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FUSIONI, UNIONI, COMUNITA’: GUIDA UTILE AL LETTORE

ENTE SOVRACOMUNALE, COMUNE UNICO O RIUNIFICAZIONI. DI COSA DI PARLA E PERCHE' SE NE PARLA, LE SEI POSIZIONI IN CAMPO, COSA SUCCEDERA' ORA

FUSIONI, UNIONI, COMUNITA': GUIDA UTILE AL LETTORE

È il tema del momento, il futuro istituzionale dell’isola. Tutti ne parlano, tutti propongono la loro ricetta, divertendosi a immaginare soluzioni istituzionali varie tracciando sulla carta dell’Elba tratti di pennarello a segnare i confini dei futuri Comuni. Ma l’Unione dei Comuni è cosa diversa dalla fusione? E dal Comune unico? E la Comunità dell’Arcipelago? Di che parliamo, e perché? Proviamo a capire qualcosa in più.

DI COSA PARLIAMO: COMUNI ED ENTI SOVRACOMUNALI
Quanti Comuni all’Elba? Otto come ora, oppure 7, 5, 3. O ancora uno solo. Questo aspetto – il numero futuro dei Comuni isolani – è questione è piuttosto immediata. Ma si accavalla con un’altra, meno “maneggevole”, eppure certamente importante. Parliamo dell’ente sovracomunale in divenire. Era la Comunità montana, sarà (forse) una Unione dei Comuni della Comunità di Arcipelago. Un’unione “speciale” perché va oltre la nostra provincia (il Giglio è Grosseto). E’ oggetto di contestazione il fatto che sia un “vero” ente comprensoriale: non si inquadra nel testo unico degli enti locali, l’art. 29 è stato cancellato dallo statuto in via d’approvazione. Cosa dice? Che le Comunità d’arcipelago sono uguali in tutto e per tutto alle Comunità montane, dunque finanziate dallo Stato.

PERCHÈ SE NE PARLA: TURISMO, SERVIZI, TAGLI
Perché si è scatenata questa discussione? Le ragioni dell’accelerazione sono essenzialmente tre. La prima è l’acuirsi dei segnali di crisi del sistema Elba: cifre brutte per il turismo, servizi che minacciano quotidianamente la smobilitazione, problemi irrisolti. “Troppa frammentazione”, dicono molti. Seconda ragione (Unione o Comunità): la “morte” della Comunità montana, decisa dalla Regione toscana. L’Elba ha voluto rimpiazzarla con qualcos’altro: Firenze ci ha concesso questa “Unione dei Comuni della Comunità d’arcipelago”. E il Comune di Rio Marina non vuole entrare in questo ente. Sostiene che la Regione ha concesso troppo poco. Terza ragione (fusioni o Comune Unico) la proposta del Comune di Rio Marina si fondersi con Rio Elba, e il favore dei sindaci marcianesi per un’operazione simile sull’altro versante. Il sindaco di Rio Elba ha risposto di no, rilanciando il Comune unico.

CHI VUOLE COSA
Le posizioni sui due problemi sono variegate:

La prima in ordine di tempo è rappresentata dal sindaco di Rio Marina (e di Marciana Marina) e dall’Udc, che immaginano due fusioni fra i Comuni vicini, ma non il Comune unico elbano. Sull’altro fronte Bosi osteggia la nascita di questa Unione dei Comuni: “Un ibrido, un surrogato, una presa in giro”. Vogliono una battaglia per una “vera” Comunità dell’Arcipelago, con risorse statali assicurate. Più conciliante nei toni, ma sostanzialmente della stessa idea è Ciumei, e a quanto pare anche Papi.
Il secondo punto di vista è quello “ufficiale” del Pd e del sindaco di Rio Elba, che dicono “no” alle fusioni, e puntano sull’ente comprensoriale Unione dei Comuni come primo passo verso il Comune unico. Per il Pd è comunque una occasione inedita di coordinamento dei Comuni: una “superconferenza” dei sindaci con un suo apparato, la considerano già molto per ridurre la frammentazione delle decisioni.
Il terzo sono i sindaci che dicono “sì” all’Unione dei Comuni, per le stesse ragioni del Pd, ma non vogliono il Comune unico (Peria, Galli, Logi), ritenendolo una forzatura. Immaginano tre sindaci all’Elba: Portoferraio e altri due “di versante”.
Quarta posizione: Forza Italia- Pdl, è d’accordo sulle fusioni di Rio e Marciana, e propone anch’essa di arrivare a tre Comuni.
Quinta opzione: la lista civica marinese, che non sta né con Bosi né con il Pd, né con i sindaci pd: “Unire i Comuni per arrivare al Comune unico”, dicono Alberto De Fusco e Umberto Mazzantini, ma unire come? Con l’Unione dei Comuni – rispondono, come il Pd – ma anche con le fusioni – e qui si differenziano dalla Schezzini e dal suo partito.
Sesta possibilità quella dei consiglieri di minoranza di Rio Marina, che hanno detto “sì” alla fusione riese, sono per l’Unione dei Comuni, ma hanno approvato in Consiglio l’ordine del giorno della maggioranza per ottenere una “vera” Comunità di Arcipelago.

CHE SUCCEDE ORA?
Sul Comune unico e le fusioni – ormai nell’agenda della campagna elettorale – le posizioni sono più fluide, ed è meno imminente il momento delle decisioni. Sull’Unione dei Comuni il “momento della verità” è vicino: entro il 30 ottobre deve essere approvato lo statuto. Se sta fuori un solo Comune l’Unione non nasce neanche.

tenews