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BLOCCHI, RIFIUTI E CASSONETTI PER ARRIVARE AL MUSEO

di Marcello CAMICI

BLOCCHI, RIFIUTI E CASSONETTI PER ARRIVARE AL MUSEO

Consiglio a tutti di andare a visitare il museo napoleonico di San Martino.
Devi prendere l’auto ma, nei giorni di buon tempo, puoi andare in bici o in moto. Consiglio di partire da Portoferraio passando per via Mentana, la via dei cimiteri.

Appena superato il cimitero dei “neri” ti imbatti nella prima visione: la cava di caolino in località Casaccia. E’ diventata un serbatoio di oggetti vari: uso la parola serbatoio per essere gentile. Alcuni proprietari del luogo cava di caolino hanno diffidato dall’usare la cava come serbatoio: invano. Alcuni proprietari del luogo cava di caolino hanno presentato al comune di Portoferraio un progetto di recupero della zona: tutto tace ormai da qualche anno. Tutto tace intorno al serbatoio cava di caolino: anche l’opinione pubblica. Se vai con l’auto o a piedi un po’ più avanti, qualche centinaio di metri, ti trovi sulla strada provinciale in zona ex-cementeria con davanti un’altra visione: i blocchi Esaom.

Qui l’opinione pubblica non tace. Ecco solo alcuni titoli di giornale: “Blocchi, l’ultimatum: 21 giorni per la bonifica”, “Blocchi, la regione: le colpe non sono nostre”, “Portoferraio vive da otto anni su una bomba ecologica”, “Coperti i blocchi, niente lavori all’ex-Enel”. La visione dei blocchi ora non c’è più: in questi giorni sono stati ricoperti da un telone. E’ già qualcosa dal punto di vista estetico: non era bello per noi elbani entrare nel capoluogo e uscirne con la visione dei blocchi come certo non lo era per gli ospiti turisti. Pare che il telo è stato messo non per motivi estetici ma per evitare la tossicità dei blocchi.
E’ un mistero!Pare non si sappia la causa d’inquinamento che, visto il telo, dovrebbe essere di tipo atmosferico. E’ anidride solforosa? Ossido d’azoto? Benzopirene? Ammoniaca? Composti organici volatili? Polveri sottili? Cito solo alcuni dei principali responsabili dell’inquinamento dell’aria.

E’ un mistero non si sa nulla. Chi dovrebbe svelare il mistero? La magistratura che è sempre molto attenta e sensibile all’ecologia elbana? Le forze politiche visto che siamo in campagna elettorale per le amministrative comunali? La Usl? L’Arpat? L’associazione ambientalista? Non si sa. Se vuoi arrivare al museo napoleonico di S. Martino devi continuare per la strada provinciale, arrivare al bivio omonimo e prendere la strada omonima. Subito all’inizio di questa strada, altra visione: un bel sito di raccolta per i rifiuti solidi urbani. D’estate alla visone si associa spesso il profumo dei rifiuti. Continuando sulla strada appena imboccata dopo qualche centinaio di metri ti trovi davanti un’altra visione: il deposito dei cassonetti dei rifiuti solidi urbani di Esa spa. Centinaia di cassonetti ammassati tra le vigne circostanti. Superate queste visioni sei arrivato alla mèta: il museo napoleonico