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Lettere: "ECCO LA SPIEGAZIONE SULL'USO DEI NICK" - Tirreno Elba News
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Lettere: “ECCO LA SPIEGAZIONE SULL’USO DEI NICK”

"RICORDO CHE LA CRITICA E' UN DIRITTO, LA CALUNNIA NO" DICE MARCHETTI

Lettere: "ECCO LA SPIEGAZIONE SULL'USO DEI NICK"

Nanni Gioiello è anche bravino e a volte pure spassoso, peccato abbia lo sguardo continuamente rivolto all’indietro. Ciò nonostante, giacché si rifugia dietro un nick name ignoto, non sapremo mai se accettare benevolmente le sue tirate d’orecchie poiché dovute alla serenità della vecchiaia o cos’altro. Nanni Gioiello, nel suo ultimo componimento, si paragona a quei tanti personaggi del passato che per necessità o estrosità, si celavano dietro nomi fittizi, ma prima di addentrarsi nel lungo elenco si preoccupa di ricordarci come siano “molti, variegati, e non necessariamente spregevoli i motivi che hanno indotto molti a usare uno pseudonimo”.

Poi fa una capatina in campo giuridico e alla fine, per rafforzare le giustificazioni sul proprio anonimato, aggiunge una prolungata postilla con la quale quasi si scusa: “Per quanto mi riguarda, da quando ho adottato la “deprecata” firma (…), mi sono fatto obbligo, proprio in virtù di questa scelta, di non scrivere nulla che fosse minimamente (e sottolineo minimamente) lesivo dell’onorabilità altrui e a questi principi mi sono attenuto. Sfido chiunque a dimostrare il contrario”.

Anche Mariopapi riconosce “alcuni se ne approfittano e fanno volutamente brumeggio (… a noi elbani) non ci dispiace provocare e gettare il sasso nel pagliaio”. In effetti, su tutta la vicenda mi pare che la ragione del contendere sia stata centrata da Oligisto, un altro che si vanta di fare uso di altri pseudonimi. Oligisto annota come non si può scrivere “quaquaraqua mi pare si adatti meglio a chi ha gestito e gestisce la vita politica del nostro paese, e in quanto a disonorare l’Elba non vorrei mai rubare il mestiere ai politicanti locali” e poi, come se nulla fosse, presentarsi davanti al proprio sindaco, alto o basso, donna o uomo, onorevole o dottore che sia. Da qui la spiegazione dell’uso del nome di comodo.

Cari furbescamente anonimi, vi ricordo che siamo in democrazia e la critica ai nostri governanti, grandi o piccoli che siano, è difesa dalla Costituzione. La calunnia no.

Lorenzo Marchetti

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Appunto. C’è una differenza enorme fra critica e calunnia (o meglio sarebbe dire diffamazione). La stessa che passa fra la libertà (estrema) e l’abuso. Ci passa un solco che qui non viene mai oltrepassato. Garantiamo noi, se non bastessero le buone intenzioni dei “nick”.

t.