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MOBY: CATEGORIE ALL'ANGOLO, ISTITUZIONI SOTTO ESAME - Tirreno Elba News
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MOBY: CATEGORIE ALL’ANGOLO, ISTITUZIONI SOTTO ESAME

LA PROTESTA DELLE ASSOCIAZIONI D'IMPRESA GIUDICATA MIOPE, INFANTILE, MALEDUCATA E PROVOCATORIA. RIFONDAZIONE FUORI DAL CORO. TIMIDI IMPEGNI DA PARTE DELLA REGIONE, APPELLO DI KUTUFA', GARANZIE DELL'APP

MOBY: CATEGORIE ALL'ANGOLO, ISTITUZIONI SOTTO ESAME

“Bellini” a parte, l’amministratore delegato di Moby, Luigi Parente, ieri ha portato a casa un risultato niente male: l’azienda ha praticamente messo sotto osservazione l’Elba e le sue istituzioni, promettendo che resterà se vedrà qualche risultato apprezzabile nell’elaborazione di un progetto di sviluppo serio (“su questo ho qualche riserva”, il suo scetticismo).

Uno schema del genere vede le categorie economiche messe all’angolo. Le associazioni locali si sono infilate in una posizione scomodassima: sul banco degli imputati (in contumacia), e oltretutto sconfessate – almeno la Cna e la Confcommercio – dai rispettivi livelli provinciali, che hanno contattato il sindaco di Portoferraio per scusarsi con lui per l’assenza dei locali. Qualcuno addirittura ha pubblicamente ipotizzato che – su questa scelta – non rappresentino davvero gli associati, e in generale le categorie sono state tacciate di qualunquismo (Peria), atteggiamento provocatorio (Kutufà e Guerrieri), miopia e maleducazione (Schezzini), infantilismo (Alessandro Mazzei, capogruppo maggioranza ma anche Marcello Giardini, della opposizione).

Fuori dal coro Daniele Palmieri, di Rifondazione Comunista, che ha definito scorretto il dubbio sulla reale capacità rappresentativa dei vertici delle associazioni d’impresa, pur ammettendo che “c’è anche qualcosa di preelettorale”. Anche nella sostanza Palmieri ha rilevato un’incoerenza fra la scelta liberista di tutti gli altri (Pd e centrodestra) e le proteste contro delle concrete decisioni assunte da privati in ossequio a evidenti interessi di mercato.

Per tornare all’ “alleanza fra Elba e Moby” (il copyright è ancora di Parente) Regione e Provincia sono state chiamate a “garantire” che gli enti locali elbani – e magari anche le forze economiche – righeranno dritti e tutti nella stessa direzione. “Ci vuole coesione, ci vuole coesione”, lo ha ripetuto varie volte il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, compiacendosi di un clima che “dà ragione a chi come me è ottimista, e torto a chi fa inutili e dannose provocazioni”, per concludere con un appello alla “ragionevolezza” anche sui fanghi: “Un’opportunità da non perdere”.

La Regione ha portato in dote alcuni timidi impegni. L’assessore regionale al Lavoro, Gianfranco Simoncini, ha parlato di un sostegno e di una revisione del “progetto Elba”, e di un interessamento alla vertenza dei dipendenti della Balena Blu (esigenza forse superata). Ma l’assessore al Lavoro ha promesso anche – per la verità con estrema prudenza – che la giunta valuterà anche la questione della privatizzazione di Toremar. Si pensa alla possibilità di un intervento diretto, magari in una società con mista pubblico-privato con le forze economiche locali.

Decisive, per il futuro dei collegamenti marittimi, saranno le decisioni dell’Autorità portuale sulle linee. Anche su questo Moby ha avuto risposte importanti e abbastanza chiare dal presidente Guerrieri. “Gli spazi ci saranno con le nuove banchine – ha detto – ci sono anche ora, ma sono esigui e se qualcuno vuole entrare può farlo, ma a condizione che resti per tutto l’anno. Comunque chi ha sempre operato qui ha diritto a continuare, lo dice la legge”.

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