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BRAVI, TANTE “RIVOLUZIONI” PER DIMEZZARE LA SINISTRA

"PCI, PSI, PSDI, PR E PRI AVEVANO IL 57% ALL'ELBA, ORA IL PD E' AL 33"

BRAVI, TANTE "RIVOLUZIONI" PER DIMEZZARE LA SINISTRA

Lo hanno decretato gli esperti: ieri si è spenta la “Seconda Repubblica” e per quanto mi riguarda, anche se morta giovane, ne prendo atto senza rimpianti.

Anzi tiro un bel sospiro di sollievo, perché al suo esordio (avvenuto tra i migliori auspici, suscitando speranze e aspettative) sapevo già cosa sarebbe diventata. Oggi, come previsto, lascia il Paese prostrato, in un clima da day after. Nessun guasto della Prima Repubblica è stato sanato, ma in compenso altri e più gravi se ne sono aggiunti: primo tra tutti, la povertà, quella vera, quella nera.

Ma i danni non sono solo materiali: alla miseria economica dobbiamo aggiungere quella politica di un Parlamento zeppo di portaborse. Un Parlamento che vede la sinistra rappresentata da appena il 33,1 per cento (Calearo e Colaninno inclusi). A tanto ci ha portato “l’empio disegno” di Occhetto, D’Alema, Veltroni e company, quando, caduto il comunismo, anziché ricercare l’unità politica coi socialisti e le forze laiche, pensarono bene di contribuire alla loro soppressione per via giudiziaria.

Ecco, finalmente ci siamo! Immagino che saranno contenti se, con l’ultimo affondo di Veltroni “Il Buono”, è morto definitivamente il Psi; ma c’è un però: i voti socialisti mancano all’appello e con i voti socialisti sono scomparsi anche quelli della sinistra radicale e ambientalista. E pensare che nel 1987 (ultima elezione della prima repubblica) la sinistra in Parlamento era forte di un bel 54,6 per cento. E all’Elba, la debacle della sinistra è ancora più marcata: da noi nell’87 rappresentava il 56,86 per cento degli elettori, mentre oggi, il Pd non arriva al 31 e ha perso il primato perfino nelle piazze storiche di Rio Marina e Rio nell’Elba.

I Democratici (una volta questo nome lo avrebbero preso come un mezzo insulto) devono rendersi conto che gl’italiani (e gli elbani in modo particolare) non si fidano più di loro, del loro finto buonismo, del loro tatticismo esasperato, del loro ambientalismo ambiguo e ideologico. Non amano i protocolli d’intesa, i tavoli di concertazione, gli assessorati al Perdono.

Gl’Italiani e gli elbani vogliono vedere risolti i loro problemi quotidiani: vogliono ministri che facciano i ministri e sindaci che facciano i sindaci e non gli attivisti di partito. Buona terza repubblica a tutti!

Nanni Gioiello