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LA “DEMOCRAZIA AUTORITARIA” DEI MIEI EX COMPAGNI

di Cristiano ADRIANI (Consigliere Comunale di Marciana Marina -SD)

LA "DEMOCRAZIA AUTORITARIA" DEI MIEI EX COMPAGNI

Ho letto sulla stampa on line il documento firmato Lista Civica per Marciana Marina nel quale mi si chiede di togliere il disturbo. L’ennesimo documento che porta in calce anche la mia firma, essendo stato membro della lista medesima, ma che viene mandato alla stampa senza che io sia stato minimamente interpellato.

Mi informano che la democrazia si basa sul concetto di maggioranza, ma in questo caso siamo di fronte a una interpretazione particolare, quasi suggestiva di tale principio. Vediamo di riassumerla: il capogruppo ha una posizione, interpella i due consiglieri che la pensano come lui e quindi una volta raggiunta la maggioranza interna al gruppo, tre su quattro, l’ultimo non serve che sia ascoltato. Un concetto un po’ strano di democrazia, che restando in tema di ossimori potremo definire di “democrazia autoritaria”. Sono poi ben conscio del fatto che non è giuridicamente prevista la figura del “consigliere di minoranza della minoranza”, ma allo stesso tempo mi chiedo se è previsto dallo Statuto Comunale la figura del “Capogruppo di se stesso” o quella del “Capogruppo di quelli che la pensano come lui”. Per quanto riguarda il metodo scelto, credo sia abbastanza comprensibile, vista la sostanza del documento. Una specie di processino bulgaro, piuttosto sommario, che si può condurre più agevolmente se il diretto interessato non è presente. Dispiace però che a tutto ciò si associ anche la rappresentante del PD in consiglio Comunale Cristina Terreni (io la cito, non vorrei essere tacciato di sessismo, mi viene da ridere…). Lei che spesso è stata molto attenta all’unità del gruppo, oggi si associa alla cacciata, probabilmente il suo concetto di unità non prevedeva la mia presenza.

A parte il livore che caratterizza l’intero scritto, vi sono anche aspetti condivisibili, l’elencazione delle attività portate avanti dalla minoranza in questi mesi, è uno di questi. Sono sicuro che se il mio ex Capogruppo, sempre cosi scrupoloso nella lettura dei documenti, si fosse soffermato un po’ più attentamente su quelli proposti dalla minoranza, scoprirebbe che la mia firma è stata sempre presente. Dunque solo perché non ho condiviso questa fase della conduzione politica del cosiddetto ”Affaire Circolo della Vela”; solo perché, come ho già spiegato, credo sia arrivato il momento per noi consiglieri di tacere, visto che c’è un’inchiesta in corso, vengo accompagnato alla porta. Bè me ne farò una ragione. Certo mi chiedo se era proprio necessario arrivare fino a questo punto, fino al punto cioè di spaccare il gruppo consiliare di minoranza e di dividere il centro sinistra marinese.
Quello che so con certezza è che se il percorso che mi viene proposto(!?) dai miei ex compagni di viaggio, si sostanzia semplicisticamente e anche un po’ miseramente, nel detto “O mangi questa minestra o salti dalla finestra”, confesso che preferisco rimanere a digiuno.
Nei prossimi giorni mi recherò in comune per formare un gruppo consiliare autonomo, che volevo chiamare: “Gruppo Consiliare della Sinistra Democratica per il Regime Cinese”…un po’ di ironia non guasta.

A parte gli scherzi, voglio ribadire anche al sindaco che impropriamente mi ha chiamato in causa nella sua ultima missiva, che in consiglio comunale resto all’opposizione, perché questo è il mandato che ho ricevuto da quel “quasi centinaio” di marinesi che mi hanno dato la loro preferenza. Un’opposizione che sarà critica quando verranno effettuate scelte sbagliate ma che non si sottrarrà al dialogo, se vi saranno le condizioni, nell’interesse esclusivo della nostra comunità. Oltre all’impegno nell’istituzione, rilanceremo a partire da Settembre, speriamo insieme agli altri partiti del Centrosinistra, quel lavoro di coinvolgimento della società marinese sui problemi che riguardano la gestione della cosa pubblica. Un lavoro che va avanti da più di due anni che ha coinvolto molti giovani e molte persone nuove alla politica e che si è basato fin da subito sul metodo del “confronto”, anche fra posizioni diverse e su quello della “partecipazione”, sostanziale e non solo formale.