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NUOVI VINCOLI SULL’ELBA CON IL CODICE DEL PAESAGGIO

SI SDOPPIA L'ITER DEI PROGETTI URBANISTICI DI PRIVATI E COMUNI. DIVENTA CENTRALE IL RUOLO DELLE SOPRINTENDENZE. PARIGI: 150 GIORNI CON LE NUOVE REGOLE. PREOCCUPAZIONE PER LA POSSIBILE BUROCRATIZZAZIONE

NUOVI VINCOLI SULL'ELBA CON IL CODICE DEL PAESAGGIO

Nuovi lacci per l’Elba. Il Codice del paesaggio introduce, per tutte le aree sottoposte a vincoli, un nuovo e più complesso iter per i progetti urbanistici, di privati cittadini e Comuni.

La novità essenziale è che il parere vincolante sarà quello della Soprintendenza, che finora aveva un potere di annullamento o conferma (“a valle”) dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata dall’ufficio tecnico comunale. L’iter insomma si sdoppia: quello paesaggistico, che dipende dalla Soprintendenza, e quello edilizio, che fa ancora capo al Comune, che tuttavia resta interlocutore del cittadino per entrambi gli esami.

La normativa vuole stabilire una tutela più rigida e centralistica del paesaggio e dell’ambiente, ma c’è grande preoccupazione, per la possibile burocratizzazione e per i temuti rallentamenti. “Abbiamo fatto una simulazione – ci spiega l’architetto Mauro Parigi, dirigente dell’area tecnica del Comune di Portoferraio – oggi mediamente noi riusciamo ad avere il parere della Sovrintendenza, o il silenzio-assenso, nell’arco di cento giorni, compresa la procedura da svolgere in sede comunale. Con la nuova procedura abbiamo stimato che occorreranno dai centoventi ai centocinquanta giorni”.

Un altro motivo di preoccupazione per i professionisti e i tecnici comunali è legato alle difficoltà delle soprintendenze: “Indipendentemente da questo decreto – spiega Parigi – purtroppo erano già in difficoltà in precedenza con problemi gestionali sia per risorse umane che per risorse finanziarie. La preoccupazione quindi è tanta. Riteniamo che sia essenziale un’azione coerente del sistema istituzionale, a partire da quello regionale per la redazione del piano paesaggistico che quanto più è redatto in forma particolareggiata a livello regionale, tanto più consentirà ai comuni di dedicarsi all’operatività”.

Il decreto fissa al 31 dicembre il termine per la predisposizione dei piani paesaggistici – da parte di ministero e Regione con la collaborazione degli enti locali – e l’entrata in vigore della nuova procedura. Almeno su questo la confusione è stata risolta. Proprio due giorni fa è pervenuta al Comune – via Regione – una circolare del ministero, in cui si chiarisce che fino a fine anno si applicherà la procedura nota fino ad oggi.

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