Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

ELBA ALL’ASCIUTTO, ASA: SOFFRIRANNO TUTTI, AD ORE

PORTOFERRAIO HA SOFFERTO PER TUTTO IL GIORNO, DISAGI E PROTESTE PER RESIDENTI E TURISTI, NUMERO VERDE INCANDESCENTE. L'AZIENDA SI DIFENDE E MINIMIZZA: VEDREMO INGIALLIRE QUALCHE PRATINO ALL'INGLESE

ELBA ALL'ASCIUTTO, ASA: SOFFRIRANNO TUTTI, AD ORE

Portoferraio alta ha sofferto per tutta la giornata: da giovedì sera a tutta ieri l’acqua c’è stata solo per poco, al mattino. Pomeriggio di passione, poi è tornata in tarda serata. A Marciana cittadini e operatori turistici sono esasperati (vedi sotto): non riescono più neanche a riempire le cisterne. A Capoliveri, all’asciutto per diversi giorni, ora i disagi sembrano finiti. A Rio Marina l’altra sera un nuovo black-out.

L’Elba continua a restare all’asciutto nel periodo più caldo, dal punto di vista meteorologico e turistico. Il gestore del servizio, Asa minimizza: “I problemi interessano solo la zona occidentale, quella più difficile da raggiungere. L’acqua deve essere parzializzata e la pressione ridotta. Il razionamento è inevitabile, soffriremo tutti, ad ore, è studiato a tavolino. Vorrà dire che vedremo qualche pratino all’inglese ingiallito, e che i sindaci dovranno emanare ordinanze contro lo spreco dell’acqua”.

Eppure non sembra questione di lussi a cui rinunciare, ma di necessità primarie. L’azienda spiega la crisi idrica con una “stagione particolarmente siccitosa” e con “l’affluenza turistica dell’Elba”. Eppure giugno è stato piovosissimo, e le presenze turistiche sono in calo (si parla del 15-20 per cento). L’azienda si difende: “Nel 2007-2008 sono stati costruiti tre pozzi nuovi, e oggi portiamo 30 litri al secondo in più, ed eseguiamo 1300 riparazioni l’anno. Ma le falde sono calate”. Allora che succede davvero?

Qualcosa non torna. Qualcuno, empiricamente, mette sotto accusa il telecontrollo dei livelli nei depositi, sistema che ha preso il posto dei “fontanieri”, ma che paradossalmente non garantirebbe la stessa prontezza ed elasticità. Asa scarica le colpe sull’urbanizzazione: “Ci sono 4000 pozzi privati alberghi, centri e locali, tutti in competizione con Asa, gli insediamenti crescono, solo nell’ultimo anno sono stati compiuti 840 allacciamenti. Si dovrebbe mettere mano ai piani urbanistici”. E intanto, oggi che accade? Non dovrebbero esserci cambiamenti: si continuerà a soffrire.

tenews