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Lettere: “PSEUDONIMI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI”

"LUNGO MA INCOMPLETO ELENCO DI NOM DE PLUME. ELBANI E NO"

Lettere: "PSEUDONIMI DI TUTTO IL MONDO UNITEVI"

Egregio direttore, sono molti, variegati, e non necessariamente spregevoli i motivi che hanno indotto molti a usare uno pseudonimo. La storia è piena di personaggi amati e celebrati che hanno ceduto a questo vezzo. Ne cito alcuni a mo’ d’esempio, per dimostrare come questa pratica, così diffusa nel tempo e nello spazio, abbia assunto una valenza così universale, da attraversare ideologie, classi sociali e categorie dello scibile umano. Si va da pensatori come Erasmo da Rotterdam e Voltaire, a poeti come Metastasio, Palazzeschi, Neruda, Fortini e Trilussa. Erano pseudonimi le firme di celebri scrittori come Molière, Stendhal, Svevo, Silone, Orwel e Moravia, e d’importanti esponenti del giornalismo contemporaneo: i corsivisti Fortebraccio (Paese sera) e Benelux (L’Unità) e i pubblicisti: Geronimo (Cirino Pomicino) Bancor (Guido Carli), Ghino di Tacco (Bettino Craxi). Più recentemente leggiamo Iena, Beppe di Corrado, Franco Mauri, Alta Società, l’Elefante, e chissà quanti altri.

Perfino intrepidi rivoluzionari, un tempo tanto cari al Marchetti, erano conosciuti solo con lo pseudonimo: Lenin, Stalin, Molotov, Tito, Che Guevara, Pancho Villa, Malcom X, Arafat. Per finire con i più modesti, ma altrettanto amati (dai compagni, s’intende) Wladimir Luxuria e Daniele Luttazzi.

E non dimentichiamo che molti illustri rappresentanti di quella “schiettezza elbana” rivendicata da Marchetti, usavano originali pseudonimi. Così sul giornale riese, Lo Sciabecco, l’on. Pilade Del Buono firmava Sciabolino e l’avvocato Vittorio Garbaglia firmava Glauco, mentre il dott. Giacomo Mellini, l’ing. Virgilio C. Appiani e il cav. Giuseppe Tonietti usavano via via nomi marinareschi come Scrivano, Mozzo, Nostromo, Cuoco di Bordo ecc.

E dal Corriere dell’Elba rendevano pan per focaccia firme altrettanto strvaganti come Volterraio, Eolo, Eco, Ilvanus, Ermes e Capitan Fracassa, che altri non erano se non i più eminenti personaggi pubblici di Portoferraio e Rio Castello, che rispondevano ai nomi rispettabili di Velez, Romanelli, Braschi, Cestari, Leonardi, Pellegrini (solo per citarne alcuni). Lo pseudonimo, quindi, è lungi dall’essere quella cosà così spregevole che si voul far credere, tanto che perfino il Codice civile, all’articolo 9, lo regolamenta e lo tutela.

Nanni Gioiello

ps: Per quanto mi riguarda, da quando ho adottato la “deprecata” firma che vede, mi sono fatto obbligo, proprio in virtù di questa scelta, di non scrivere nulla che fosse minimamente (e sottolineo minimamente) lesivo dell’onorabilità altrui e a questi principi mi sono attenuto. Sfido chiunque a dimostrare il contrario. La ringrazio per la consueta ospitalità e Le invio i miei più cordiali saluti.