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UN ANNO DI PROVA PER UN'UNIONE DEI COMUNI "LIGHT" - Tirreno Elba News
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UN ANNO DI PROVA PER UN’UNIONE DEI COMUNI “LIGHT”

E' LA PROPOSTA DELLA REGIONE AI SINDACI: PARTIRE CON L'ENTE COMPRENSORIALE CON UNA SOLA FUNZIONE DELEGATA (LE ATTIVITA' EDUCATIVE) E POI FARE IL PUNTO FRA 12 MESI. RASSICURAZIONI DI FRAGAI

UN ANNO DI PROVA PER UN'UNIONE DEI COMUNI "LIGHT"

Bastone, ma soprattutto carota. Un anno di sperimentazione. Un’Unione dei Comuni “soft”, o se volete “light”. Partire, e poi fare il punto fra un anno.

E’ con le lusinghe che la Regione oggi è sbarcata all’Elba (con l’assessore alle Riforme Agostino Fragai) per “chiudere la partita” dell’Unione dei Comuni, ente destinato a succedere – per una legge regionale – alla Comunità montana tagliata dalla Regione stessa in base a una disposizione statale.

All’incontro con i sindaci e il commissario della Comunità Montana Danilo Alessi ha partecipato il primo cittadino di Rio Marina, Francesco Bosi, che ha riproposto davanti a Fragai tutte le riserve già formalizzate in un ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio comunale riese. A queste ha aggiunto una richiesta: vedere il quadro economico dell’ente che sta per chiudere, e capire come può andare avanti il nuovo, innanzitutto con le spese del personale.

Rilievi e riserve condivise, pur se con toni più concilianti, anche da Porto Azzurro e Marciana Marina, e in parte da altri. Una delle novità – fra l’altro – è la ritrosia di Capraia, collegata in videoconferenza con il sindaco Della Rosa e contrariata per la “scarsa considerazione” che storicamente lamenta nei confronti del resto dell’Arcipelago.

Fragai – come detto – ha cercato di smorzare e rassicurare. Innanzitutto sulle risorse. Non solo 150 mila euro. O meglio: 150 subito, e altri 150 nel 2009: “Non ci saranno oneri per i Comuni”, ha detto. Poi le deleghe trasferite dai Comuni: sarebbe solo una – le attività educative – oltre alle funzioni già assegnate dai Comuni alla Comunità Montana con le gestioni associate. Riserve su un conferimento troppo ampio erano arrivate anche da Marciana. Quindi lavori pubblici, polizia municipale e governo del territorio restano ai Comuni. L’ente che nasce con ambizioni di amministrazione comprensoriale piuttosto ridotte, dunque.

Infine il “rodaggio”. Fragai ha proposto ai Comuni di entrare, stare dentro l’Unione per un anno, e poi decidere se esercitare la facoltà di recesso, che non pregiudicherebbe la sopravvivenza dell’ente. E l’ultima “promessa”: l’assessore aderirà alla delegazione di parlamentari toscani che andrà a Roma 8 se andrà) a chiedere la costituzione di una “vera” Comunità di arcipelago. Dopo tanti impegni, che metterà nero su bianco in un documento, Fragai ha lasciato i sindaci con un tono più ultimativo: chi sta fuori si assume una responsabilità seria. Perchè star fuori ora vuol dire non farla neanche nascere l’Unione dei Comuni.

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