alle regioni di tagliare le comunità montane improprie, intendeva quelle estranee alle problematiche della montagna, non certo le comunità di arcipelago, dato che queste, pur essendo a livello del mare, si trovano nelle stesse difficili condizioni di quelle collinari. Una difficoltà così evidente che, in sede di approvazione del Tuel, su proposta dell’on. Salvatore Lauro – della Cdl e non del Pd – fu introdotta la “Comunità di isole o di arcipelago”, cui furono assegnati le stesse prerogative delle comunità montane.

Dopodiché, per adeguarsi a questa nuova riforma dell’ordinamento amministrativo, i Comuni dell’Elba decisero di costituirsi in Comunità dell’Arcipelago. Ecco perché la nostra, non essendo più una comunità montana, non ricadeva nella direttiva Prodi e quindi poteva e doveva rimanere in vita. Ma la Regione l’ha tagliata ugualmente, tacitandoci con la promessa di una “Unione dei Comuni speciale”.

Sulla base di questa promessa è iniziato il dibattito sullo statuto del nuovo ente, ma quando è parso chiaro che “specialità” non voleva dire finanziamenti aggiuntivi, ma nuove spese a carico dei poveri comuni, si è diffuso lo sconcerto tra i sindaci. Ma solo alcuni hanno reclamato, mentre gli altri per timore reverenziale, si sono limitai a mugugnare in silenzio, salvo poi, al momento buono, votare in ossequio alla Regione.

Questa è la verità. Tutto il resto è propaganda, comprese le fantasiose ricostruzioni di chi, prima fa confusione tra Bosi e Barani, poi si lancia in astruse dietrologie prive di senso logico. Così com’è propagandistico il recente voltafaccia del Pd, che fino a ieri ripeteva con Veltroni: “Piccoli comuni il Pd è con voi” (e con Realacci ne prendeva le difese presentando un’apposita legge), mentre oggi propone il comune unico e la morte dei piccoli Comuni, ma solo quelli elbani.

Perché in Toscana nessuno si sognerebbe mai di sopprimere Sassetta o Monteverdi, o le centinaia di piccole realtà sparse per la Lunigiana, la Garfagnana e il Mugello, mentre tutta l’attenzione si concentra sugli otto municipi elbani? E se è vero che Veltroni e il suo partito sono così “vicini” ai piccoli Comuni, perché la Regione non stanziava congrui finanziamenti per sostenere l’Unione dei comuni dell’Arcipelago? Misteri “democratici”!

Nanni Gioiello