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SCHEZZINI DICE NO: “SAREBBE UN RITORNO AL PASSATO”

DAL SINDACO DI RIO ELBA RISERVE DI METODO E DI MERITO: "SI PARTE MALE, BOSI POTEVA PARLARMENE PRIMA DI DIFFONDERE IL DOCUMENTO". E RILANCIA: "SONO PER IL COMUNE UNICO, UNIRE DUE DEBOLEZZE NON SERVE"

SCHEZZINI DICE NO: "SAREBBE UN RITORNO AL PASSATO"

“Un passo indietro”. Così Catalina Schezzini, sindaco di Rio Elba, commenta la proposta del gruppo di maggioranza di Rio Marina. Su cui ha delle riserve, intanto di metodo: “Premetto che non ho ancora ricevuto niente: la comunicazione Bosi l’ha mandata solo ai giornali. Non l’ha però mandata né al sindaco né al consiglio comunale di Rio Elba. Mi sembra un po’ buffa questa cosa: si vuole fare una iniziativa di dialogo e di lavoro insieme ma mi pare che così si parte da uno che vuole stare su uno scalino e quell’altro deve stare più in basso. Mi pare che così si parte già male. Se si vuole fare qualcosa insieme si convoca un incontro, ci si vede in maniera formale o informale non importa, a mangiare una pizza piuttosto che un incontro pubblico. Qui invece si manda un documento ai giornali, e non si manda al comune interessato che dovrebbe poi eventualmente soggiacere”.

Ma non è solo un problema di forma: “L’idea di fare un comune unico e tornare al comune di Rio sia un passo indietro, un ritorno al passato di cui l’Elba non ha bisogno. I tempi sono no maturi, ma stiamo già perdendo l’occasione per lavorare davvero al nostro futuro. Fare oggi un comune di 3500 abitanti vuol dire rimanere sempre un comune sotto i 5000 che non può progettare innovazione: può soltanto sommare i suoi problemi.
Credo che sia maturo il tempo per lavorare al Comune unico dell’Elba, con otto municipi che permetta quella continuità necessaria per evitare al cittadino di evitare di andare dall’altra parte dell’isola per avere uno sportello. Dobbiamo avere un sindaco che vale per 30 mila abitanti che si presenti ai tavoli nazionali e internazionali con il peso di un’isola intera. Il peso straordinario e importante di un isola che può programmare davvero il suo futuro in campo economico, scolastico. Bisogna iniziare a lavorare per creare un futuro vero per quest’isola partendo dai giovani, dal lavoro, dallo sviluppo economico, dalla cultura. Se non partiamo da qui non abbiamo nessun potere. Non valiamo niente e saremo sempre eccentrici a quelli che sono i luoghi dove si ragiona e si fa lo sviluppo. Non possiamo per esempio presentarci al tavolo per lo sviluppo della Toremar con una squadra di otto che rappresentano otto campane diverse. Noi abbiamo bisogno di un Comune in grado di presentarsi a questi tavoli con un sindaco di grosso e forte peso. Dunque il sindaco di Rio – che non è più il sindaco di Rio Elba o Rio Marina – non avrebbe comunque questo peso. E poi credo che tutto sia – secondo me – sbagliato nel merito, perchè bisognava, anche solo per fare Rio, che parta dai cittadini: non da un gruppo di maggioranza che non ha nemmeno la voglia di discutere con gli altri, perché si pone su uno scalino sovrastante e da ‘primo della classe’ dice : o vieni con me o rimani indietro.”

Dunque è un “no”. Non si può fare? “Si può fare, si può far tutto – se la gente vuole – ma non si possono fare le cose sopra la testa dei cittadini. Nel 1882 successe una cosa: ma tornare a come stavano le cose a quei tempi non è una valvola per il futuro. Rimane comunque un ritorno al passato: significa mettere insieme due debolezze che insieme non fanno una risorsa”.

Rita Blando