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RINFONDAZIONE HA APPROVATO LE DECISIONI SUL PORTO

di Roberto PERIA (sindaco di Portoferraio)

RINFONDAZIONE HA APPROVATO LE DECISIONI SUL PORTO

Ritengo di dover replicare a due recenti note di De Michieli Vitturi e Palmieri, la prima estremamente offensiva sul piano personale, la seconda per fortuna più politica. Pur premettendo che mi sembra una polemica assurda, proverò a rispondere. Nell’estate 2004 si svolse un incontro a Portoferraio fra Comune, Capitaneria di Porto, Autorità Portuale, a cui partecipò anche un rappresentante del Genio Civile opere marittime, finalizzato ad una prima valutazione sommaria dell’ipotesi di accosto delle navi da crociera al Grigolo; per realizzare questa ipotesi era necessario ridefinire ed estendere l’area di competenza ed intervento dell’Autorità Portuale.

A fine riunione l’allora Presidente dell’Autorità Portuale Tabani ci consegnò due planimetrie informali (non firmate), relative la prima all’estensione della competenza della stessa Autorità al Grigolo, la seconda fino all’area dei cantieri navali. Su quest’ultima, con nota di qualche giorno dopo, scrissi al presidente Tabani che, a mio avviso, essa non appariva coerente rispetto agli indirizzi programmatici dell’Amministrazione. Ritenevo, e ritengo, che la competenza sulle aree della portualità turistica sia comunale e non delegabile. Il presidente Tabani prese atto del mio no all’ipotesi di estensione della competenza all’area dei cantieri con una nota di poco successiva alla mia dei primi d’agosto; la questione andò avanti solo per l’area del Grigolo e portò poi allo studio di fattibilità del 2007, che necessita per essere attuato di variante al piano regolatore portuale vigente.

Nella mia nota non fu peraltro espressa alcuna valutazione di merito sui rendering progettuali contenuti nelle planimetrie. Essi erano frutto probabilmente di una discussione sullo sviluppo del cantiere riconducibile alla passata legislatura e mi sembra di ricordare fossero molto distanti dagli indirizzi attuali. Mi ricordo, ad es. previsioni di posti barca quasi doppie rispetto alle ipotesi attuali. La stessa eventualità di un grande supermercato nel piazzale Esaom, citata da Palmieri, non è mai stata neanche presa in considerazione dall’attuale Amministrazione. Il lavoro che sta facendo ora il Comune con Provincia e Regione per dotare Portoferraio di un distretto della nautica, fondamentale per il nostro sviluppo, è conseguenza – oltre che del nuovo Masterplan dei Porti regionale – del nuovo regolamento urbanistico e dell’avvio del procedimento relativo al piano di settore della portualità approvato dal consiglio comunale il 1° giugno 2007.

Vorrei ricordare, ai distratti o corti di memoria, quali sono le previsioni urbanistiche attualmente vigenti e che dovranno essere riallineate e rese omogenee col Pit – Masterplan dei Porti della Regione con accordo di pianificazione. Il piano strutturale del 2002, all’art. 44, prescrive che con un accordo con l’Autorità Portuale “si procederà alla variazione per la localizzazione degli approdi turistici e del porto peschereccio, nello specchio d’acqua fra il porto commerciale ed i cantieri nautici: l’accordo prevederà anche le sistemazioni a terra collegate all’approdo. Si prescrive la riqualificazione di tutta la linea di costa in concessione demaniale, con la demolizione dei volumi incongrui, la costruzione di un lungomare attrezzato, di una pista ciclabile che segua la costa partendo dalla zona della nuova stazione marittima e prosegua attraverso l’Oasi termale fino a San Giovanni ed al Parco archeologico delle Grotte”. Esso individua servizi a terra, “ivi compresi quelli commerciali ed i pubblici esercizi”.

Il regolamento urbanistico vigente prevede un approdo turistico connesso all’attività cantieristica, “con relativi spazi per l’ospitalità delle imbarcazioni, in rimessaggio, esposizione e vendita” ed ancora “bar, ristoranti, locali commerciali, foresteria equipaggi…., la realizzazione di edifici per le attività di costruzione, riparazione, rimessaggio delle imbarcazioni, per le attività di esposizione e vendita delle imbarcazioni e di prodotti nautici”, il “prolungamento, preferenzialmente lato mare, della passeggiata a mare dalla Darsena medicea fino al pontile Massimo [quella che ora qualcuno definisce colata di cemento!] e la verifica e realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili dalla Stazione marittima (area ex Enel e limitrofe) a San Giovanni”. Riguardo a quest’ultimo aspetto fu, udite udite, durante la discussione politica in maggioranza sul nuovo regolamento che proprio l’assessore De Michieli Vitturi propose che la passeggiata e pista ciclabile venisse realizzata lungo la nuova diga del cantiere, da realizzarsi in prosecuzione della banchina del Molo 1, e tirò fuori l’idea di un ponte mobile, idea poi accolta nella pianificazione, mentre oggi vede in quel disegno chissà quale connessione con quelle sbiadite ipotesi del 2004!

Nell’avvio del procedimento del 1° giugno 2007, approvato dal Consiglio Comunale, fu pertanto inserita – cito testualmente – “la realizzazione di una diga foranea del porto cantieri, quanto più possibile lineare e di ridotte dimensioni in altezza, per congiungere il viale Teseo Tesei alla Punta della Rena, conferendo al molo caratteristiche utili per servire da pista ciclabile e percorso pedonale” e dotata di un ponte mobile. Ricordo, in relazione alle polemiche prossime venture, che nello stesso atto fu previsto il nuovo banchinamento fra Molo Massimo ed Alto Fondale “per garantire una corretta circolazione veicolare in abbinamento a quella ciclabile e pedonale e la realizzazione di un nuovo sistema di arredo urbano”. Anzi dico di più: quella presunta “colata di cemento” era già stata approvata dal Consiglio comunale in sede di parere sull’adeguamento tecnico -funzionale del porto nel maggio 2005. Tutti gli atti citati sono stati peraltro frutto di una discussione e di una votazione che ha visto la partecipazione di Rifondazione. Rispetto a quelle idee, fondamentali per lo sviluppo di Portoferraio e per rilanciare la sua economia, io non ho minimamente cambiato opinione. Anzi, sono convinto che vadano perseguite con forza. Se qualcuno non la pensa più così, lo dica pure, è assolutamente lecito, ma, per favore, lo faccia sul piano del confronto politico e non del continuo e scorretto attacco personale.