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AN: “PIANO DEL PARCO CAVALLO DI TROIA DELLE AMP”

SCONTRO SUL PERCORSO, SUL CONTENUTO E SULLA PATERNITA'. AGRESTI ATTACCA: "CI OPPORREMO, COSI' VOGLIONO CHIUDERE LA PRIMA FASE ISTITUTIVA DELLE AREE MARINE", LEGAMBIENTE: "IL MARE NON C'ENTRA"

AN: "PIANO DEL PARCO CAVALLO DI TROIA DELLE AMP"

Il percorso del Piano del Parco inizia in salita. Il tanto atteso strumento di pianificazione dell’area protetta dell’Arcipelago è al centro di un “caso” amministrativo e di uno scontro politico.

Dal punto di vista procedurale dovrà probabilmente tornare in Consiglio, dopo che l’approvazione in giunta è stata da più parti giudicata a rischio d’illegittimità. Nel merito si accende lo scontro fra Legambiente e An, che avverte: “Vogliono far passare sotto silenzio il primo passo istitutivo delle aree marine, con una disciplina che riguarda i cinque chilometri intorno a ogni isola”.

“Questo Piano non risponde alle esigenze di chi vive nelle isole”, attacca Andrea Agresti, vicepresidente della commissione Territorio e Ambiente del Consiglio regionale: “La fretta nell’adottare questo atto e il silenzio che ha seguito tale adozione – per il consigliere regionale – sono frutto evidentemente di una strategia politica che non tiene conto dei veri interessi ambientali, sociali ed economici delle popolazioni che vivono nell’arcipelago toscano e nei comuni costieri, ma evidenzia la tendenza a un ambientalismo ideologico e fine a se stesso”.

Lo scontro è sulla paternità del Piano (“E’ frutto del lavoro dei vostri” dice Legambiente, “Non credo proprio” risponde Agresti) ma soprattutto sulle ricadute a mare del Piano. “Di fatto – spiega Agresti – questo riorganizza non solo la porzione terrestre, ma anche la porzione a mare nei cinque chilometri intorno a ogni isola. Ricordiamo a tal proposito l’art.11 delle Norme tecniche di attuazione del Piano. Quindi mentre non viene identificata una specifica riorganizzazione o zonazione a mare nel programma coste, lasciando credere che non sia un problema affrontato e quindi si possa adottarlo senza rischi di ripercussioni, in realtà una volta che il Piano e il suo quadro conoscitivo verranno adottati sarà superata di fatto anche la prima fase di istituzione delle aree marine protette, proprio perché nel suo interno sono comprese tutte le problematiche legate al mare. Così facendo, con l’adozione del Piano si ottiene un duplice risultato: chiudere di fatto la discussione e autorizzare il programma coste, e contemporaneamente anche la prima fase istitutiva delle Amp. Tutto questo senza che possa essere oggetto di osservazioni.

Conclude Agresti: “Non mancheremo di presentare una puntuale interrogazione alla giunta regionale in cui evidenzieremo non solo i difetti del Piano, ma avanzeremo precise richieste a tutela di tutte quelle categorie che operano nel mare, dai diportisti a chi pratica la pesca professionale e sportiva”. Legambiente insiste: “Il piano non c’entra niente con le amp che saranno istituite solo dopo un accordo fra ministero e Comuni”. A Legambiente ribatte anche la consigliera Giuliana Bandone: “Alla supponenza di Legambiente rispondo che An da sempre si batte per conciliare tutela ambientale con vivibilità e sviluppo. Perciò quando parliamo sappiamo bene ciò che andiamo dicendo. Tanta arroganza e scompostezza da parte di Legambiente – continua Baudone – non fanno che sottolineare come questo movimento operi in opposizione politica, anziché nell’interesse di un ambiente per il cui bene dovremmo mettere insieme i cervelli, superando le barricate di politica e ideologia”.