Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

QUESTO PARCO (PER FORTUNA) NON VA, ECCO IL MIO

di Marco MANTOVANI

QUESTO PARCO (PER FORTUNA) NON VA, ECCO IL MIO

E’ stato varato il piano del Parco e credo che se, dopo 10 anni di nulla, si nota un segno di vita, è solo perché, viste le recenti critiche, qualcuno cerca di salvare almeno le apparenze. A parte la famiglia e il lavoro, la mia grande passione è la natura e da sempre studio, sui libri e dal vero, ogni aspetto del nostro splendido ecosistema.

Io penso che il Parco Nazionale della 394 all’Elba non funzionerà mai. Anzi, se finora si può dire che il Parco non ha funzionato, se per caso dovesse iniziare ad operare in modo attivo, credo che i danni sarebbero ancora più gravi. Se poi con lo stesso criterio si facesse anche le aree marine, sarebbe una tragedia. Tutti all’Elba vogliamo proteggere la Natura e siamo favorevoli a forme di tutela che potremmo anche chiamare Parchi; il problema è che se i parchi li decidono gli altri, si trasformano in gabbie dove l’unico animale siamo noi.

Io conosco persone che un tempo si alzavano la mattina presto ed insieme a qualche amico passavano giornate intere, liberi nella natura ad inseguire un cinghiale o una beccaccia e credetemi: non facevano nessun danno. Oggi molte di queste persone, mortificate su una tradizione che per loro era fondamentale, stanno in casa o nei bar tutto il giorno……..a bere! Eppure queste erano persone da cui io ho imparato molto, erano un raro esempio di uomini in armonia con la natura. Sono questi i valori che dobbiamo salvare, e oggi sono in via di estinzione. Inoltre questo scempio umano impoverisce inevitabilmente la Natura stessa, privata del contatto, del pensiero e dell’amore di chi la conosce veramente.

Sono convinto che se le amp saranno gestite nello stesso modo alla fine ci
impediranno pure di totanare, e i nostri vecchi non potranno perdonarcelo. Il Parco ha senso se realmente protegge la natura e ne promuove la comunione con l’uomo; ma questo succede solo se il responsabile di questo immenso patrimonio è chi lo abita e lo vive tutto l’anno.

La natura va gestita, non messa sotto una cappa di vetro. Bisogna promuovere tutte le nostre tradizioni, anche quella venatoria esaltandone gli aspetti più nobili, contingentando i prelievi delle specie, per mantenere tutto in perfetto equilibrio. I cacciatori vanno responsabilizzati come succede in Alto Adige. Oggi invece i nostri “parchisti d’Oltremanica”, hanno ridotto questa tradizione ad una specie di sparatoria tra le case, in quanto quasi tutto il territorio adatto alla caccia è dentro il Parco, ed è letteralmente massacrato dagli ungulati e dalla disaffezione dell’uomo. Ci hanno messo 10 anni per fare il Piano del Parco? Bene io in 10 minuti vorrei provare a fare un ipotesi di Parco governato da elbani, salvaguardando gli stessi posti lavoro dell’attuale Parco nazionale.

PARCO A TERRA

1) INSERIMENTO DI TUTTO IL TERRITORIO ALL’ INTERNO DEL PARCO.

In tutto il Parco è divulgata la cultura ambientale. Sono incentivati il trekking e l’escursionismo, anche guidato. Vietato il campeggio libero. Le specie animali pregiate devono essere censite regolarmente in collaborazione con il mondo venatorio.

2) DIVISIONE IN 3 AREE DI TUTELA

ZONE A (Grande Pregio Naturalistico): Divieto di Caccia (se non per motivi di selezione) e divieto di qualunque attività di sviluppo edile. È permessa e incentivata la ristrutturazione dell’esistente senza alcun ampliamento. Per individuare le Zone A basta riprendere le vecchie zone di divieto di caccia che erano perfette (es Perone, Capanne, Tambone, Monte Grosso, Volterraio, Pianosa ecc).

ZONE B (Aree silvestri e agricole, che ricoprono gran parte del territorio):è Permessa la Caccia ai soli Residenti ed incentivata l’attività agropastorale. Per l’edilizia vedasi Zone A.

ZONE C (Urbane e Suburbane): divieto di caccia. Sviluppo urbano consentito secondo un rigido piano regolatore che punti alla riqualificazione e al riassetto urbanistico e non all’ampliamento.

PARCO A MARE

1) TUTTO IL PERIMETRO DELLE ISOLE E’ TUTELATO SINO A 4 MIGLIA DALLA COSTA. In tutto il mare delle amp. divieto di scarico di acque reflue non depurate, divieto di pesca strascico, divieto di pesca Professionale per barche non residenti.

In tutte le amp sono incentivati: la balneazione, il diporto, e il diving, anche guidato.

2) DIVISIONE IN 3 AREE DI TUTELA

A) Zone di particolare pregio (es: Scoglietto, Pianosa ecc): Pesca vietata.

B) Zone normali: pesca sportiva consentita. Pesca professionale consentita solo ai residenti, con incentivi economici per limitare le licenze.

C) Zone portuali: valorizzazione e riqualificazione degli attuali porti e approdi turistici (non ne servono altri).

Forse qualcuno penserà che sia troppo semplice o che io sia molto presuntuoso, ma in questo campo mi reputo competente e credo di aver detto tutto, o quasi tutto, quello che a mio avviso bisogna “pensare” sul Piano del Parco.

Poi, anche se sembra semplice, il piano va messo in pratica e soprattutto bisogna controllare. noi questo possiamo farlo, senza grosse spese, utilizzando persone residenti. Con un pizzico di buona volontà vi assicuro che funziona. nel giro di 3 anni la natura sarebbe valorizzata al massimo nella sua armoniosa bellezza, il mare sarebbe straricco di pesce e noi ci sentiremmo tanto più felici e consapevoli tutori della nostra terra.