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“BASTA CON I RICATTI, ALTRI DANNO GLI STESSI SERVIZI”

"E' VERGOGNOSO E INACCETTABILE LO 'SPORTELLINO' DEL CENTRO STORICO"

"BASTA CON I RICATTI, ALTRI DANNO GLI STESSI SERVIZI"

(Pubblichiamo un intervento del consigliere comunale di ‘Portoferraio, la tua città’, Roberto Marini – che parla anche a nome dei gruppi di opposizione – sul nuovo ufficio postale di via Manganaro).

La signora Lilliu, dirigente di Poste Italiane, dovrebbe indignarsi, oggi che il suo bellissimo ufficio di Via Manganaro ha dato prova di assoluta inefficienza e inadeguatezza alle esigenze della nostra città. Da quando il nuovo ufficio è stato aperto vi sono lunghe ed interminabili code; i cittadini stanno sopportando gravissimi disagi; gli impiegati degli uffici, sia pubblici che privati, per l’adempimento delle quotidiane incombenze devono dedicare gran parte dell’orario di lavoro allo stare in fila nell’attesa del loro turno.Con un atteggiamento molto discutibile e semplicistico, cercando di condannare l’avversione della politica locale al progetto di accorpamento, la dirigente nel suo sfogo dichiarò: “Dall’inizio ci siamo resi disponibili a collaborare, ma dobbiamo guardare anche all’aspetto economico, altrimenti i costi del servizio ricadrebbero sulla collettività ed è una cosa che non vogliamo fare: cerchiamo di camminare con le nostre gambe. Spero che la cittadinanza – proseguì – apprezzi il nuovo ufficio, che è dotato dei più moderni servizi. Da sabato i disagi per i cittadini saranno finiti”.
Non ci sembra sia accaduto niente di tutto questo: nessuno è contento del servizio; nessuno è disposto ad avallare il subdolo tentativo di fare mercato a spese dei cittadini: si è avuto il coraggio di mercanteggiare, alzando il prezzo, giorno dopo giorno, chiedendo sempre di più al comune di Portoferraio: altre tenute di conto, altri flussi economici.
Signora Lilliu, noi rispettiamo la libera imprenditoria, ma quella che porta vantaggio alla collettività, non siamo d’accordo con quella della Sua azienda, fatta di promesse non mantenute che si concretizza in un servizio veramente pessimo e inaccettabile. Il Comune non deve più assecondare le richieste di Poste Spa, in quanto molti dei servizi offerti dalla società – deposito e distribuzione delle pensioni, pagamento delle bollette del telefono, della luce ed altre ancora – possono esser tranquillamente soddisfatti da altri soggetti presenti e ben distribuiti sul territorio comunale e a costi spesso inferiori a quelli postali.
Non abbiamo bisogno di elemosine a caro prezzo; i nostri pensionati hanno già alternative molto valide; pertanto, non è necessario svendersi, ma, solo, informare la cittadinanza sulle diverse opportunità di servizio offerte dal mercato.
Un cittadino, oggi, per pagare l’Ici deve farlo presso poste essendo così costretto, oltre al disagio, al pagamento di un euro ad operazione, tassa su tassa quindi, un costo sociale aggiuntivo che può essere evitato.
Siamo tutti consapevoli che Poste Italiane, nonostante lo si voglia far apparire come un soggetto in espansione, è un soggetto in crisi d’identità; un soggetto che dimenticando il suo compito principale, il servizio postale, è divenuto in breve tempo un soggetto polivalente senza averne né la vocazione né i mezzi.
Immaginiamo via Manganaro durante la scadenza Ici, oppure in pieno agosto; quanto costerà al comune di Portoferrio la nuova ubicazione di Poste Italiane: l’ente sarà costretto a garantire un piantonamento, fisso, da parte della polizia municipale e probabilmente della pubblica assistenza per soccorrere qualche anziano colto da malore.
Mi rivolgo al sindaco per rinnovargli l’invito a non cedere a ricatti: poste promise l’apertura di un piccolo ufficio in centro, apertura dovuta alla città per il disagio creato dall’accorpamento, oggi se ne condiziona l’eventuale realizzazione alla concessione di ulteriori servizi. Poste non deve chiedere più nulla, perché non è in grado di dare nulla ed in particolare e per la nostra città, ha creato solo una situazione di grave disagio.
Tutto questo è vergognoso e assolutamente inaccettabile; non ci serve uno “sportellino” prevedibilmente inefficiente e socialmente discriminante. Come è possibile preferire gli abitanti di una parte della città a quelli di un’altra? Come è possibile preferire il centro storico alla zona di Carpani? Come è possibile continuare a mantenere aperte trattative con un soggetto che promettendo un ufficio futuristico, in realtà, ha creato solo disagi ai cittadini e costi all’amministrazione?