Quantcast
COMUNITA' D'ARCIPELAGO, UNA PROROGA FINO AD APRILE - Tirreno Elba News
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

COMUNITA’ D’ARCIPELAGO, UNA PROROGA FINO AD APRILE

CHIUSA LA MONTANA, E' PARTITO L'ITER VERSO L'UNIONE SPECIALE DI ISOLE. INTERVISTA AL PRESIDENTE-COMMISSARIO. PRIMO PROBLEMA: L'ENTE NON BENEFICIA DEL CONTRIBUTO STATALE PER MONTAGNA O ISOLE. SECONDO: SI FORMA ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI. L'ADESIONE DEI COMUNI E' VOLONTARIA

COMUNITA' D'ARCIPELAGO, UNA PROROGA FINO AD APRILE

Formalmente chiusa la Comunità Montana, è partito ieri l’iter per il suo superamento verso la Comunità di Arcipelago. Un’unione dei Comuni cui la Regione ha riconosciuto carattere speciale, perché interprovinciale (c’è anche l’isola del Giglio). Giunta e assemblea del vecchio ente comprensoriale sono sciolte. Presidente con funzione commissariale è il presidente uscente, Danilo Alessi, che è intenzionato a chiedere una proroga della fase transitoria, per non andare a finire dentro la campagna elettorale.

Presidente, è soddisfatto della legge regionale toscana che riordina la materia?

“Parzialmente. Noi puntavamo a un’altra cosa, cioè alla costituzione della Comunità di Arcipelago secondo l’articolo 29 del testo unico dell’ordinamento degli enti locali, che ci avrebbe dato un riconoscimento a livello statuale! Quindi di avere anche un contributo ordinario che lo stato dà alle Comunità Montane e Isolane. Questo non lo abbiamo raggiunto. E’ un po’ l’amarezza che ci portiamo dentro ma il riconoscimento dell’arcipelago come realtà sociale e non solo geografica contenuto nell’art. 27 della legge 37 è importante. Inoltre viene riconosciuta la peculiarità del sistema arcipelago, in termini di disagio e di mancanza di servizi: tutto quello che era contenuto nelle norme della comunità montana, che dava senso alla Comunità Montana anche se non siamo in montagna, sulle Alpi o sull’Appennino come diceva l’Espresso”.

Commissario o presidente?

“Nella legge si dice che le funzioni e i compiti nel passaggio da un ente all’altro, vengono esercitati dal presidente uscente della Cm che tale rimane con funzioni di commissario. Il che significa che sono presidente ma assumo il compito e le funzioni degli organismi che vengono sciolti, cioè la giunta e l’assemblea. Quindi presidente con funzioni di commissario”.

Ha sentori sulla adesione dei Comuni al nuovo ente comprensoriale?

“Mi sono preso una riserva nell’assumere questo compito, perché prima voglio verificare alcune cose, come alcune norme interpretative che non sono molto chiare. I mio compito si divide in due aspetti. Il primo politico, si tratta di verificare la volontà dei Comuni. Bisogna capire se i Comini ritengono che questo ente unitario sia fondamentale. Se dicono di sì si può cominciare a discutere. Poi c’è il compito procedurale, entro il 31 ottobre dovrò, con i Comuni, elaborare una delibera di adesione, un nuovo statuto e predisporre quello che la legge chiama piano di successione che è un po’ la fotografia dei beni patrimoniali e di quanto oggi costituisce materialmente la Cm perché sia proposto e approvato dal Consiglio comunale”.

Poi che succede?

“Dopo il 31 ottobre se questo andrà in porto si tratta di insediare il nuovo organismo e nominare il nuovo presidente. Però andava meglio valutata la vicinanza alla campagna elettorale. Il nuovo ente si troverà alla vigilia delle elezioni amministrative che vedono coinvolti sei comuni su dieci. Quindi dopo pochi mesi l’organismo dovrà essere rinnovato. Penso che una deroga per partire ad aprile invece che a gennaio sarebbe necessaria”.

Punterà su questa richiesta?

“Mi sembra naturale, c’è in gioco la credibilità dell’ente. I prossimi sei mesi saranno molto impegnativi, dopo le incertezze dei mesi scorsi. Nel momento in cui si insedia l’ente c’è ancora una precarietà e l’ente ne soffrirebbe, ci vuole una deroga”.

RiBla