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PERIA NON FACCIA IL DECISIONISTA DELL’ULTIM’ORA

di Renato de' MICHELI VITTURI

PERIA NON FACCIA IL DECISIONISTA DELL'ULTIM'ORA

Sindaco,
sarebbe stato più costruttivo, anzichè bollare come offensive e scorrette le mie
parole senza meglio precisare a cosa ti riferisci, chiarire con precisione quali, tra le mie affermazioni, ti abbia offeso sul piano personale poiché, in tal modo, potrei anche cercare di rileggerle facendo, eventulamente, ove ne convenissi, pubblica ammenda. Ho provato comunque a rileggere la mia lettera con rinnovato spirito critico (che riservo nei confronti di me stesso prima che verso gli altri) e, al di là di toni probabilmente un po’ irriverenti (di cui mi scuso ma che difficilmente riesco a sopire, essendo propri della mia indole e dello “spirto guerrier ch’entro mi rugge”), non posso che ribadire i concetti espressi. E, restando sulla sostanza e prescindendo dai toni, ritengo di non aver affatto portato avanti attacchi personali, a meno che tu consideri tali le critiche mosse alla gestione del mandato che i cittadini ti hanno affidato. Io per attacchi personali intenderei semmai, eventualmente, quelli mirati a vicende, appunto, “personali” che sono aliene dalla funzione pubblica di cui qualcuno sia titolare, il che non mi sembra proprio di aver fatto.

Forse dovevi dire attacchi “individuali”, a fronte di quelli che possono essere perpetrati nei confronti di soggetti collettivi; saresti stato più preciso ed avresti evitato di incorrere in quello che mi pare essere, mutatis mutandi dall’omologo penale, un eccesso di legittima difesa (il definirmi, per l’appunto, estremamente scorretto ed offensivo).

Capisco che forse avresti preferito che avessi sempre menzionato la maggioranza o il tuo partito anziché rivolgermi a te in prima persona. Beh, l’ho fatto ove ho ritenuto che vi fossero responsabilità ad essi imputabili. Ma non ho mancato di criticare il sindaco ove io abbia ritenuto, come ritengo tutt’ora, che in detta direzione vadano ricercate altre e fondamentali mancanze. Ma non voglio certo convincerti di questo: tu sei un politico troppo navigato e io sono e sarò sempre un cittadino troppo idealista ed ingenuo per poter capire i meccanismi ed i modi della politica.

Mi consolo tuttavia nel raccogliere, ogni tanto, conferme da parte dei nostri
concittadini elettori e talvolta anche di chi è stato compagno e testimone diretto di certi fatti; la lettera di Daniele Palmieri è solo l’ultima di queste conferme, le altre le raccolgo per la strada, passeggiando tra la gente, fermandomi “a chiacchiera” in piazza, dialogando con gli amici, ecc.. Ma venendo al punto delle critiche circostanziate che ti ho mosso circa la gestione dell’area portuale (in particolare la famigerata colata di cemento) ho notato che ti sei facilmente smarcato non rispondendo ma concentrandoti piuttosto a puntualizzare su quello che, nella mia lettera, era solo un inciso nell’ambito di un ragionamento più ampio (la bozza progettuale del cantiere Esaom, su cui invece Daniele Palmieri ha centrato la sua richiesta di chiarimenti), e citando, a proposito della nuova diga foranea, il mio suggerimento circa il ponte mobile e la pista ciclabile.

Ma, vedi, dovresti rileggere meglio il mio intervento per verificare che non ho
affatto criticato quella scelta, che per l’appunto fu mia. Io continuo ad avere una parola sola, e ad essere fermo nelle mie convinzioni: non sarò un politico “sgamato” e non sarò affatto diplomatico, ma non puoi certo trovarmi in fallo sulla coerenza, poiché la ragione, che mi ha dato il signore, e la morale, che mi deriva dall’educazione ricevuta, sono l’unico mio faro, ed essendo quelle ben salde non ho motivo di avere ravvedimenti se non in base a nuove convinzioni per riconosciuti errori di giudizio, che umanamente ci possono essere, ma non in questo caso.

