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QUALCOSA CHE FUNZIONA? PER ESEMPIO IL TEATRO

di Carlo RIZZOLI

QUALCOSA CHE FUNZIONA? PER ESEMPIO IL TEATRO

Cinque minuti di applausi del pubblico dei Vigilanti – meritato omaggio agli attori e al giovane e bravissimo autore-regista fiorentino Stefano Massini di “L’odore assordante del bianco” – hanno chiuso martedì scorso una (finalmente) bella stagione teatrale elbana realizzata in collaborazione con Fondazione Toscana Spettacolo.

I numeri (1283 presenze in 8 spettacoli, compresi i 51 abbonati) stanno a dimostrare il successo anche di pubblico di un cartellone di prosa che ha spaziato un po’ in tutti i generi, con sapiente capacità di diversificare restando sempre nell’ambito di una stimolante qualità. A dare la sensazione che non si è trattato di un caso, stanno anche i risultati della ‘stagione ragazzi’, rassegna che ha coinvolto 1500 bimbi e giovani di scuole materne, elementari e medie. Chiedersi cosa sia stato a rendere possibile un così consolante risultato non è un esercizio ozioso ma bensì egoista, un modo per far tesoro delle scelte intelligenti fatte per – magari – replicarle.

Certamente l’Amministrazione comunale ha messo a disposizione risorse maggiori di altri anni, ma di sicuro è giusto ricordare chi, su incarico dell’assessorato alla Cultura, ha seguito programmazione, organizzazione e promozione delle rassegne teatrali. Non me ne vorrà, quindi, Ida Goglia se la cito senza averglielo chiesto, ma non mi parrebbe giusto rimuovere l’informazione che dietro ad una cosa ben fatta c’è sempre della competenza; nel nostro caso quella di una persona che, scegliendo diversi anni fa di vivere all’Elba, ha portato con sé l’importante esperienza lavorativa avuta con il circuito teatrale regionale del Veneto.

Anche la rassegna gratuita del “Cinema delle isole”, che da un paio di mesi porta ogni giovedì sera almeno cento persone da tutta l’Elba al cinema Cosmopolis a rivedere o anche a godersi per la prima volta un grande film che ci era sfuggito, o i concerti classici e di jazz che ci avvicinano al settembrino festival “Elba Isola Musicale d’ Europa”, sono segnali innegabili di risveglio della cultura portoferraiese ed elbana, un esempio positivo che va ricordato per stimolare l’ amministrazione a proseguire su questa strada, ma anche un modo corretto di fare informazione che parli – finalmente- anche delle cose che funzionano e non solo di ciò che va male.

Se si continuerà in questa direzione, se cioè la spesa per il teatro e la cultura in genere diventerà “storica”, trovando cioè posto fisso nei capitoli di bilancio dell’Amministrazione comunale, allora si potrà usare a ragion veduta il termine “città” davanti a “Portoferraio”, senza più quell’altrimenti inevitabile e intima sensazione di stare, forse, un poco esagerando.