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CONTINUITA’ TERRITORIALE, PROBLEMI ALLA CAMERA

PERCORSO A OSTACOLI PER LA PROPOSTA DI ESTENDERE ALL'ELBA I BENEFICI DEL TRASPORTO AEREO. LA COMMISSIONE BILANCIO: CLAUSOLA DI COPERTURA SCORRETTA. CHIESTA UNA RELAZIONE AL GOVERNO. DUBBI ANCHE NELLA XIV

CONTINUITA' TERRITORIALE, PROBLEMI ALLA CAMERA

Non è un cammino facile quello della continuità territoriale per l’isola d’Elba. La proposta di legge, presentata a settembre 2006 dall’onorevole Silvia Velo (Ds), vuole estendere anche al traffico della Pila (con un onere per lo Stato di 350mila euro) le misure concepite per compensare i disagi delle località “svantaggiate”, introducendo in pratica degli “sconti” per chi usufruisce del trasporto aereo. La proposta, caldeggiata dalle categorie economiche e sostenuta anche da comuni e Comunità Montana dell’Arcipelago, ha iniziato il suo iter a luglio, con l’esame in commissione Trasporti della Camera, che ha subito approvato degli emendamenti di natura tecnica presentati dallo stesso relatore Velo. Dopo il seguito dell’esame, il 10 e il 12 luglio, il 18 la XIX commissione ha inviato il provvedimento alla Affari costituzionali, che ha dato parere favorevole (come positivo è stato quella della Affari regionali).

I problemi sono nati nel corso dell’esame delle commissioni Bilancio e Unione europea. Il presiedente della Bilancio, Lino Duilio (Margherita) in base a un’analisi del servizio studi interno alla Camera, ha fatto presente intanto “la necessità di acquisire i dati posti alla base della quantificazione” degli oneri finanziari, anche perché “la disciplina degli oneri di servizio pubblico per il trasporto aerei è stata estesa ad altri ambiti territoriali, con un incremento dell’onere”, oltre i 51 milioni di euro previsti dalla legge del ’99. Altro rilievo del presidente: la clausola di copertura “non appare formulata correttamente”. Questo perchè i 350 mila euro per 3 anni (da recuperare con la riduzione degli accantonamenti ministeriali) sono “una copertura limitata al triennio”, mentre gli oneri sono “di carattere permanente”.
Alla luce di questi problemi, anche il viceministro dell’Economia, il verde Paolo Cento, ha chiesto di “acquisire elementi di verifica della quantificazione degli oneri, e la predisposizione di una relazione tecnica”, che la commissione ha chiesto al governo (il ministero dei Trasporti aspetta anche il parere dell’Economia).

Ma problemi sono emersi anche nella commissione Unione europea, sulla “validità dello strumento” della continuità territoriale”, e “sull’opportunità di fare ricorso a tale strumento, in assenza di un quadro normativo generale, in alcune aree del territorio nazionale” (virgolettati del presidente di commissione, Franca Bimbi, dell’Ulivo). Il leghista Pini ha sollevato dubbi sul provvedimento, come il verde Arnold Cassola, che si è detto contrario all’applicazione del principio della continuità territoriale al trasporto aereo: “Considerato che l’isola d’Elba, date le sue dimensioni, ha forti problemi di sostenibilità ambientale”, a suo giudizio “sarebbe più opportuno rafforzare i trasporti marittimi”.
Il forzista sardo Mauro Pili ha rilevato “una palese contraddizione nella relazione alla proposta di legge”: “l’ “interpretazione del principio di continuità territoriale è opposta a quella tradizionalmente accolta dal legislatore italiano”. Infatti “mentre la continuità territoriale è sempre stata riservata soltanto a favore dei residenti (…) la relazione alla proposta di legge collega questo principio allo sviluppo dell’attività turistica e quindi non limitato ai soli residenti”. E la presidente ha osservato “che dalla relazione introduttiva della proposta di legge non emergono particolari elementi da cui possano trarsi conclusioni in ordine alla necessità della continuità territoriale dell’Elba”.
Alla fine è il parere è stato positivo ma condizionato al fatto che la commissione di merito “valuti l’esigenza di affrontare in modo organico ed unitario la materia della continuità territoriale (…) anche alla luce delle regole comunitarie della concorrenza e della sostenibilità ambientale, in particolare la valutazione ambientale strategica e la valutazione di impatto ambientale”, e “l’opportunità di chiarire la possibilità di applicazione del principio della continuità territoriale ai diversi soggetti che viaggiano da e verso le aree interessate”. Insomma, la strada è in salita per l’aeroporto elbano.

Tenews