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"BRIGNETTI DA RISARCIRE, MA LA TORRE E' PUBBLICA" - Tirreno Elba News
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“BRIGNETTI DA RISARCIRE, MA LA TORRE E’ PUBBLICA”

DE FUSCO AL SINDACO: NESSUNO HA MANCATO DI RISPETTO ALLO SCRITTORE

"BRIGNETTI DA RISARCIRE, MA LA TORRE E' PUBBLICA"

Dalla Lista civica per Marciana Marina riceviamo:

Il sindaco Ciumei riprende le affermazioni di Zecchini e torna sul caso “Torre” per usare un vecchio giochetto politico, quello di mettere in bocca all’interlocutore affermazioni mai fatte e far scivolare la polemica su argomenti strumentali tesi a screditare l’avversario e deviare l’attenzione dell’opinione pubblica dal nocciolo alla buccia dei problemi.

Chiariamo subito: nessun componente della Lista Civica per Marciana Marina (e nemmeno dei partiti politici di sinistra o di Legambiente) ha mai fatto affermazioni per screditare l’opera letteraria di Raffaello Brignetti né fatto insinuazioni sulle sue scelte personali compresa quella di acquistare la Torre. Le uniche affermazioni di questo tono apparse sulla stampa sono state fatte dal Sindaco per riferirle ad altri, anche se il primo cittadino si guarda bene dal dire dove le ha sentite e chi le avrebbe scritte o pronunciate. Tutta questa polemica è fuori luogo: il valore delle opere letterarie o la correttezza delle scelte personali non ha niente a che vedere con la proprietà della Torre e la questione si porrebbe esattamente negli stessi termini anche se a stipulare il contratto di d’acquisto cinquanta anni fa fosse stato un illustre signor nessuno perché per la nostra Costituzione tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge e il principio orwelliano, così caro a Barlusconi, per cui qualcuno è più uguale degli altri è diventata una legge che per ora non si estende ai fatti del nostro piccolo Comune. Così bisogna partire dalle sentenze passate in giudicato, come anche il sindaco bontà sua ammette, e queste sentenze dicono che la Torre è un monumento storico, che non doveva essere venduta e che il contratto è nullo.

Lo Stato non doveva venderla e Brignetti non doveva comprarla. Hanno agito entrambi in buona fede ma questo non cambia i termini della questione: la Legge non ammette ignoranza.. Certo la famiglia Brignetti ha versato dei soldi che dovranno essere restituiti, maggiorati degli interessi legali di questi cinquanta anni, incrementati delle spese per i lavori di manutenzione effettuati (se regolarmente autorizzati) e decurtati dell’usufrutto del bene goduto in tutti questi anni. Ma il risarcimento di tale somma è questione privata tra la famiglia Brignetti e l’ammistrazione dello Stato da risolvere in sede civile che non può costituire in nessuna forma un diritto a mantenere il possesso di un monumento, così come non sono un ititolo di possesso né i meriti letterari né gli errori dell’amministrazione dello Stato.

La famiglia Brignetti ha detenuto in perfetta buona fede e piena legalità il possesso della Torre dal 1953 al 2006, ma dal 26 dicembre 2006 data della esecutività della sentenza del Tribunale di Firenze che ha sancito la proprietà demaniale del bene quel possesso è divenuto abusivo. E siccome il primo Cittadino non è solo un pubblico ufficiale ma l’Ufficiale di Governo garante della applicazione della Legge dello Stato sul territorio comunale farebbe bene, prima di confrontarsi con gli eredi, a porre come questione pregiudiziale ad ogni discussione la cessazione della occupazione abusiva della Torre. Non è così importante qualificare il reato con questo o quell’articolo del Codice, e le conclusioni spettano al Magistrato ma prima di giudicare il riferimento all’articolo 176 del Codice dei beni Ambientali come “gustosa topica” di chi prende “fischi per fiaschi” il Sindaco farebbe bene a consultare le carte del Comune perché questa ipotesi è stata avanzata dallo Studio Legale che patrocina gli interessi dell’Ente e si tratta di uno degli studi di Diritto amministrativo più qualificati d’Italia: quello che fu di Piero Calamandrei e di Paolo Barile ed oggi è di Paolo Golini. Giriamo a loro i giudizi del Sindaco che forse non ha considerato la possibilità che la mancanza di giurisprudenza su questo argomento deriva dal fatto che finora in Italia nessun si era mai impossessato di un monumento.

Il nostro obiettivo è semplicemente quello di recuperare la disponibilità del nostro monumento e il Codice dei Beni ambientali indica la via giuridica per ottenerlo: la convocazione della conferenza dei Servizi per richiedere allo Stato l’affidamento del monumento per valorizzarlo e renderlo fruibile ai cittadini sulla base di un progetto di utilizzazione. Progetto che deve essere discusso con la popolazione e in Consiglio Comunale: perchè la Torre è un monumento pubblico patrimonio storico e culturale di tutta la nostra Comunità e la sua utilizzazione non può essere decisa in una discussione privata né essere oggetto di dichiarazioni estemporanee come quella di destinarla a punto di avvistamento dei cetacei.. L’affermazione del Sindaco che tale progetto non si può né fare né discutere perché la Torre è dello Stato è ridicolo, come dire che sulle strade non si potevano mettere rallentatori perché le strade sono di proprietà della Provincia. La nostra proposta, più volte avanzata in Consiglio, è di procedere alla elaborazione di questo progetto indipendentemente dalle vicende giudiziarie e dal possesso del bene usando strumenti come un concorso di idee a livello internazionale per ipotesi di utilizzazione, da discutere poi in Consiglio e con la gente. E’ in questa sede che potrebbe essere proposta una utilizzazione collegata all’opera di Brignetti, ipotesi alla quale noi siamo assolutamente favorevoli: Esistono forme corrette per coniugare legalità e memoria