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"BATTAGLIA NEL MIO PARTITO E PRIMARIE DI COALIZIONE" - Tirreno Elba News
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“BATTAGLIA NEL MIO PARTITO E PRIMARIE DI COALIZIONE”

INTERVISTA A PERIA SULLA CANDIDATURA PER IL 2009: "AVANTI CON QUESTA ALLEANZA E LISTE APERTE. NESSUNO E' INDISPENSABILE, IO SONO SINDACO USCENTE MA METTERO' LA MIA FACCIA A SERVIZIO DI QUESTO PROGETTO"

"BATTAGLIA NEL MIO PARTITO E PRIMARIE DI COALIZIONE"

“Sì alle primarie di coalizione”, “battaglia dentro al partito”. “Consolidare il quadro esistente, anche se nel Pd ci saranno posizioni diverse”. Così Roberto Peria, sindaco di Portoferraio del Partito democratico, inizia un mese decisivo in vista delle Comunali del 2009.

L’ex ministro Mussi, leader nazionale di Sd ma attento alle cose politiche dell’Elba, parlando con Tenews ieri ha “benedetto” un’alleanza del suo movimento (e dei Verdi) con il Pd elbano, almeno per Portoferraio. E Peria oggi parla del suo percorso per arrivare alla scadenza delle elezioni.

Sindaco, si presenterà alle prossime elezioni?

“Darò una risposta indicativamente entro fine settembre. Questo l’ho detto al mio partito, e si può dire tranquillamente anche alla cittadinanza di Portoferraio. Non è un segreto di stato, è una cosa normale. Dopo un percorso farò le mie valutazioni. Personalmente credo che nessuna figura sia indispensabile per portare avanti un progetto politico, quello che mi interessa è il progetto politico le questioni personali vengono dopo. Credo che sia giusto che all’interno del Pd si faccia un’approfondita discussione sui risultati e sul ruolo svolto dalla giunta che io ho presieduto. Quando ci sarà stata questa discussione e questa avremmo un primo elemento politico importante”.

E avremo un nome per il candidato…

“L’altro elemento politico che io vedo importante, prima delle candidature, è stabilire uno scenario di coalizione, bisogna cioè definire il progetto politico per il quale le persone poi possono impegnarsi o meno”.

Le alleanze: con chi e con che modalità?

“Questo non tocca a me deciderlo. Io posso partecipare a un dibattito, ma poi ci sono dei partiti che devono in qualche modo dare poi un contributo per stabilire gli scenari politici entro cui ci si muove. Io posso dire questo: sono molto contento del lavoro che si sta facendo a Portoferraio e in questi ultimi tempi con una coalizione che comunque vede la presenza del Pd, della sinistra, dell’isola della Città, dei Verdi. E’ una coalizione molto viva e ricca di valori. Mi piacerebbe molto che questa coalizione trovasse una forte compattezza e andasse avanti in un progetto politico unitario. Chiaramente poi la mia sarà una battaglia individuale all’interno di un partito dove ci saranno anche delle posizioni magari diverse, e su questo ci confronteremo. Credo però che sarebbe un bel valore per la città se si riuscisse a consolidare un quadro che comunque già esiste”.

Si parla di primarie, è d’accordo?

“Questo l’ho detto anche alla segreteria del mio partito: sono un sostenitore feroce delle primarie. Credo che siano uno strumento di democrazia. Spesso anche in Toscana i sindaci uscenti hanno storto la bocca di fronte a questa prospettiva. Credo invece che la democrazia sia democrazia. Quando si vuole la partecipazione dei cittadini alle scelte bisogna poi mettersi in gioco, mettere la propria faccia dicendo: ‘Io ho fatto un lavoro, ora valutatemi’. Essere favorevoli alle primarie vuol dire tutto e nulla. Io lo vedo come uno strumento indispensabile, poi bisogna capire se si fanno primarie solo di partito, prima di partito, poi di coalizione. Personalmente – ma la mia non può che essere una posizione personale – credo nelle primarie di coalizione, credo cioè che ci debbano essere delle persone che mettono la propria faccia e le proprie idee a servizio di un progetto politico, e che poi chiedono il consenso dei cittadini”.

Mussi ha “benedetto” la vostra alleanza…

“All’isolazionismo non ho mai creduto. Credo che sia necessario sviluppare un progetto politico e programmatico che guardi a tutte le forze che pur con sensibilità diverse si impegnano per realizzarlo con serietà, e che sia aperto alla civiltà civile. Ricordiamoci che si vince o si perde se riusciamo ad interpretare i bisogni e le esigenze delle persone, ma non solo, se riusciamo a trovare all’interno della società civile delle figure che sappiano rappresentare questo valore aggiunto. Le liste devono essere quindi delle liste aperte, in cui si sa parlare e si sa dialogare con i cittadini, e questo non soltanto a livello di programmi ma anche individuando delle persone che hanno questa capacità”.

RiBla