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Lettere: LA PROVINCIA NON E’ PEGGIO DI ALTRE PROPOSTE

"NON SARA' POPOLARE, MA COSTA MENO DELLE COMUNITA' ED E' ELETTIVA"

Lettere: LA PROVINCIA NON E' PEGGIO DI ALTRE PROPOSTE

Da quando s’è fatto riformista, m’è accaduto raramente di polemizzare con Marchetti. Non solo, ma più di una volta ne ho condiviso le posizioni. Questa volta, però, mi rincresce dirlo, “era meglio se se ne stava”. Eh sì, questa volta l’ha sparata grossa. Oggi, per un esponente del Pd, definire “guazzabuglio” le liste del Berlusca mi sembra veramente un bell’azzardo. Non che il Cavaliere abbia messo su una grande squadra, tutt’altro. Ma non ha brillato neanche la parte avversa, quella tanto cara al Marchetti. Anzi, se è possibile, è riuscita persino a fare di peggio.

Soprattutto per il metodo verticistico e poco democratico con cui sono stati scelti i candidati. E’ evidente, infatti, che quei due o tre personaggi che comandano il Pd, per sembrare più interclassisti e radicati nella società italiana, cioè per pura questione d’immagine e propaganda, hanno fatto una “campagna acquisti” di figurine, assemblando alla rinfusa: laici incalliti con esponenti dell’Opus Dei; operai cassintegrati con “falchi della Confindustria”; rampolli della “Razza-padrona” con ingenue ed inesperte ragazzotte. Così, oggi, i “democratici” si dividono al loro interno tra fans di Zapatero e seguaci della destra spagnola; amici di Ségolène Royal e simpatizzanti di Sarkozy, gente che in Europa, si schiera su fronti avversi: socialisti gli uni, popolari gli altri. Per di più, questa umanità varia, non avvezza al “vecchio centralismo democratico”, parla e rilascia dichiarazioni ingombranti, spesso compromettenti, del tutto inusuali per gli eredi di Togliatti. Ricordo a mo’ d’esempio il falco Calearo propenso a santificare Mastella per il “grande merito” di aver fatto fuori il governo Prodi. Come si vede, ogni coalizione ha le sue pene!

Voglio spezzare, infine, una lancia in favore di Barani, un sindaco che prima di amministrare Villafranca, ha reso ricco e moderno (ma anche dedipietrizzato) il comune di Aulla. Per quanto mi riguarda, non sono del tutto convinto della realizzabilità di una provincia autonoma dell’Elba, ma nella proposta dell’esponente socialista non rilevo alcuna contraddizione, perché la soppressione dell’istituzione provincia potrebbe benissimo non riguardare quelle autonome, che hanno, come noto, finalità e ordinamenti specifici. Insomma, la foga anti-Barani sembra degna di miglior causa: forse le nuove province non sono molto popolari oggi presso l’opinione pubblica “anti-casta”, e probabilmente questa non si farà mai, ma mentre un nuovo ente comprensoriale (comunità di qualcosa) richiederebbe risorse aggiuntive, la Provincia ne sottrarrebbe pro-quota a Livorno. E il vantaggio sarebbe che potremmo eleggerne il presidente. Insomma, sarà un’idea discutibile, ma non più di altre.

Nanni Gioiello