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LUCE E ACQUA, ECCO PERCHE’ CORRIAMO RISCHI ENORMI

IL TECNICO: BASTA UN'ANCORA GETTATA INAVVERTITAMENTE PER LASCIARE L'ISOLA A SECCO A LUNGO. LA STRADA DELLE CONDOTTE CONSORZIALI. E CONTRO I BLACK OUT SERVIREBBE UN'ALIMENTAZIONE SUSSIDIARIA

LUCE E ACQUA, ECCO PERCHE' CORRIAMO RISCHI ENORMI

Mi sia consentito dire la mia sulle dichiarazioni del direttore tecnico di Asa a Tenews sulla condotta sottomarina che serve l’Elba. Venezia con Mestre è dotata di un acquedotto efficiente che può contare su due fonti importanti e diversificate: numerosi campi pozzi che pescano dalla falda artesiana, un impianto di potabilizzazione di acqua del Sile che da solo sarebbe in grado di far fronte ampiamente a tutto il fabbisogno.

A quaranta chilometri da Mestre si trova la città di Padova, dotata di un acquedotto ancora più efficiente con fonti sicure e diversificate atte a dare la massima garanzia di produzione idrica. Ebbene queste due città, nonostante non abbiano problemi idrici di sorta, stanno ora costruendo una condotta da 80 cm di diametro che le collega tra di loro al fine di consentire, in caso di bisogno, notevoli interscambi di portata dall’una all’altra città. Secondo esempio: l’acquedotto consorziale del Basso Tagliamento ed acquedotto consorziale del Basso Livenza.

Sono due grandi acquedotti che alimentano una vasta area del Veneto e del Friuli. Ambedue sono dotati di fonti inesauribili che pescano sulle falde artesiane del Friuli ricchissime di acqua che distribuiscono fino a Bibione e a Lignano, in riva al mare. Anche loro però hanno ritenuto di costruire una grossa condotta che li collega e che è in grado di sopperire ad eventuali gravi fuori servizio di qualche struttura. Rivolgo una domanda: ma i responsabili di questi importanti acquedotti sono degli stupidi spreconi oppure hanno a cuore il servizio acquedottistico a loro affidato e si preoccupano di aver importanti strutture di riserva? E le autorità che controllano e finanziano queste imponenti opere sono solo degli stolti o invece sono solo previdenti funzionari?

Ora devo sentire che la condotta sottomarina, unica e principale alimentatrice dell’isola d’Elba dalla terraferma, è a pieno regime e non corre rischi di sorta: ma come si può sostenere un cosa del genere? Ma non sappiamo tutti che basta un’ancora gettata inavvertitamente perché l’Elba abbia a ritrovarsi per chissà quanto tempo senza acqua? Mi tocca anche sentire che è bastato un black out di quattro ore nella fornitura di energia elettrica dell’Enel per provocare la crisi nell’alimentazione idrica: ma i gruppi elettrogeni non esistono o forse non servono così come non servirebbe una alimentazione sussidiaria dell’isola atta a sopperire a eventuali guasti?

Marcello Meneghin