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I FIGLI DI NOMADELFIA OSPITI DI PORTOFERRAIO

VENGONO A SOSTENERE L'ESAME DI STATO. LA COMUNITA' MAREMMANA

I FIGLI DI NOMADELFIA OSPITI DI PORTOFERRAIO

Dal 10 al 20 giugno, dieci ragazzi della comunità di Nomadelfia (Grosseto) saranno a Portoferraio per sostenere gli esami di licenza media. Accompagnati dai loro educatori, i ragazzi saranno ospiti dell’Amministrazione comunale e dell’Istituto Comprensivo del capoluogo elbano. “Volentieri accogliamo questi ragazzi – dichiara Cosetta Pellegrini, assessore alla pubblica istruzione – siamo consapevoli del grande lavoro che i volontari di Nomadelfia compiono quotidianamente e da tanti anni, e per questo vogliamo sostenerli e confrontare la loro esperienza con quella dei nostri ragazzi”.

L’Istituto scolastico portoferraiese, da parte sua, ha colto questa occasione per favorire l’incontro fra ragazzi provenienti da esperienze diverse. E infatti, nelle scorse settimane, i grossetani hanno trascorso una giornata con i loro coetanei elbani.

Nomadelfia è la comunità fondata, subito dopo la seconda guerra, dal prete don Zeno Saltini e in cui attualmente vivono 320 persone, 50 famiglie, che seguono una Costituzione ispirata alla fraternità evangelica. La vita di Nomadelfia (dal greco: legge della fraternità) è una proposta: invita tutti a vivere la legge della solidarietà umana universale e i cristiani a vivere coerentemente il Vangelo.

Le famiglie sono aperte all’accoglienza di figli in affido e vivono assieme ad altre quattro o cinque nel “gruppo familiare”. Quest’ultimo è la realtà fondamentale di Nomadelfia, è una soluzione perchè una famiglia è di sostegno all’altra, specialmente nell’attenzione alle persone più deboli: i bambini e gli anziani. In Nomadelfia non esiste proprietà privata ma tutti i beni sono in comune. Uomini e donne lavorano nelle aziende, in casa, nei laboratori, negli uffici della comunità, senza ricevere una paga perchè, affermano, “non si può pagare il fratello”. E secondo questo spirito, tutti i lavori che si possono compiere insieme vengono eseguiti da tutta la popolazione; si chiamano: “lavori di massa”.

I figli di Nomadelfia frequentano la “scuola familiare”, gestita sotto la responsabilità dei genitori, e si presentano poi agli esami. L’obbligo scolastico, da molto tempo, è stato portato a 18 anni.
La scuola di Nomadelfia è “familiare”. E’ nata nel 1968, quando i genitori hanno ottenuto dal Ministero della Pubblica Istruzione di potere istruire i figli sotto la propria responsabilità, con l’obbligo di presentare i figli come privatisti agli esami di Stato di quinta elementare e terza media. Scuola vivente. E’ “vivente” perché ogni momento della vita è scuola in quanto l’ambiente familiare, sociale e naturale nel quale i ragazzi vivono è di per sé educativo. I gruppi di scuola si chiamano “cicli” e sono generalmente omogenei per età, interessi ed esperienze.

Non esistono voti e non ci sono né promozioni né bocciature. I programmi sono sviluppati secondo le linee pedagogiche di Nomadelfia. La frequenza scolastica è obbligatoria fino a 18 anni. Se poi lo desiderano, i figli si presentano presso le scuole pubbliche per sostenere gli esami di maturità. Tutto il popolo è responsabile. Ogni ciclo è affidato a due “coordinatori”, di regola sempre presenti. Nelle superiori collaborano altri adulti e anche insegnanti esterni per materie specifiche. Numerose sono le visite a città e paesi, per studiare la vita dei vari popoli. Gli scritti e i disegni nati dalle riflessioni e dalle osservazioni dei ragazzi, vengono raccolti in libri sui quali si rivivono le esperienze fatte. Tutto questo materiale viene presentato agli esami di Stato, destando vivo interesse. Ampio spazio è dedicato alle varie espressioni artistiche: disegno, musica, ginnastica. Notevole importanza riveste la scuola di danza che prepara bambini e giovani alle “Serate di Nomadelfia”. Per conoscere meglio la figura e l’opera di don Zeno, la Rai ha prodotto la fiction “L’uomo di Nomadelfia, don Zeno Saltini” (con Giulio Scarpati, regia di Gianluigi Calderone) che dovrebbe andare in onda su Rai Uno il 27 e 28 maggio in prima serata.