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GENGHI: NON DIA COLPE A NOI, IL PARCO SAPEVA A MARZO

IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO IGIENE PUBBLICA DELL'AZIENDA SANITARIA LOCALE: "ABBIAMO COMUNICATO IL PROBLEMA DEI PARASSITI E SOLLECITATO INTERVENTI. LA CHIUSURA POI NON L'HA DECISA L'ASL". QUALI SONO I RISCHI

GENGHI: NON DIA COLPE A NOI, IL PARCO SAPEVA A MARZO

“Il problema delle zecche si propone ogni anno, mi chiedo come mai dal 2005 ad oggi non è stato intrapreso un provvedimento serio. Mi sembra che qui si faccia troppo presto poi a dare colpe all’Asl, l’anello più debole della catena”. Così Luigi Genghi, responsabile dell’ufficio Igiene e Sanità pubblica dell’Asl zona Elba risponde al Parco, che lamenta una carenza di documentazione da parte dell’Azienda sanitaria locale sul caso dei parassiti a Pianosa.

LE “PREOCCUPAZIONI” DOPO I CAMPIONAMENTI
Ma il Parco, nel suo comunicato sulla riapertura – parla anche di “alcune preoccupazioni confermate dai campionamenti effettuati. “Ho saputo – dice Genghi – che sono state prelevate e campionate alcune zecche da Pianosa, e che dalle analisi alcune di queste sono risultate positive: dire positive però non vuol dire nulla. Bisognerebbe sapere di quale virus sono vettori, e potrebbero essere banali. Ma sono voci che ho sentito, non le ho verificate personalmente”.

LA SEGNALAZIONE A MARZO E LA SOLLECITAZIONE
L’Asl non solo quest’anno ma già dal 2005 e ogni anno ha segnalato a tutti i Comuni, così come previsto nel testo unico delle leggi sulla sanità, di provvedere allo sfalcio dell’erba alta e alla disinfestazione. “Così come fatto per tutti i Comuni, per Pianosa lo abbiamo fatto con il Comune di Campo, e tutti gli altri enti che hanno competenza in materia. All’Asl però nessuno ha mai richiesto di effettuare un servizio di prevenzione. Addirittura quest’anno abbiamo comunicato il problema delle zecche a Pianosa già il 13 marzo scorso, ne parlai anche con il dottor Mazzero (il direttore del carcere, ndr) poiché sull’isola ci sono dei detenuti. Dopo qualche giorno abbiamo deciso di rimandare un’ulteriore sollecitazione al Parco, in modo che provvedesse quanto prima al diserbo poiché il problema dei parassiti era diventato tale da rappresentare un pericolo per la salute pubblica”.

“L’EMERGENZA DEL 2007 NON E’ SERVITA A NIENTE”
“L’anno scorso – ricorda il dottore – siamo stati convocati dal Parco il 15 luglio, quando già la situazione aveva assunto i connotati d’emergenza urgenza. Poi il Comune di Campo procedette alla disinfestazione con l’utilizzo del piretro naturale, un insetticida ad ampio spettro con coadiuvanti di origine vegetale. Quell’esperienza avrebbe dovuto insegnare qualcosa, e invece niente, anche quest’anno si è arrivati a questo punto. Dunque mi sembra inopportuno che si dica che ci si aspetta qualcosa dall’Asl. Poi mi preme chiarire che l’Asl non ha chiesto la chiusura dell’isola alle visite guidate, il provvedimento è stato preso dal Parco, in accordo con il comune di Campo. A noi non è stato chiesto nulla – anche con una certa sorpresa nostra – visto che noi siamo l’unico organo tecnico che può dire come procedere”.

I RISCHI DI MALATTIA LEGATI AI PARASSITI
Il problema è stato amplificato? “La zecca è un fenomeno mondiale, che riguarda non solo Pianosa. E’ un parassita che prolifera ovunque c’è l’erba alta, e non c’è da stupirsi che sia successo anche nei pressi dell’ospedale a Portoferraio. Con un po’ di oculatezza e un po’ di buon senso, si possono mettere in atto dei piccoli accorgimenti per evitare che queste arrechino il danno peggiore. Magari stando attenti anche all’ambiente, per esempio nelle disinfestazioni”.

Ma quali sono i danni che può procurare all’uomo? “La zecca è un vettore di malattie, ma per trasferire una malattia deve prima attaccarsi all’animale portatore, e poi da qui trasferirla al successivo ospite. I pericoli rappresentati dalla zecca, per l’uomo, vanno dal banale arrossamento e prurito della pelle, ai casi più gravi di encefaliti e meningiti. Ma nei casi più diffusi, con una corretta profilassi, il problema si risolve abbastanza velocemente”.

Rita Blando