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ELETTRODOTTO, LE FIRME SONO 1300: NO AI TRALICCI

APPELLO DEL COMITATO 'NON TOCCATE ERCOLE' A COMUNI, PARCO E COMUNITA MONTANA: IMPEDITE PERFORAZIONI, SCAVI E SBANCAMENTI. A ENEL E TERNA LA RICHIESTA DI "UN ATTO DI CORAGGIO": "FERMATE LE ESPROPRIAZIONI"

ELETTRODOTTO, LE FIRME SONO 1300: NO AI TRALICCI

Il comitato” Non toccate Ercole” fa sapere che sono 1311 le persone che hanno aderito con la loro firma alla petizione “contro i tralicci dell’elettrodotto, e per l’interramento delle linee”.
“Come promotore del comitato – scrive Romano Bolzoni – mi rivolgo ai rappresentanti degli enti che hanno il compito di proteggere ed amministrare il territorio. Ai sindaci chiedo di dimenticare la propria appartenenza politica e unirsi al sindaco Peria, e di fermare la realizzazione dell’elettrodotto. Al presidente della Comunità Montana chiedo di opporsi, e al presidente del Parco di dichiarare la sua posizione sulla realizzazione del progetto Enel/Terna, che prevede l’installazione dei tralicci e il percorso dei cavi aerei anche nel Parco, con opere che richiedono l’impiego di macchine movimento terra cingolate, e la distruzione di oliveti, boschi cedui e macchia mediterranea con scavi di sbancamento, scavi di fondazione, cemento armato, perforazioni”.
“Alla Enel – prosegue Bolzoni – chiedo di osservare all’Elba i principi dichiarati nel proprio profilo societario, per cui, grazie al codice etico, al bilancio di sostenibilità, alla politica di rispetto dell’ambiente e di adozione delle migliori pratiche internazionali in materia di trasparenza e di corporate governence, la società è stata ammessa ai più selettivi indici etici mondiali come il FT4Good e il Dow Jones Sustainability Index”.
Il comitato anti-tralicci ricorda che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’Unione Europa invitano ad applicare il principio di precauzione, e chiede “un atto di coraggio” a Enel e Terna: “La restituzione delle aree espropriate ai cittadini, e la sospensione di quelle previste, in attesa di un progetto di produzione e trasporto di energia dimensionato al reale fabbisogno che sarà meno devastante e penalizzante per l’intero territorio dell’Elba”.