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PROVINCIA DELLE ISOLE, GIOCO SULLA PELLE DEGLI ELBANI

di Pino LUCCHESI

PROVINCIA DELLE ISOLE, GIOCO SULLA PELLE DEGLI ELBANI

Ci mancava un profondo conoscitore di cose elbane come Lucio Barani (quello – ricordate? – del monumento a Craxi!) ad intorbidare ancora di più le acque sul futuro della Comunità Montana con la sua fantasiosa proposta di legge per l’istituzione di una nuova provincia dell’arcipelago toscano. Superando in fantasia lo stesso Napoleone (che con si era “allargato” così tanto da pensare al un regno che addirittura comprendesse tutte le isole dell’arcipelago) il Barani sembra anche dimenticare che con lo scioglimento delle Camere decadono tutte le Proposte di legge e quindi parla del nulla, ma contribuisce ad aumentare la già abbondante confusione esistente in materia.

Da buon “berluscones” di complemento, segue l’esempio del capo e quindi, probabilmente assiso tra i castagni della selva di Filetto, apre la bocca tanto per dare qualche segnale di vita (politica, si intende) salvo ritrattare tutto se le circostanze od ordini superiori lo richiedono. Bella fine, nella diaspora socialista, questa del craxian-berlusconiano Barani, una prima volta eletto con i voti democristiani in una improbabile lista Dc-Socialisti che recupera la posizione del meglio piazzato tra gli esclusi ed ottiene alcuni posti in Parlamento, e questa volta inserito direttamente nel listone Pdl anche se in una posizione “ballerina” che non gli fa dormire sonni tranquilli e gli da le allucinazioni, come questa della provincia elbana.

Ma che fanno questi Berluscones di complemento? Con una mano chiedono l’abolizione della provincie, con l’altra vogliono istituire nuovi carrozzoni? Smettiamola di giocare con la pelle degli altri. Nel merito ci vuole solo fantasia e coraggio. Personalmente ritengo che il governo Prodi abbia sbagliato presentando un provvedimento abborracciato e generico, ma poi abbia seguito correttamente, trattandosi di strutture presenti su territori molto diversi tra loro, l’esigenza di un corretto processo federalistico, affidando alle Regioni le decisioni ultime in materia.

Ma le regioni non debbono solo scegliere se sopprimere, accorpare, ecc. Possono liberamente legiferare. E non c’è alcun vincolo per decisioni specifiche su un determinato territorio, anche da mettere in campo in forma innovativa ed al di fuori di schemi rigidi magari attingendo ai molti esempi presenti in Europa per zone bisognose di una tutela particolare. Più Zapatero, nel caso, meno Berlusconi.