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COSI DE FUSCO & C. SBAGLIANO ANCHE SU MIO PADRE

di Eletta BONANNO

COSI DE FUSCO & C. SBAGLIANO ANCHE SU MIO PADRE

Quando scrivo una lettera in preda a impulsi non positivi, è mia abitudine lasciarla sedimentare per qualche giorno in un cassetto. Poi, passata la spinta emotiva, se i sentimenti sono sempre gli stessi la spedisco. Così faccio oggi, dopo aver letto nei giorni scorsi la prefazione confezionata dalla minoranza consiliare per l’intervento di Manrico Murzi contro “gli scoglietti giustiziati dalla massicciata”.

Nell’ennesimo atto polemico di De Fusco & c. compare, inopportuno, fuori luogo, e per di più in un contesto negativo, un riferimento a mio padre, il dottor Nello Bonanno. Per chi non lo sapesse “Piccio” – così lo chiamavano i tantissimi che gli volevano bene – è stato medico del paese nonché sindaco per cinque mandati consecutivi, dal 1960 al 1981. Era un medico–sindaco sui generis. Abituato a soccorrere i suoi concittadini bisognosi di cure, teneva lo stesso stile anche in ambito amministrativo, dove i rapporti umani sono sempre rimasti in primo piano. Per nessun motivo avrebbe gettato la croce su un avversario in difficoltà, e mai avrebbe fatto proposte che potessero nuocere a un singolo compaesano o all’intero paese.

Non gli interessavano il potere e l’intrigo, che erano per lui l’esatto contrario di un’azione politica volta al bene della collettività, vero ed unico scopo del suo lungo governo del paese. In questo senso va letta la sua proposta di allargamento della passeggiata lungomare. Pensava che il paese ne avesse bisogno per il suo sviluppo socio-economico. Ma era anche tanto democratico – nel senso più nobile del termine – da non imporre la propria volontà: lasciò cadere la proposta quando capì che molti marinesi non erano d’accordo, forse anche perché disinformati sulla reale natura dei “poetici” scoglietti.

Perciò la menzione negativa e inappropriata fatta da De Fusco & c. desta disagio e perplessità sia in me sia nelle moltissime persone che lo hanno conosciuto e amato. Il dottor Nello Bonanno era profondamente innamorato di ogni aspetto del suo paese, compresa la componente paesaggistico-ambientale. Pertanto nemmeno per un minuto, nemmeno in modo implicito e non dichiarato, lo si può disegnare come il sindaco che voleva danneggiare il lungomare. Ben altri sono stati, dopo il 1981, gli scempi perpetrati nel tessuto paesaggistico di Marciana Marina, in favore di una lottizzazione che ha ignorato la necessità di armonizzare sviluppo e storia. Non mancherà l’occasione di illustrarli.

Spendo solo poche parole per gli scoglietti, i granchi, i ricci, le granite. Ritengo che un poeta possa trovarli poetici a buon diritto. Per quanto riguarda mio padre, credo che i segni della poesia li scorgesse piuttosto nel sorriso di intere famiglie che, grazie alla realizzazione di un’opera importante, avrebbero allontanato lo spettro di un futuro economico meno incerto. Anch’io da bambina ho giocato fra quegli scogli, ma se dovessi scegliere non esiterei un attimo: le mie risorse poetiche andrebbero nella direzione indicata da mio padre.