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LA TORRE DI CAMPO NON E’ PISANA: ECCO PERCHE’

di Michelangelo ZECCHINI (Accademia delle Scienze di Lucca)

LA TORRE DI CAMPO NON E' PISANA: ECCO PERCHE'

Ho letto con interesse e partecipazione l’articolo di Raffaele Sandolo su Campo. E’ un bel ritratto – curato e in alcune parti poetico – di un periodo storico che, per quanto a noi vicino, non è conosciuto a sufficienza. Ho imparato tante cose, ma su una non sono d’accordo. “La vecchia torre, sotto la quale si arrampica il paese dal mare alla collina”, a mio avviso non è pisana e non c’entra niente con la Repubblica di Pisa.

Si tratta, invece, di una tipica torre a scarpa – connotata da terzo inferiore a leggero slargo troncoconico su cui si imposta un possente collo cilindrico – che risale alla seconda metà del Cinquecento. Direi che morfologia e tipologia edilizia non lasciano margini di dubbio. Essa rientra agevolmente nel complesso di strutture militari a impianto cilindrico o cilindro-conico che vennero innalzate lungo le coste tirreniche – e non solo – nel corso del XVI secolo.

E’ noto che Filippo II, imperatore di Spagna, con un doppio contratto, nel 1557 attribuì ai Medici la roccaforte di Portoferraio nell’ambito delle due miglia. Il resto dello Stato di Piombino passò alla famiglia Appiano (o Appiani) e, per la precisione, a Jacopo VI Appiano.
La necessità di presidiare l’àmbito territoriale della Marina di Campo e della Marina di Marciana con una possente fortificazione derivò, con ogni probabilità, dall’esito devastante delle incursioni piratesche guidate da Dragut nel 1553 e nel 1555.

Pur non essendo ancora emerso il documento che determina l’anno di deliberazione e gli anni di costruzione, l’ipotesi più verosimile è che le due torri siano state erette – non sappiamo ancora se dagli Appiano o dai Medici – poco dopo quelle scorrerie piratesche, proprio in funzione della salvaguardia dei luoghi e del controllo delle attività economiche.

Secondo me è destituita di fondamento l’ipotesi dell’origine pisana associata a una cronologia alta (XII o, addirittura, XI secolo). Purtroppo tali attribuzioni sono state presentate negli ultimi decenni come acclarate verità storiche non solo da volumetti e depliants con finalità turistiche, ma anche da pubblicazioni per altri aspetti attendibili. Mi limito a citare il corposo “Elba. Territorio e civiltà di un’isola”, 2001 (autori vari), dove alla pagina 486 si insiste per due volte sulla pisanità e sulla medievalità : “La torre pisana (XI secolo) prospiciente il porto”; “La torre, di forma cilindrica, risale ad epoca pisana (XI secolo)”, mentre alla pagina 487 si replica con una frase più elaborata“… una massiccia torre cilindrica alta 25 metri; si tratta dell’antica torre pisana di difesa e di avvistamento”.

Né la musica cambia se si fa un giretto on line. Su 10 siti visitati ben 8 ripetono la solita nenia: “L’edificio più antico è una torre di guardia risalente all’XI secolo”; “zona alle spalle del porto, dove sorge la torre pisana circolare”; “il piccolo porto, le case colorate e pittoresche, tutto dominato dalla torre pisana”; “porticciolo sovrastato dalla torre medioevale”. E così via.

Una delle pochissime voci fuori dal coro è stata quella di G. Vanagolli, che nei primissimi anni Ottanta del secolo scorso, alla pagina 57 di “Elba. Storia Archeologia Arte”, libro dagli intenti divulgativi ma dotato di un puntuale substrato storico-scientifico, affermava correttamente a proposito della Torre del porto di Marciana Marina: “La si può ritenere coeva a quella di Marina di Campo, di cui ripete la pianta circolare e le dimensioni… Indicata comunemente come pisana, può essere fatta risalire a non prima del XVI secolo”.

Per evitare proposte cronologiche traballanti sarebbe stato sufficiente osservare che le numerose torri cilindriche di analoga tipologia sono ovunque datate al XVI secolo. Oggi, per di più, possediamo anche i rilievi e le analisi – che riconducono per l’appunto alla seconda metà del XVI secolo – effettuati di recente sulla Torre di Marina di Campo da Massimo Ricci, studioso di caratura internazionale di architetture antiche.

Da ultimo, una domanda/proposta all’amministrazione campese: non sarebbe opportuno che il sito ufficiale del Comune si dotasse di sintesi storiche attendibili? All’Elba ci sono giovani laureati che saprebbero farlo egregiamente. Sarebbe un buon biglietto da visita.