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TUTTI GLI SPRECHI DEI NOSTRI CARROZZONI SANITARI

di Massimo FERRUCCI (segretario provinciale Fials Livorno)

TUTTI GLI SPRECHI DEI NOSTRI CARROZZONI SANITARI

Il sindacato Fials continua a rimanere stupito e sconcertato, dalle reazioni scomposte che sono seguite alla sua puntuale denuncia, avvenuta nel Consiglio Comunale del 6 agosto c.a., di carenze organizzative, sprechi di risorse ed inadempienze della ASL 6 che rappresentano diritti negati ai cittadini ed ai lavoratori. “Storici amministratori” della realtà elbana invece di chiedere conto ai vertici della ASL 6 per non avere fornito ai cittadini i servizi sanitari dovuti pongono sotto accusa il Fials “ bollandolo” di demagogia anche allo scopo di continuare a garantire coperture alla ASL 6.

Il presidente Alessi dovrebbe spiegare perché non ha chiesto le dimissioni dei vertici della ASL 6, peraltro classificati dalla Università S. Anna all’ultimo posto nella graduatoria di merito dei direttori generali delle ASL toscane, quando è stato chiuso in epoca recente il laboratorio di analisi di Portoferraio per vari giorni, quando sono stati ridotti i servizi territoriali, quando non sono stati spesi i finanziamenti assegnati per l’aumento delle prestazioni sanitarie ed assistenziali oppure quando non è stata garantita una adeguata assistenza con cure palliative ai malati oncologici; inoltre in tale contesto non si è dato corso alla costituzione della Unità di cura primarie utili anche per la diminuzione degli accessi impropri al pronto soccorso.

La soluzione alla gestione fallimentare della ASL 6 risiede per alcuni in una operazione di “ingegneria istituzionale” costituendo all’Elba la Società della Salute che rappresenta non “il modo di spostare il potere decisionale effettivo sugli enti locali”; ma una illusoria possibilità di esercitare poteri che rimangono saldamente in mano di altri soggetti, infatti, la legge regionale 40/2005 indica le Società della Salute come “soluzioni organizzative”e non ci sembra che l’opera svolta da quelle esistenti sostanziatasi tra l’altro in proliferazione di studi, analisi, indagini e redazione di piani integrati di salute abbiano prodotto risultati soddisfacenti a fronte di una spesa regionale di circa oltre 5.000.000 di euro per il periodo 2002/2007.

Occorre ricordare che ad oggi le Società della Salute hanno la natura giuridica di un Consorzio pubblico tra i Comuni della zona socio- sanitaria a cui partecipa l’ASL e si compone di vari organi (giunta, presidente, direttore..) che comportano una proliferazione di apparati per l’esercizio di una competenza prevalentemente di programmazione che si sovrappone ad altri livelli di programmazione sempre sulle stesse materie quali ad esempio la Conferenza dei Sindaci o i Comitati di Area vasta determinando confusioni e frustrazioni per coloro che pensano o presumono di “contare” in tale ambito.Nel presente sarebbe necessario interrogarci sulle recondite ragioni che ad oggi hanno impedito la riunione della Conferenza provinciale dei Sindaci; tale atteggiamento omissivo non solo non ha permesso il varo del Piano Attuativo Locale e pertanto i sindaci non hanno assolto al ruolo di programmazione generale ma hanno anche rinunciato al ruolo più pregnante di verifica dell’uso delle risorse (vedi sprechi per progetti inutili, incarichi, società sperimentali, appalti ecc.) che deve essere valutato complessivamente visto che la ASL 6 si estende sul territorio provinciale; se ciò non è avvenuto e tutto il potere, anche quello non spettante, è stato assegnato alla direzione della ASL 6 a che serve invocare improbabili spostamenti decisionali verso gli enti locali? Le Società della Salute non possono rappresentare un costoso se pur lodevole tentativo di coinvolgere i Comuni ed i cittadini nella discussione sui servizi socio – sanitari ma poi nella realtà esse sono private di reali poteri decisionali; a tal proposito i Comitati di Area vasta previsti dalla legislazione regionale esprimono nell’area nord-ovest il livello di governo delle attività ospedaliere es. per la riduzione dei punti nascita, riorganizzazione dei laboratori di analisi, soppressione o istituzione di Unità operative ecc. nell’ottica di una “ottimizzazione delle risorse” con atti aventi la stessa forza della programmazione regionale dei quali sono competenti i direttori generali delle Aziende. Le perplessità del Fials, sulla validità delle Società della Salute come utili soluzioni organizzative erano e rimangono soprattutto in riferimento alla parcellizzazione delle attività; se ad oggi è difficile garantire la continuità assistenziale tra territorio ed ospedale in presenza di un unico soggetto erogatore figuratevi cosa potrà succedere domani in presenza di due Enti con due distinte competenze. Non possiamo però fare a meno di notare che coloro che oggi enfatizzano la Società della Salute e vedono in essa la risoluzione dei problemi della sanità elbana sono in grande ritardo visto che la candidatura per la loro sperimentazione poteva essere avanzata alla Regione Toscana subito dopo la approvazione del Piano Sanitario Regionale 2002/2004 (delibera n. 60 del 9/04/2002).Tra i costosi carrozzoni istituti dalla legislazione regionale ci sono inoltre i tre ESTAV toscani che sono enti che hanno apparati poderosi e costosi (un direttore generale circa €140.000, un direttore Amministrativo, un proprio staff, proprio personale, un collegio dei revisori ecc.) dinanzi a tale ingenti spese la Asl 6 rende noto dell’irrisorio risparmio effettuato dall’ESTAV nord-ovest. La direzione della ASL 6 ha ridotto la propria credibilità ai minimi termini e mentre è sempre più soggetta ad uno speciale controllo della Regione continua nella violazione dei diritti dei cittadini e dei lavoratori e nella inaccettabile campagna diffamatoria contro il Fials.