Sono assolutamente convinto che l’area dei cantieri debba essere riorganizzata e persino sviluppata (senza tuttavia allontanare dal centro tutte le prospettive di sviluppo del settore, come si sta invece facendo oggi a dispetto delle previsioni programmatiche sull’allungamento della Darsena Medicea). Lo ero ieri e lo sono oggi. E, bada bene, lo ero ieri anche quando tutti, e dico tutti (un po’ meno forse Leo Lupi), avevano un atteggiamento quasi ostile alla società Esaom, tanto da reiterare incontri su incontri per addivenire sempre a dei niente di fatto al termine dei quali le due parti uscivano più lontane di prima, probabilmente per l’incapacità di ognuna di chiarire veramente i rispettivi obiettivi.

E lo ero tanto, come hai rammentato, da capire che la riorganizzazione di quell’area potesse essere occasione per realizzare la famosa passeggiata a mare, grazie ad un ponte mobile che, se ricordi bene, fu all’inizio deriso da tutti in maggioranza, tranne che dal buon architetto Parigi (che stimo non solo come ottimo tecnico professionista ma anche come “urbanista” illuminato, per quanto ho potuto apprezzare) che ha poi inserito quell’ipotesi nei suoi disegni ed anche, peraltro, in seguito raccolto ulteriori “balzane” idee del sottoscritto (un nuovo water front elevato sul piazzale dell’alto fondale).

Ma di nuovo, dovrai ammetterlo, non fai che confermare che di altri sono le idee poi realizzate (o realizzande), buone o cattive che siano. Aggiungo ancora, in merito all’area dei cantieri, che non mi scandalizzano neppure le previsioni a terra di servizi e volumi residenziali: sono infatti convinto che da una riqualificazione che parta dalle aree in disponibilità dell’Esaom possa, col tempo, indursi una riconversione di tutta la zona industriale verso attività più consone ad una terrazza sul mare quale le Antiche saline, ponendo rimedio agli errori di pianificazione commessi decenni orsono.

Ciò è in linea, oltretutto, con la mia idea fondante di quello che deve essere il ruolo della Pubblica amministrazione locale: favorire quanto più possibile l’iniziativa privata indirizzandone gli obiettivi in coerenza con quello che è l’interesse pubblico, ottenendo oltretutto vantaggi economici che devono essere finalizzati principalmente nei servizi per le fasce più deboli della popolazione. Questo però comporta l’esistenza di un piano complesso di iniziative la cui realizzazione non può essere lasciata al caso o alle circostanze, spesso agevolate dall’intervento di altri soggetti (pubblici o privati). Occorre una azione consapevole, complessiva ed organica che mi sembra proprio mancare, avendone conferma nel fatto che, come ho già ho sottolineato nella mia lettera ed in precedenti interventi, a fronte del piano Esaom e di altre maxi operazioni a vantaggio di pochi privilegiati soggetti, abbiamo una desolazione assoluta sia per quanto riguarda il rilancio economico-produttivo del centro storico, che dovrebbe essere il polmone vitale della nostra offerta turistica, che per quanto riguarda le modeste ma inderogabili aspettative di chi chiede da anni la prima casa.

Spero davvero, al di là dei commenti che riservi alle critiche del sottoscritto, che tu abbia l’accortezza di stare ad ascoltare la tua Città, per lo meno nei mesi che ci separano dalle prossime elezioni amministrative, poiché sarebbe quanto meno poco appropriato fare del decisionismo dell’ultim’ora (direi quasi “alla Berlusconi”, secondo le critiche che gli vengono attualmente mosse dai vertici del tuo partito dai banchi dell’opposizione) il tuo manifesto elettorale.