LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

LETTERA SUL 1° MAGGIO ROSSONERO DI UNA FESTA ELBANA

MUSICA, VINO, GIOCHI, ABBRONZATURE, MA A POCHI METRI UN MONDO ALIENO

LETTERA SUL 1° MAGGIO ROSSONERO DI UNA FESTA ELBANA

C’era una festa del 1° maggio oggi all’isola. Non importa dove: all’aria aperta, in un posto bellissimo, uno di quelli che abbiamo la presunzione esistano solo qui. In campagna, ma si domina il mare, e s’intravedono sotto ville mozzafiato, seminascoste nel verde, delle oasi di pace e comodità che solo diverse centinaia di migliaia di euro possono garantire.

Alla festa tanta gente, normale, i bambini a giocare a pallone, le mamme a chiacchierare, i babbi alle prese con qualche bicchiere di vino di troppo. Il vicesindaco si dava da fare, controllava che l’organizzazione procedesse al meglio, e procedeva, certo, come sempre. Azzeccata la musica: De Andrè in concerto con la Pfm, poi le canzoni popolari riviste da De Gregori: “Saluteremo il signor padrone”, “L’Attentato a Togliatti”. Un mamma chiamava la figliola: “Nancy vieni qui”. Erano elbane, il nome un po’ meno. Un ragazzo si portava dietro la sua bandiera rossa e nera, una bandiera dell’anarchia. Un nastro rosso e nero su un quaderno di poesie di Pietro Gori, il poeta difensore degli oppressi. Bastava allontanarsi un po’, poche centinaia di metri dalla festa, scollinare, per scorgere un altro rossonero. Quello di una maglietta del Milan, una di quelle sintetiche, a maniche corte ma pesanti, invernali. La indossava un uomo di colore, di colore nero insomma. Aveva una zappa in mano. Ce n’erano altri con la zappa in mano. Lì ce ne sono, anche se siamo all’Elba. Fanno i muratori, quando va bene, lavorano nei campi, altrimenti. Altri tre africani stavano zappando un campo a vigne. Il primo maggio. Zappavano una terra dura, seccata dal sale: sotto c’era il mare. Un mare calmo, delle belle barche avevano dato fondo. A bordo si prendevano il primo sole: arriva l’estate.

Empirico