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POLLUCE, ASSOLTI I VERTICI DELLA “TECNOSPAMEC”

ULTIMO ATTO DEL PROCESSO DI PRIMO GRADO: LA DITTA GENOVESE NON EBBE RESPONSABILITA' NEL SACCHEGGIO COMPIUTO DAI DUE INGLESI NEL 2000

POLLUCE, ASSOLTI I VERTICI DELLA "TECNOSPAMEC"

La “Tecnospamec” non ebbe alcuna responsabilità nel saccheggio del Polluce.

I legali rappresentanti della società genovese, specializzata in lavori marittimi e subacquei sono stati assolti oggi a Portoferraio, dove si è celebrato l’ultimo atto del processo di primo grado che vedeva imputati gli avventurieri inglesi George Sinclair e David Dixon, che nel 2000 saccheggiarono il relitto del Polluce, il piroscafo affondato nella notte del 17 giugno 1841 al largo di Capo Calvo.

La ditta genovese era accusata di aver collaborato fornendo i mezzi ai “pirati”: la procura di Livorno inviò quattro avvisi di garanzia ai vertici societari: Claudio e Luigi Di Martino, Sergio Cantarini e Francesco Matteucci dell’azienda genovese. Sono stati assolti tutti e quattro “per non aver commesso il fatto” riguardo all’imputazione di danneggiamento. Quanto all’ipotesi di reato di possesso illegale di beni del patrimonio archeologico, “il fatto non costituirebbe reato”. Anche nei confronti del quarto avventuriero francese Pascal Kainik, si è deciso di non doversi procedere per l’avvenuta prescrizione dei reati, e per la conseguente estinzione.

Gli inglesi già condannati, dopo aver chiesto e ottenuto le autorizzazioni necessarie si posizionarono sulla perpendicolare del Polluce, con un rimorchiatore di 60 metri – affittato appunto a Genova – munito di idrovore, di una gru e di una potente benna, con cavi d’acciaio capaci d’arrivare fino a 100 metri di profondità. Fecero razzia di quanto era possibile, a costo di sfasciare parzialmente il relitto.

Per fortuna i Carabinieri del nucleo fiorentino di tutela del patrimonio artistico riuscirono a bloccare parte del tesoro proprio al momento di essere messo all’asta. Nell’aprile dell’anno scorso Dixon e Sincliar furono ritenuti colpevoli e condannati a 1 anno e sei mesi, pena poi estinta per via dell’indulto. La posizione di un terzo protagonista dell’azione era stata archiviata per dei vizi di forma.

rb