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IL BOMBARDAMENTO DI PORTOFERRAIO 64 ANNI FA

OGGI LA RICORRENZA DI UNO DEI MORIRONO 45 PERSONE SOTTO LE BOMBE

IL BOMBARDAMENTO DI PORTOFERRAIO 64 ANNI FA

Come abbiamo ricordato due settimane fa -in occasione del disinnesco della bomba della Linguella – il 19 marzo per l’Elba non è affatto una bella data da ricordare.
Fu proprio il 19 marzo 1944, infatti, che un aereo americano sganciò l’ordigno fatto brillare due domeniche fa dagli artificieri nella cava di Colle della Sales.

Ma perché l’Elba in quel periodo, era un obiettivo militare? Fino al settembre 1943 l’Elba non fu direttamente coinvolta nelle vicende belliche, che al contrario, stavano sconvolgendo l’Italia. Ma l’armistizio dell’8 settembre con gli anglo-americani rese difficile la nostra posizione nel conflitto e anche l’isola venne a trovarsi purtroppo in una guerra che onestamente stava divenendo insostenibile. La situazione precipitò, proprio l’8 settembre con il primo bombardamento tedesco, a cui seguì l’immediata occupazione dell’isola da parte delle truppe germaniche.

Da quel momento iniziò per l’Elba il calvario della guerra con tutte le sue terribili conseguenze. Di molte incursioni aeree resta memorabile nella storia della nostra città quella del 19 marzo 1944, giorno di S. Giuseppe, perché fu un altro momento di grande distruzione, e di grave lutto.

Alle 11 e 30 di quella mattina, l’Elba venne sorvolata minacciosamente da aerei americani, essendo diventata anche per loro “obiettivo sensibile” dopo lo sbarco ad Anzio. Le bombe cadute su Portoferraio provocarono la morte di 45 persone e gravi danni all’abitato e alle strutture industriali. Da allora, in almeno tredici bombardamenti dei circa venti che sconvolsero l’Isola, furono sganciate sugli Alti Forni di Portoferraio non meno di 150 bombe che distrussero il lavoro e il sacrificio di circa mezzo secolo.

Solo con lo sbarco dei francesi (dal 17 al 20 giugno 1944), giunse anche per l’Elba la tanto sospirata liberazione.

Le notizie sono tratte dal libro
“1940 – 1945, cronache elbane” di Gianfranco Vanagolli