Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

I BLOCCHI ESAOM? SERVIRANNO PER L’ARREDO URBANO

E' L'IPOTESI SULL'IMPIEGO FUTURO DEL MATERIALE. LO HA DETTO A TELETIRRENO IL DIRETTORE DELLA SOCIETA': "SUI RILEVATI RIVESTITI E IMPERMEABILI CRESCERANNO I FIORI. NON C'E' RILASCIO DI SOSTANZE"

I BLOCCHI ESAOM? SERVIRANNO PER L'ARREDO URBANO

I blocchi di Esaom? Potrebbero essere usati per l’arredo urbano della città. Lo ha anticipato il direttore generale della società, Giorgio Cervi, nel corso di un’intervista rilasciata ieri sera a Teletirreno. “Attualmente, parliamo del presente e del futuro imminente – ha detto – valuteremo insieme al Comune le scelte urbanistiche che verranno poste con l’adozione del piano di settore. C’è l’opportunità d’individuare delle opere, che possono essere dei rilevati, che costituiranno una sorta di arredo urbano, e che potranno inserirsi nel progetto realizzativo relativo al piano di settore, e a questo punto, pur individuando una soluzione che si rifa al piano di bonifica, possiamo dare una sorta di valorizzazione del territorio, garantendo che i rilevati che andremo a costruire faranno parte di un contesto di abbellimento della città. Saranno rilevati coperti con idonei materiali impermeabilizzanti, rivestiti con del terreno vegetale sul quale cresceranno, fiori ed erba – cosa che succede in tante altre realtà di tutto il mondo. Così risolveremo il problema del sito di bonifica, e contribuiremo ad abbellire la città”.

Cervi ha ribadito che i cubi sono inerti: “Già in passato si stavano profilando delle soluzioni quanto alla collocazione dei blocchi nell’ambito d’interventi sulla portualità di Portoferraio. Già allora si fecero dei ‘test di cessione’ per vedere se dai blocchi -una volta collocati nelle opere di banchinamento – ci sarebbero stati problemi di rilascio di sostanze. L’esito e risultato positivo- sempre riguardo ai solfati, poiché altri inquinanti non ne erano emersi. A quel punto però è venuta a mancare la destinazione d’uso in queste opere. Inoltre – più di recente – si erano presentate delle incompatibilità legate alle dimensioni, che non consentivano più la collocazione di buona parte del materiale, perché la sezione da coprire era limitata. Per cui quello che si era inizialmente previsto sulla carta non si è potuto realizzare. Tutto è stato oggetto di valutazione, d’incontri, di sovrapposizioni, di verifiche, dunque era impossibile prendere una decisione nel breve periodo”.

Questo per spiegare il motivo dei ritardi nella sistemazione del materiale: “Sicuramente ci sono stati dei ritardi – ha detto Cervi – le competenze su questo progetto di bonifica riguardano Provincia, Comune, Arpat, Asl. La lentezza o il ritardo anche in questo iter spesso è stato dovuto all’impossibilità di conciliare la presenza contemporanea di tutti. Ho partecipato a due conferenze dei servizi e non c’è sempre stata la presenza contemporanea di tutti. Questo ha provocato anche difficoltà nell’arrivare a una decisione omogenea, e condivisa da tutti”.