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ITER, REGOLAMENTO E GESTIONE DELLE AREE MARINE - Tirreno Elba News
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ITER, REGOLAMENTO E GESTIONE DELLE AREE MARINE

PERIMETRI, ZONE E TUTELE SARANNO NELLO SCHEMA DI DECRETO ISTITUTIVO

ITER, REGOLAMENTO E GESTIONE DELLE AREE MARINE

Per aiutare i lettori a meglio orientarsi nella questione del momento, illustriamo l’iter istitutivo, la nozione di regolamento e gestione di un’area marina protetta, il tutto corredato dall’imamgine della ipotesi ministeriale del 2005.

Che cos’è un’ A.M.P. e come nasce:

Perché si possa istitutire un’Amp è necessario che un tratto di mare sia individuato per legge area marina di reperimento.
Una volta avviato l’iter istruttorio, il tratto di mare viene considerato area marina protetta di prossima istituzione.
Le aree marine protette sono istituite ai sensi delle leggi n. 979 del 1982 e n. 394 del 1991 con un Decreto del Ministro dell’ambiente che contiene:
-la denominazione e la delimitazione dell’area
– gli obiettivi e la disciplina di tutela a cui è finalizzata la protezione.
Ogni area è suddivisa in tre tipologie di zone (A,B,C) con diversi gradi di tutela.
Le Amp sono costituite da ambienti marini, composti dalle acque, dai fondali e dai tratti di costa prospicenti, che presentano un rilevante interesse per le caratteristiche naturali, geomorfologiche e fisiche, con particolare riguardo alla flora e alla fauna marine e costiere e per l’importanza scientifica, ecologica, culturale, educativa ed economica che rivestono.

L’iter per l’istituzione di un’area marina protetta:

Nell’ambito dell’elenco di aree di reperimento stabilito dalle leggi, per l’effettiva istituzione di un’area marina protetta occorre innanzitutto disporre di un aggiornato quadro di conoscenze sull’ambiente naturale d’interesse, oltre ai dati necessari sulle attività socio-economiche che si svolgono nell’area.

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Servizio Difesa del Mare, per l’acquisizione di tali conoscenze e dati può anche avvalersi di istituti scientifici, laboratori ed enti di ricerca. Gli studi sono generalmente distinti in due fasi: nella prima viene esaminata la letteratura già esistente sull’area; nella seconda fase vengono effettuati gli approfondimenti necessari per un quadro conoscitivo concreto ed esaustivo.
Successivamente gli esperti della segreteria tecnica per le Aree Marine Protette (art.2,co.14 L. n. 426 del 1998) possono avviare l’istruttoria istitutiva. Al fine di delineare una proposta della futura area marina protetta che ne rispetti le caratteristiche naturali e socio-economiche, la segreteria tecnica arricchisce l’indagine conoscitiva fornita dagli studi con sopralluoghi mirati e con confronti con gli enti e le comunità locali.
La definizione di perimetrazione dell’area (i confini esterni), la zonazione al suo interno (le diverse zone A, B e C), e la tutela operata attraverso i diversi gradi di vincoli nelle tre zone, sono parte dello schema di decreto istitutivo redatto alla fine dell’istruttoria. Sullo schema di decreto vengono sentiti la Regione e gli enti locali interessati dall’istituenda area marina protetta, per l’ottenimento di un concreto ed armonico consenso locale. Infine, come stabilito dal Decreto Legislativo n. 112/98 art.77, occorre acquisire il parere della Conferenza Unificata su tale schema di DM.
A questo punto, il Ministro dell’ambiente, d’intesa con il Ministro del tesoro, procede all’effettiva istituzione dell’area marina protetta, autorizzando anche il finanziamento per far fronte alle prime spese relative all’istituzione (L. n. 394/91 art.18 e L. n. 93/01 art.8).
Il Decreto Ministeriale, se non diversamente specificato, entra in vigore il giorno successivo dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il regolamento:

Il regolamento dell’area marina protetta definisce in via definitiva e disciplina i divieti e le eventuali deroghe in funzione del grado di protezione necessario per la tutela degli ecosistemi di pregio.
Proposto dall’Ente gestore, sentito il parere della Commissione di Riserva, è approvato con decreto del Ministro dell’ambiente.
Prima della formulazione del regolamento, un Ente gestore ha la facoltà di applicare delle discipline provvisorie per alcune delle attività che si svolgono all’interno dell’area marina protetta, naturalmente nell’ambito di quanto stabilito dal decreto istitutivo.

La gestione:

La gestione delle aree marine protette è affidata ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o associazioni ambientaliste riconosciute, anche consorziati tra di loro. L’affidamento avviene con decreto del Ministro dell’ambiente, sentiti la regione e gli enti locali territorialmente interessati.
La maggior parte delle aree marine protette sono gestite dai comuni interessati.