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GHIAIE, 75 GIORNI DOPO DE GREGORI ANCORA ABBANDONO

di Riccardo NURRA (consigliere comunale di "Portoferraio, la tua città")

GHIAIE, 75 GIORNI DOPO DE GREGORI ANCORA ABBANDONO

Dopo aver messo a conoscenza l’opinione pubblica, attraverso Tv e stampa, i consiglieri di opposizione hanno presentato una mozione da discutere in Consiglio comunale con la quale si dimostrava che tutti i lavori iniziati sugli impianti sportivi erano stati mal programmati e che avrebbero recato notevoli danni alle società che svolgono campionati all’interno del palazzetto e agli studenti dell’Istituto Cerboni, impossibilitati a svolgere le lezioni di Educazione fisica in palestra.

Si è dunque evidenziata e confermata la mancanza di programmazione e l’improvvisazione regnante in questa amministrazione. Soprattutto però è stato denunciato dal sottoscritto relatore nel Consiglio comunale del 29 settembre scorso, lo scandaloso stato di abbandono ed i danni subiti dalla pista degli impianti sportivi delle Ghiaie a seguito dell’avvenuto concerto di Francesco De Gregori, malauguratamente organizzato proprio sopra la pista. La zona, visitata anche da giornalisti, mostrava breccino sparso nella pista, tratti di tappeto di tartan strappati e graffi e avvallamenti nella pista provocati da camion pesanti in manovra. Il palco era ancora lì dopo due mesi con tavoloni mancanti, con vetri in terra e il tutto pericolosamente a disposizione dei ragazzi che ci fanno spericolate acrobazie con le proprie biciclette. Pezzi di rete di cantiere e blocchi di cemento sparsi nella zona completavano il quadro desolante.

Cosa è successo ora? Dopo settantacinque giorni dal concerto e dopo 15 dalla denuncia in Consiglio comunale? Niente o quasi. Qualcuno ha fatto spazzare la pista dal breccino, ma questo è rimasto in gran quantità sotto l’ostacolo che simula la riviera dei 3000 m. e nella buca dei lanci. Ora si vedono ancora più chiaramente i danni subiti dalla pista. E’ stato messo un cavalletto di ferro in mezzo all’area, e a questo legata una fettuccia biancorossa di nylon prontamente strappata. Sul cavalletto un patetico cartellino con scritto: “divieto d’accesso”. Questi i tempestivi provvedimenti successivi alla denuncia. Ma chi deve controllare che un luogo a disposizione della cittadinanza sia sicuro? Perché non si toglie il palco e tutti i suoi ferri arrugginiti? Oltre al danno d’immagine, chi pagherà il danno economico che tutti i cittadini hanno subito? Si deve ricordare che la pista non è neanche di proprietà del Comune. Ci è stata data in comodato dalla Finanza insieme a tutto il resto degli impianti nel 2000. E se ci chiedono i danni? E se, considerato l’incapacità di tenere la zona in modo dignitoso ci levassero tutto? A chi dobbiamo dare la colpa, a De Gregori?