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LE IMPRESE: "LA TASSA DI BONIFICA NON VA PAGATA ORA" - Tirreno Elba News
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LE IMPRESE: “LA TASSA DI BONIFICA NON VA PAGATA ORA”

LE CATEGORIE: "QUELLO CHE STA ARRIVANDO E' SOLO UN AVVISO DI PAGAMENTO, NON UNA CARTELLA ESECUTIVA, CHE ARRIVERA' ENTRO 60 GIORNI. STIAMO VALUTANDO UN RICORSO ALLA COMMISSIONE TRIBUTARIA

LE IMPRESE: "LA TASSA DI BONIFICA NON VA PAGATA ORA"

“Il mancato pagamento del contributo per la bonifica dei fossi in questa fase non comporta alcuna sanzione”. Lo sostengono le categorie economiche elbane, a proposito degli avvisi di pagamento relativi al cosiddetto “Consorzio di Bonifica”, che la Comunità Montana sta inviando tutti i proprietari di immobili e di terreni, per importi pari al 60% del dovuto sull’annualità 2006.

Le associazioni di categoria sono da tempo sul piede di guerra contro l’applicazione del tributo, e stanno compiendo una verifica sia nel metodo, e sul contenuto, “per valutare la sussistenza dei presupposti per un eventuale ricorso alla Commissione Tributaria provinciale di Livorno”. E hanno convenuto di approfondire ulteriormente la questione relativa alla procedura per “verificare la corretta conformità degli atti assunti con le disposizioni dettate dalla legge regionale disciplinante l’intera materia”.

Associazione Albergatori, Coldiretti, Confcommercio, Confesercenti del Tirreno, Cna e Faita oggi sottolineano che quanto pervenuto in questi giorni alle aziende ed ai privati è solo un ‘avviso di pagamento’, e in quanto ‘avviso’ – a loro giudizio – “la mancata corresponsione, non comporta alcuna sanzione, contrariamente alla cartella di pagamento che rappresenta invece un titolo esecutivo”. Ricordano inoltre “che la cartella di pagamento sarà inviata successivamente se non sarà corrisposto l’avviso di pagamento” e se non sarà dato seguito ad un sollecito che dovrà pervenire con lettera raccomandata. E che la “cartella di pagamento dovrà, comunque, essere corrisposta nei 60 giorni dalla notifica con l’aggiunta dei diritti di notifica”.

Spiegano le categorie: “Il ruolo assunto in questo momento di grande confusione, non è quello di disconoscere la legge regionale 34/’94, benché iniqua e vessatoria, ma quello di fare chiarezza sugli importi di contribuzione dovuti, o meno, dai proprietari di immobili a fronte delle spese sostenute per la realizzazione delle opere di bonifica e per le relative spese amministrative”.

Sulle eccezioni e perplessità sollevate, le associazioni invitano la Comunità Montana a “considerare la possibilità di riformulare con più chiarezza, sia nel metodo e sul contenuto, il sistema di ripartizione delle spese tra i consorziati, in ragione del beneficio ricavato dai singoli immobili dalle opere di bonifica, nonché la corretta procedura applicativa dettata della legge 34/’94”.