Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

IL MINISTRO: NON TAGLIEREMO I PARCHI. A RISCHIO L’APP

TEMPESTA PER LA CANCELLAZIONE DEGLI ENTI CON MENO DI 50 DIPENDENTI: VERDI SUBITO SULLE BARRICATE, POI LA PRESTIGIACOMO CHIARISCE: "RISERVE ESPRESSAMENTE ESCLUSE". LA PORT AUTHORITY DI PIOMBINO NO

IL MINISTRO: NON TAGLIEREMO I PARCHI. A RISCHIO L'APP

Il Parco non sarà cancellato. Si era scatenata una tempesta, fra ieri e oggi, per una previsione della manovra finanziaria presentata dal ministro Tremonti: il taglio degli enti “inutili”, ovvero quelli non economici con meno di 50 dipendenti (salvo “ripescaggio” dei rispettivi ministeri).

Fra questi ci sono le autorità portuali, anche quella di Piombino, e qualcuno aveva temuto o paventato (o chissà, segretamente sperato) che fossero a rischio di cancellazione anche i parchi. “La manovra approvata ieri dal Consiglio dei ministri – aveva dichiarato fra gli altri Paolo Cento verde ex sottosegretario al ministero dell’Economia nel governo Prodi – è un mix di populismo e di scelte dagli effetti sociali ed ambientali disastrosi. Particolarmente grave, oltre alla scelta scellerata delle centrali nucleari, è anche la decisione di considerare enti pressoché inutili e da sopprimere i parchi nazionali”.

All’Elba non si segnalava nessuna particolare esultanza: non c’erano cortei di auto in Calata o altre manifestazioni di giubilo, né comunicati di soddisfazione. Eppure, come in un rito sempre uguale a se stesso, i “pro-Parco” già si precipitavano a deludere i fantomatici “anti-Parco”, avvertendo che senza l’ente l’Elba sarebbe divenuta ancor più vincolata di quanto non lo sia oggi. Ma la decisione di tagliare – si può dire alla luce degli ultimi sviluppi – in realtà non c’era mai stata: il ministro Prestigiacomo ha chiarito in giornata che la scure non si abbatterà su parchi e riserve: “Il taglio non vale per i parchi, saranno espressamente esclusi dalla manovra sugli enti inutili”, scandiscono dal ministero. Resta invece in piedi l’ipotesi di razionalizzazione per le piccole autorità portuali, come quella di Piombino. Un rischio confermato dal ministero delle Infrastrutture, a cui comunque (quindi a Matteoli) spetterà l’ultima parola sul taglio definitivo.

tenews