LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

“CARO TOZZI, DAVVERO NON SI FANNO AFFARI NELLE AMP?”

UN LETTORE: "MA UN PO' DI BENE GLIELO VUOLE ALL'ELBA? COM'E' STATO POSSIBILE, NEL SUO BEL PROGRAMMA DI SABATO, PARLARE PER ORE DI ETRUSCHI E MINERALI LAVORATI A POPULONIA SENZA NEANCHE CITARLA?"

"CARO TOZZI, DAVVERO NON SI FANNO AFFARI NELLE AMP?"

Egregio Mario Tozzi, spero mi perdonerà se le scrivo dietro questo nome per giunta un po’ ridicolo. Non la consideri una mancanza di rispetto, ma una necessaria precauzione personale e professionale che si rende necessaria per il brutale trattamento mediatico normalmente riservato alla “Vandea antiparco” dall’illuminata e democratica élite dei legambientalisti che ci sono toccati in sorte.

Caro presidente, non ho nessun motivo particolare di ostilità nei suoi confronti. La famosa intervista della “seduta psicanalitica” è acqua passata, e denotava semmai – come si disse – un approccio nonpolitichese che non era nemmeno disprezzabile. Sono piacevolmente sorpreso dall’impegno che mi pare profondere in questo nuovo incarico (spesa alla Coop esclusa) e ho molto apprezzato il tono moderato e prudente con sui si è proposto dalla De Laugier in poi. Ora però mi perdoni: non è per fare processi alle intenzioni, ma ho seri dubbi che sia sincero, e temo che si tratti invece di una pura scelta tattica e di facciata, e la cosa non mi fa stare tranquillo.

La conferma mi viene dalla lettura di alcuni suoi brevi interventi sulla comunity della Rai dedicata mi pare ai temi dell’ambiente. In uno di questi m tozzi domanda ai suoi interlocutori: “Ma avete idee delle competenze di un presidente di parco nazionale?”. E riflette: “Comunque non è una cattiva idea far pagare per un accesso in area protetta, come si fa dovunque nel mondo (vedi Galapagos), purché quei denari finiscano alla stessa area e la migliorino. Se poi nelle aree protette non si fanno affari pazienza: mica sono nate per questo”.
Ora, caro professore, io non la voglio inchiodare a una scritta tre mesi fa (comunque quando era già presidente del Parco). Le riconosco il diritto di avere idee e opinioni personali, da cittadino e da studioso, e penso di doverle distinguere dagli atti che adotta e dalle dichiarazioni che rilascia come presidente di un ente pubblico. Tanto più che non dipende (solo) da Lei, l’istituzione dell’area marina protetta, che oltretutto entri certi limiti auspico, perlomeno a difesa delle invasioni barbariche dal Continente.
Però…però questa cosa mi preoccupa. Mi preoccupa l’approccio tranchant, e mi preoccupa la sottovalutazione delle attività umane che in questa area marina – in quest’isola, in questa terra – ci sono e vogliono continuare ad esserci.
Con tutto il rispetto, caro professore, gli eventi mi confermano che “l’ambiente è cosa troppo complessa per lasciarlo difendere agli ambientalisti”.
Un’altra cosa, che non c’entra niente, ma c’entra, perché potrebbe testimoniare il grado di attenzione e di amore per una terra che oggi dovrebbe essere anche un po’ la sua. Ho seguito (a bocca aperta, come mia figlia) il suo bel “Gaia” di sabato sulla Rai (complimenti). Ora, professore, io non pretendo davvero che Lei faccia il “piazzista” dell’Elba nei suoi programmi. Ma Le chiedo: in un documentario di un paio d’ore sugli Etruschi, in cui di trova il tempo di aprire delle finestre sulla omosessualità animale e sulle cascate del Niagara, in cui si parte dalla Roma di Tarquinio Prisco per arrivare a Pescia, e infine ai resti di Populonia e ai minerali lavorati dagli antichi abitanti dell’Etruria. In tutta questa notevole trasmissione (girata chissà quando) era proprio impossibile infilarci la parola “Elba”? Oppure non l’ho sentita io?
Insomma, un pò di bene glielo vuole a quest’isoletta?

Con viva cordialità

Tarquinio il Superbo