Quantcast
ALLARME DEI PARCHI: LE AREE MARINE SONO AGONIZZANTI - Tirreno Elba News
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

ALLARME DEI PARCHI: LE AREE MARINE SONO AGONIZZANTI

FEDERPARCHI: IL DECRETO 112 PORTA AL LICENZIAMENTO DEI DIRETTORI

ALLARME DEI PARCHI: LE AREE MARINE SONO AGONIZZANTI

Le aree marine protette sono agonizzanti, e “l’agonia si fa sempre più profonda”. E’ la stessa Federparchi a denunciarlo: la conversione del decreto legge 112 sullo sviluppo economico introdurrebbe infatti “una nuova e pesantissima limitazione alla loro possibilità di operare, vietando il rinnovo dei contratti dirigenziali e il mantenimento in servizio, per più di tre anni, di lavoratori con contratti di tipo flessibile. Contratti precari, è da sottolineare, a cui le Aree marine sono state costrette negli anni per il divieto ad assumere stabilmente il personale”.

Per Federparchi, dunque, tutti gli operatori impegnati fino ad oggi – a cominciare dai direttori in carica – dovranno dunque essere licenziati e le aree marine dovranno rinunciare all’esperienza accumulata in anni di lavoro, mettendo irrimediabilmente a rischio la sopravvivenza dell’intero sistema.

“Dopo la decurtazione del 50% – operata dal precedente governo – di risorse già del tutto insufficienti, in quanto destinate ad un numero di aree che è nel frattempo raddoppiato – dice l’associazione dei parchi italiani – questa ulteriore dimostrazione di disinteresse, da parte del Parlamento, per un settore strategico della tutela dei nostri ambienti marini, riduce al lumicino le speranze di sostenere una attività che aveva posto l’Italia all’avanguardia, con oltre un quarto di tutte le riserve marine del Mediterraneo. Con buona pace per gli impegni internazionali, le convenzioni sulla tutela della biodiversità e le promesse di salvaguardia del sistema complessivo delle aree protette”.

La Federparchi, nel denunciare questa gravissima situazione, spera ancora in un ripensamento e fa appello al governo, alle forze politiche, ai parlamentari “perché intervengano a scongiurare un danno che potrebbe poi essere riparato solo tra molti anni. In assenza di immediate e concrete risposte saranno inevitabili azioni di mobilitazione e di ferma protesta”.