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CAPOLIVERI PIEGATA A INTERESSI DI POTERE NASCOSTI

di Paolo BALLERINI (sindaco di Capoliveri)

CAPOLIVERI PIEGATA A INTERESSI DI POTERE NASCOSTI

(Abbiamo raccolto proprio ieri alcune dichiarazioni del primo cittadino capoliverese sul neonato movimento “Paese mio”, e sul presidente dell’associazione albergatori Mauro Antonini. Oggi è lo stesso Paolo Ballerini a intervenire sulle questioni con una lunga lettera).

Sono colpito dal comportamento del presidente dell’Associazione Albergatori elbana Mauro Antonini. Il Presidente Antonini ha un canale diretto con le Amministrazioni locali, come tutte le associazioni di categoria. A Capoliveri Antonini è stato ricevuto da me in qualità di sindaco quattro volte e per quattro volte le sue uniche richieste hanno riguardato una questione specifica: un fosso. All’Amministrazione comunale in carica non ha mai indicato problemi generali e bisogni particolari della sua categoria. Preferisce invece far recapitare lettere e comunicare a mezzo stampa tramite un movimento di opinione. Sembra un modo di agire nel pubblico quanto meno atipico. Se Antonini non ha la capacità di discutere direttamente con il sindaco e con la giunta comunale i temi legati alla qualità del territorio, ma ha bisogno di farsi rappresentare da un gruppo di opinione, ne traggo una valutazione politica precisa: al vertice dell’Associazione Albergatori c’è bisogno di rinnovamento. Il compito di questo soggetto deve essere adeguato alle esigenze giuste e legittime di un importante settore della nostra economia turistica. Pensare di rilanciare il settore alberghiero ripianando le buche e facendo manutenzione ordinaria – operazione doverosa e importante – interessandosi però soltanto delle spiagge poste nell’immediato intorno del singolo esercizio turistico, senza una visione d’insieme della qualità ambientale del territorio che è la vera risorsa sulla quale l’economia turistica si basa, mi pare una soluzione quanto meno naif. Un presidente dovrebbe essere in grado di predisporre un piano di sviluppo e innovazione del settore e non rivolgersi, come sempre, esclusivamente all’ente locale indicato comune unico responsabile di tutto quello che non va”.

Prendo spunto dai primi passi del movimento di opinione “Paese Mio” per rendere pubblica una riflessione che credo interessi a tutti. A mio modo di vedere non si possono piegare argomenti giusti e degni come quelli della manutenzione del territorio a fini altri, non detti, non esplicitati. Voglio mettere in luce un modo di comunicare in uso in questa comunità che insinua e non dice, se dice allude facendo in modo che passino nella società locale messaggi in codice indirizzati a persone note. Spesso gli argomenti specifici vengono utilizzati per demolire politicamente persone che rivestono pubblici incarichi gettando loro discredito, confondendo i ruoli istituzionali, spesso poco conosciuti. In questa comunità bisogna voltare pagina e imparare a dialogare con chiarezza e rispetto dei ruoli istituzionali. I rapporti trasparenti tra le istituzioni sono garanzia della democrazia praticata. Qui a Capoliveri spesso si piegano i ruoli ad interessi di gruppi di potere trasversali e nascosti. Questo è il vero male del nostro paese, per cui risolvere i problemi, anche quelli di ordinaria amministrazione, diventa complesso. Le piccole cose di tutti giorni sono doverose e non devono essere messe in contrapposizione con progetti di sviluppo altrettanto necessari. L’Amministrazione comunale in carica sta cercando di ammodernare la società locale partendo dai servizi alla comunità e dalla realizzazione di infrastrutture che rispondono all’interesse generale. Questa scelta politica di indirizzo è stata dettata dallo stato di abbandono trovato al nostro arrivo.

Capoliveri ha bisogno di farsi comunità, non deve piegarsi agli interessi particolari di gruppi economici dominanti, sempre gli stessi. Dobbiamo ripartire da una visione d’insieme, con progetti di lunga durata volti al bene comune. Avviene troppo spesso che il particolare e il personale rafforzino i soliti noti impoverendo la comunità. Non c’è vero sviluppo se questo non si traduce in un livello minimo di benessere per tutti. A Capoliveri c’è bisogno di un salto di scala. Ripartiamo dal rafforzamento delle istituzioni, della legittimità degli atti, dalla valorizzazione del nostro immenso patrimonio culturale e ambientale.