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DA PAZIENTE HO VISTO QUALITA' E RISCHI DELLA SANITA' - Tirreno Elba News
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DA PAZIENTE HO VISTO QUALITA’ E RISCHI DELLA SANITA’

LA LETTERA: "DEGENTE PER 10 GIORNI ALL'OSPEDALE RINGRAZIO PER IL TRATTAMENTO, MA HO COMPRESO I PERICOLI DEL SUO RIDIMENSIONAMENTO"

DA PAZIENTE HO VISTO QUALITA' E RISCHI DELLA SANITA'

Durante il mio lavoro, ho avuto la sventura di incappare in un brutto incidente cadendo da una scala che credo condizionerà per tutta la mia vita il regolare funzionamento di un arto gravemente lesionato. Trasportato con tempestività dall’ambulanza della Pubblica Assistenza di Marciana Marina presso il presidio ospedaliero di Portoferraio sono stato immediatamente assistito dai medici del Pronto Soccorso e successivamente operato dal dottor Boni, coadiuvato dal dottor Gentini e da altri professionisti verso i quali va la mia più sincera gratitudine per l’assistenza prestatami. Sono rimasto in degenza presso l’ospedale circa una decina di giorni ed ho avuto modo di notare, apprezzandolo, l’operato di tutti, dottori ed infermieri che esplicano con assoluta professionalità, competenza, spirito di collaborazione il proprio lavoro, se pur tra mille difficoltà. A tutto lo staff del reparto di Ortopedia e dei tecnici della camera iperbarica va il mio più sincero ringraziamento. Non dimenticherò mai l’ottimo trattamento che ho avuto sia durante la fase di degenza che quella riabilitativa.

A fronte di così tanta professionalità e spirito di abnegazione al lavoro è bene comunque far rilevare all’opinione pubblica che attualmente il nostro ospedale sta attraversando una radicale fase di involuzione assistenziale a dir poco preoccupante. La cosa che più mi ha colpito è vedere che il reparto di Ortopedia sia stato completamente chiuso ed accorpato a quello di Chirurgia, con conseguente miscuglio di malati con patologie completamente diverse ed incompatibili, soprattutto a livello igienico sanitario e batteriologico. Inoltre e per sentito dire sembrerebbero previsti ulteriori tagli al personale, alle strutture che ridurrebbero ulteriormente all’osso il già ormai carente ed insufficiente servizio di assistenza sanitaria.

Sembrerebbe ormai imminente un radicale ridimensionamento dell’intera struttura ospedaliera che dovrebbe essere destinata a breve tempo solo ad un semplice presidio di primo soccorso, con drastica riduzione dei posti letto e servizi di degenza connessi; ridimensionamento dovuto ai tagli imposti dal Governo, nonché delle strategie attuate dalla Regione; il tutto nell’ottica del risparmio della spesa pubblica. Tutto ciò è folle ed ha dell’incredibile e mi viene spontaneo chiedere:

• Le istituzioni, le forze politiche, ma soprattutto i nostri sindaci cosa stanno facendo per salvaguardare il nostro ospedale?
• Perché non prendono di petto il problema affrontandolo con decisione in modo da tutelare l’interesse pubblico ormai scalfito e martoriato da assurde decisioni?
• E’ mai possibile che solo la nostra struttura sanitaria debba essere fortemente penalizzata e debba ancora una volta far da cavia sperimentale, colpa soprattutto dell’inerzia generale?

In questo periodo si parla tanto di Comune unico, Unione dei Comuni, ma stiamo attenti che pian piano ci stanno “chiudendo” l’unico ospedale che abbiamo sull’Isola e lo stanno facendo in silenzio, senza che nessuno si accorga di niente. Non vorrei essere stato scortese ma solo chi a provato un profondo dolore fisico come me può capire cosa significhi avere la possibilità ed il beneficio di essere assistito in una struttura efficiente e funzionante come il nostro presidio ospedaliero che ripeto deve essere tutelato, salvaguardando tutti i servizi esistenti e senza la chiusura di alcunché reparto.

Rosario Navarra