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L’ELBA DI BERLUSCONI PUO’ VOTARE I NOSTRI SINDACI

di Lorenzo MARCHETTI (Partito democratico)

L'ELBA DI BERLUSCONI PUO' VOTARE I NOSTRI SINDACI

Solo una minoranza dei rispettivi elettori del 2006 ha votato per la Sinistra Arcobaleno. Leggo che per Renato Mannheimer i flussi di voto suggeriscono come gran parte dei restanti ha voluto dare un voto “utile” o “punire” la coalizione Prc, Pdci, Sd e Verdi per avere, in qualche misura, ostacolato l’azione del governo Prodi: quei “no” su molte decisioni o questioni.

Un’altra quota significativa ha voluto manifestare il proprio disagio rifugiandosi nell’astensione, oppure optando per la Lega e, soprattutto, per Di Pietro. Altri ancora hanno scelto Walter Veltroni. Proseguo, così, nelle mie letture: sotto il tendone di una festa leghista “Un imprenditore tessile con i suoi operai, tutti elettori di Bossi. Perché qui gli interessi dell’impresa e dell’operaio coincidono, e quando va male si comincia a ragionare sui problemi”. Sospendo la lettura del giornale e rifletto: oramai l’elettorato è mobile, ora molto più di ieri, e nessun partito può vantare i voti ottenuti (pochi o tanti che siano) come si trattasse di un pacchetto azionario acquisito (è roba d’altri tempi!).

Fra un anno l’isola sarà interessata dal rinnovo di cinque amministrazioni, tutte in qualche modo si richiamano al centrosinistra. Il Partito democratico, pertanto, è chiamato a svolgere quel ragionamento che fin’ora non c’è stato a causa dell’incalzare degli eventi: Primarie del 14 ottobre e successive assemblee costituenti, nascita degli otto circoli di base (gennaio – febbraio) e conseguenti assise intercomunale e territoriale, l’imprevista campagna elettorale iniziata a marzo. Nulla, in ogni caso “pacatamente e serenamente”, deve essere dato per scontato se non quello che i cittadini, senza ragionamenti ideologici o espressioni di voto regresse, sono portati a scegliere liberamente sulla base “del fare” e, quindi, secondo “l’idea” di isola e di Comune, espressa da questo o quel candidato a sindaco.

Se quella metà di cittadini dell’Elba che ha scelto Berlusconi per amministrare l’Italia, dovesse scegliere chi mandare ad amministrare il comune, potrebbe votare un sindaco a capo di una lista civica di segno opposto.