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IL PARCO C’E’, E L’ECONOMIA ISOLANA E’ VIVA E VEGETA

di Guido SCOCCIANTI (presidente WWF sezione regionale Toscana)

IL PARCO C'E', E L'ECONOMIA ISOLANA E' VIVA E VEGETA

In pochi giorni sembra di essere tornati indietro di 15 anni. Stiamo infatti assistendo, da varie fonti, a clamorose dichiarazioni di allarme nei confronti del progetto di istituzione dell’area marina protetta dell’Isola del Giglio, a veri e propri presagi di sventura, a una complessiva campagna di disinformazione che sembra voler ripercorrere quella che era stata scatenata 15 anni fa contro l’istituzione del Parco a terra nell’Arcipelago.

Anche allora c’era chi diceva che gli abitanti sarebbero stati “derubati” delle loro isole e dei loro terreni, che l’economia sarebbe crollata, che il Parco avrebbe portato chissà quali vincoli “totalitari” e così via. Eppure il Parco è stato istituito e, a quanto ci risulta, l’economia dell’Arcipelago è ancora viva e vivace e anzi le Isole toscane hanno acquistato un elemento di qualità e di attrazione turistica in più, con un ulteriore marchio di qualità spendibile in Italia e fuori, e accanto a questo ha qualche speranza in più che il patrimonio naturale su cui l’economia isolana si basa possa sopravvivere nel tempo (in modo da assicurare un futuro a chi sulle isole vive).

Il problema è anzi che il Parco in questi anni ha lavorato troppo poco (per tanti motivi che conosciamo e che non sono oggetto di questo comunicato) e non certo che ha lavorato troppo. Se in futuro riuscirà a farlo, i benefici della sua presenza saranno sempre più visibili negli anni. Oggi una cosa analoga sta succedendo per l’area marina protetta. Che il Parco dell’Arcipelago Toscano sia solo un “Parco a terra” sembra un controsenso di per sé su cui non sembrerebbe neppure necessario discutere, ma evidentemente non è così. Eccoci quindi che, giunti finalmente a concreti progetti di istituzione di una adeguata protezione a mare, c’è chi promette sventure, chi grida al ladro (“ci portano via il mare”), e forse chi vuole sfruttare il tutto a fini politici.

A chi si sta adoperando in questa “campagna”, il WWF dice che l’Isola del Giglio, le altre isole dell’Arcipelago e chi vi abita non meritano e non possono essere svenduti a interessi particolari, economici o politici, di qualcuno. Le Isole sono un bene comune, in primis dei loro abitanti, che deve essere salvaguardato nell’ottica di una gestione sostenibile, unico modo perché tale bene possa essere durevole.

Si è arrivati fino a tacciare il presidente del Parco di essere “esaltata espressione politica” solo perché ha sostenuto l’istituzione dell’area marina protetta (cos’altro dovrebbe fare un presidente del Parco?). Evidentemente sono polemiche sterili e che non sono utili a nessuno perché perdono di vista il merito del problema, ovvero garantire all’Isola del Giglio e a chi ci vive uno sviluppo strettamente legato al mantenimento dei valori naturali che hanno costituito ad oggi la loro bellezza e ricchezza.

La conservazione di questi valori passa necessariamente attraverso una adeguata tutela anche del mare e quindi attraverso l’istituzione delle aree marine protette. Lavoriamo concretamente e fattivamente per questo. E’ questo che il WWF chiede al Comune, al Parco e a tutte le forze politiche e sociali. Per il bene delle isole e dei loro abitanti.